Impressionisti a Parigi

Van Gogh ‘perde' 3 milioni di euro in pochi minuti da Sotheby’s

Il fantasma di un compratore online batte l’opera per 16,2 milioni di euro, scesi a 13,1 milioni a fine asta. Buoni risultati per un catalogo ben curato

di Giovanni Gasparini

Vincent van Gogh, Scène de rue à Montmartre: €13.1 million / $15.4 million

5' di lettura

In tempi in cui le case d'aste propongono cataloghi sempre più rispondenti alla logica di vendere ‘cross-category', ovvero mischiano periodi, stili e idee sulla base di quel che viene consegnato, piuttosto che selezionare un'offerta coerente con ambiti storico-artistici e collezionistici, fa piacere osservare una vendita dal vivo di un catalogo di una categoria sperimentata come avvenuto da Sotheby's Parigi nel pomeriggio del 25 marzo con un catalogo di 33 lotti d'arte Impressionista e Moderna. Ovviamente seguita da un altro catalogo a Londra che spazia dalla pittura del Rinascimento a lavori con la vernice ancora fresca…L'andamento complessivo dell'incanto è più che positivo, con un ricavo totale di 37 milioni di euro con le commissioni, oltre la stima alta pre-asta di 29 milioni di €, grazie a solo quattro lotti invenduti, ed in presenza di quattro garanzie peraltro rivelatesi superflue in quanto i rispettivi lotti hanno suscitato competizioni che li hanno portati a superare le stime alte.

Il ‘caso' Van Gogh e i pericoli dell'online

Tuttavia l'elemento più clamoroso e fastidioso riguarda proprio il lotto principale, che da solo vale oltre un terzo del ricavo totale, un dipinto di Van Gogh dell'inizio 1887 (in foto d’apertura), messo in vendita come lotto numero 6 ed inizialmente aggiudicato per 14 milioni di euro (16,2 milioni con le commissioni) dalla banditrice di Sotheby's ad un anonimo online apparso solo alla fine dei rilanci contro due clienti al telefono rispettivamente con gli specialisti di Londra e Hong Kong. A fine asta la stessa banditrice ha riaperto il lotto, ma questa volta il misterioso compratore online non si è fatto sentire e il prezzo raggiunto è stato di 11,2 milioni di €, che sono diventati 13,1 milioni con le commissioni: una bella differenza soprattutto per la famiglia venditrice che ha conservato il dipinto per un secolo!

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Si conferma ancora una volta una delle caratteristiche imprevedibili del mercato dell'arte, che tanto fanno impazzire chi vorrebbe renderlo uno strumento finanziario dalla volatilità controllabile e prevedibile: il prezzo raggiunto vale solo nel momento in cui avviene la transazione, un minuto dopo può essere radicalmente differente o persino non rilevabile. Si tratta comunque di un prezzo ben al di là della stima pre-asta, invero piuttosto conservativa di 5-8 milioni di euro, e che dà il senso di quale sia lo squilibrio in essere fra i diversi mercati, quando si considerano i prezzi raggiunti da opere d'arte contemporanea ancora prive di validazione museale.‘

Scene de rue a Montmartre' coglie il passaggio primaverile di una coppia adulta e due bambine presso uno dei celebri mulini che caratterizzavano quella allora povera e periferica zona di confine di Parigi nel 1887, anno in cui si forma e caratterizza lo stile del pittore olandese. Pur mancando della forza cromatica, drammaticità e fisicità tipica dei dipinti successivi, quelli maggiormente richiesti e valutati nelle decine di milioni, la rarità del dipinto e la sua assenza dal mercato per un secolo meritavano risultati anche superiori. Quanto accaduto pone seri dubbi sulla credibilità dei meccanismi online di asta, che di fatto sono al di fuori del controllo degli osservatori e dei clienti stessi, soprattutto quando si tratta di incanti interamente svolti online senza la presenza del banditore. Simili dubbi, peraltro, vanno espressi per quanto accaduto settimana scorsa nell'asta online di arte virtuale promossa dal competitor Christie's, che forse dovrebbe attirare l'attenzione più delle autorità di controllo sulle attività finanziarie e del riciclaggio di denaro che non quella del mondo dell'arte.

