MEPHISTO WALTZ

Vampirismo di ritorno


2' di lettura

 La presenza del vampiro, che si fa risalire al secolo quindicesimo, col Principe di Valacchia Vlad II Dracul, è un’antica leggenda cui hanno pescato a man bassa tutti: la letteratura (in quella notte tetra dell’estate 1846 quando Lord Byron, il suo medico John Polidori e Mary Shelley chiusi nella Villa Diodati, sul lago Lemano, scrissero di Frankestein accostato a Dracula), la pittura (il preraffaellita Dante Gabriel Rossetti e Gustavo Doré nell’800) e il cinema horror (“Nosferatu” di Friedrich Murnau, 1922, e poi “Il Principe della notte”, 1979, di Werner Herzog con Klaus Kinski fino al “Bram Stoker's Dracula” scritto nel 1897 e messo in scena da Francis Coppola nel 1992). Ma anche le storie agghiaccianti di Edgar Allan Poe e il mondo magico di Harry Potter nel filone gotico vi hanno contribuito.

E che dire della festosa notte di Halloween giunta fino a noi? Non era certo un cherubino il Vampire, cacciabombardiere inglese apparso alla fine della “WWII”, jet De Havilland DH100 a doppia coda: una in più di Lucignolo. Il quale sta lì un po’ perplesso nel constatare quanto sia diventata pericolosa questa esplosione di vampirismi preconfezionati.

Nella politica, nell’economia, nei rapporti interpersonali, grazie a fake news diffuse nel labirinto dei social tuttofare e tuttodire. Mentre per psicologi e psichiatri il fenomeno è variamente detto ematodixia, satirismo, eccitazione sessuale indotta dal sangue della vittima, sindrome di Renfield, sadomasochismo e sessomania (dove sentimenti e dignità vanno al diavolo). Ritorna alla mente l’antisemitismo dell’affare Dreyfus, discolpato anche grazie a Émile Zola che sull’Aurore del 13 gennaio 1898 pubblica a piena pagina una lettera aperta al Presidente Faure. Non finirono invece bene Sacco e Vanzetti, giustiziati in America (1927) e riabilitati ben cinquant’anni dopo; né il caso dubbio di Pinelli dopo la strage di Piazza Fontana a Milano (1969); fino alla tragedia di Enzo Tortora vittima innocente della malagiustizia (1983). Per “lui” è un dispetto di Wojtyla aver riabilitato Galileo, dopo 359 anni dalla condanna del Sant’Uffizio. In tutti questi casi il vampirismo l’ha fatta franca. Sia con le tricoteuses giacobine pagate da Robespierre per sedersi ben in vista accanto alla guillotine e assistere alla decapitazione dei tanti innocenti, sia con gli sconfitti nei tanti dopoguerra.

Al pari dei tanti innocenti risucchiati dal frullatore di Mani pulite (1992) non tutti sopravvissuti al furor di popolo. In orrido contorno. Staremo a vedere come finirà il Russiagate di questi giorni. Ex falso sequitur quodlibet.

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