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Van Cleef & Arpels, in mostra a Milano 400 preziosi d’archivio

Fino al 23 febbraio 2020 Palazzo Reale ospiterà «Van Cleef&Arpels: il Tempo, la Natura, l’Amore» , un excursus nella storia del marchio di alta gioielleria francese che oggi è presente in tutto il mondo con le sue boutique

di Marta Casadei


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2' di lettura

Nel buio dell’allestimento brillano le vetrine: sono illuminate da diamanti e pietre preziose, a loro volta declinati in uccelli dalle piume colorate (che in realtà sono spille) e collane composte da piccole, dettagliatissime, foglie in smeraldo, ma anche da bracciali impreziositi da teste di leone con gli occhi di smeraldo e ballerine danzanti fatte di oro, zaffiri, rubini, diamanti. E poi orologi e oggetti impreziositi non solo dalle pietre, ma anche da meccanismi d’avanguardia.

La prima mostra della maison in Italia

Il colpo d’occhio è sicuramente ad effetto, ma la mostra «Van Cleef&Arpels: il Tempo, la Natura, l’Amore», in allestimento a Palazzo Reale fino al 23 febbraio prossimo e a ingresso libero, richiede al visitatore di andare oltre la prima, inebriante, impressione.

L’intenzione, infatti, non è quella di offrire una vetrina “statica” sulla bellezza dei preziosi - circa 400 tra gioielli, orologi, bozzetti e oggetti creati dal 1906, anno della fondazione di Van Cleef & Arpels, ad oggi - ma di raccontare una produzione che, pur sembrando senza tempo, è, di fatto, l’espressione di periodi storici, artistici e culturali diversi.

È la prima volta che la maison francese, che dal 1999 fa parte del gruppo Richemont, conglomerato elvetico del lusso con un peso importante nel segmento gioielleria e orologeria, allestisce una mostra in Italia.

Gioielli, VanCleef& Arpels racconta la sua storia con una mostra evento a Palazzo Reale

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Ha scelto Milano e Palazzo Reale con uno scopo preciso, quello di aprire i propri archivi al grande pubblico - ha spiegato Nicolas Bos, ceo e presidente dell’azienda - per r iportare l’attenzione sulla gioielleria che non solo è un settore economico in crescita, ma in passato era protagonista, al pari delle arti applicate o dell’architettura, delle esposizioni universali in tutto il mondo. Il dialogo tra Van Cleef & Arpels, alla ricerca di progetti espositivi di alto livello, Palazzo Reale e Comune di Milano è cominciato anni fa: «Quando si parla di arte, cultura, formazione, è il posto giusto», ha detto Bos.

I gioielli «timeless» interpretano il loro tempo

La mostra, che ruota attorno a t re pilastri dell’heritage e della filosofia di Van Cleef & Arpels: il tempo, la natura e l’amore, è c urata dall’italiana Alba Cappellieri, direttrice del Museo del Gioiello di Vicenza: «Ci siamo conosciuti anni fa e abbiamo collaborato più volte. Apprezzo molto il fatto che ci abbia offerto una prospettiva diversa sulla maison e sulla sua storia, raccontando non solo i gioielli ma soprattutto i valori », ha detto Bos.

Cappellieri ha scelto di “decodificare” l’universo di Van Cleef & Arpels utilizzando i cinque valori definiti da Italo Calvino nelle «Lezioni americane»: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità. «Mi ha impressionato come, leggendo i testi, ho notato connessioni “naturali” e profonde con queste parole chiave », ha detto Bos. Che, come Alba Cappellieri, tra i tanti pezzi in mostra predilige la collana Zip: un pezzo iconico, realizzato in oro e pietre preziose nel 1951, su “suggerimento” della duchessa di Windsor che, alla fine degli anni Trenta, instillò in a Renée Puissant, direttrice artistica della maison e figlia della coppia fondatrice, l’idea di un gioiello ispirato alla chiusura lampo.

La mostra è stata organizzata in collaborazione con la Fondazione Cologni dei mestieri d’arte, che da anni lavora con il gruppo Richemont.

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