La collezione Polignac, Pissarro restituito e Picabia garantito

L'asta è partita nel migliore dei modi con cinque lotti provenienti dalla Fondazione Polignac degli eredi della famiglia del tessile Lanvin, tutti aggiudicati oltre le aspettative per un totale di 4,6 milioni di €, di cui quasi 2,7 milioni (entro la stima di 2-3 milioni di €) per “Danseuse au tutu vert' caratteristico pastello su carta tipico del soggetto preferito da Degas, iniziato nel 1887 e rielaborato successivamente dallo stesso artista. Un secondo lavoro su carta di Degas, con il ritratto di ‘Mademoiselle Salle' a pastello eseguito l'anno precedente (1886) ha superato la stima di 250-350mila per fermarsi a 545mila € con le commissioni.

Francis Picabia, «La Corrida» passato di mano per 3,2 milioni di €

La movimentata raffigurazione della folla a “Les courses a Jersey”, dipinta da Jean-Francois Raffaelli nel 1900 è stata contesa fino a raggiungere un multiplo della stima di 60-80mila € a 302mila €, mentre una scena romantica di Renoir del 1872 raffigurante una coppia in conversazione titolata “La Belle Saison” si è fermata a 920mila € da una stima di 400-600mila. Un altro lavoro a pastello su carta, questa volta di Pissarro, con due figure femminili ha superato i 200mila € e la stima di 120-180mila €. Ma uno dei migliori risultati dell'asta lo ha ottenuto un secondo lavoro di Pissarro, ‘La Recolte des pois' gouache su carta del 1887, recentemente restituita agli eredi di Simon Bauer cui era stata sottratta dal governo della Francia di Vichy nel 1943, che ha scatenato una gara di rilanci fino a sfiorare 3,4 milioni di €, dalla stima di 1,2-1,8 milioni, mentre un altro lavoro “Les sarcleurs' è rimasto invenduto da una stima di 150-200mila €.

Camille Pissarro, «La Récolte des pois» aggiudicato per 3,4 milioni €

Fra i quattro lavori garantiti spiccano due opere di Francis Picabia: una ricercata tipica ‘trasparenza' del 1931 di quasi due metri in verticale, “Adam et Eve” che ha sfiorato la stima alta di 2 milioni, ed una pittura ad olio quasi iperrealista del 1940-41 “La corrida” che ha superato la stima di 1,7-2,5 milioni a 3,1 milioni di €. Anche la languida figura nuda femminile di Kees van Dongen “La Sirene” è stata contesa fino a superare la stima di 1-1,5 milioni rendendo inutile la garanzia che la proteggeva, sfiorando 1,9 milioni di €, stessa stima e prezzo della scultura di Giacometti che la precedeva come lotto.

Edgar Degas, «Femme assise dans un fauteuil» battuto per 2,7 milioni di euro

Scultura e disegno in risalto

La composizione in gesso dipinto di Giacometti del 1950 con “Quatre Figurines” già appartenute alla famiglia Maeght, è passata di mano a 1,9 milioni da una stima di 1-1,5 milioni, nonostante la dimensione assai contenuta. Oltre ai lavori su tela il catalogo proponeva anche un gruppo di cinque sculture in bronzo di Rodin di dimensioni contenute, tutte aggiudicate oltre le aspettative per un totale di 2,2 milioni di euro, fra cui spicca una ‘riduzione' di “Le Baiser' che ha sfiorato il milione da una stima di 400-600mila €. Ha superato le previsioni anche un piccolo bronzo della collega e amante di Rodin, Camille Claudel, un drammatico ‘L'Implorante' aggiudicato a 227mila. Le sette opere di scultura in catalogo hanno portato dunque 4,4 milioni di €. Forte la presenza di lavori su carta e disegni, oltre ai due lavori di Degas della collezione Polignac, per un terzo del totale pari a 11 lotti, fra cui due disegni a matita di Modigliani per un totale di 350mila €.

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