Calcio italiano

Varato il calendario, ma la Serie A con gli stadi chiusi perde 8 milioni a giornata

Definito il calendario della stagione 2020/21 con l’avvio nel weekend del 19 settembre, ma si profila uno scontro Stato-Regioni sulla riapertura delgli impianti e il rischio di accumulare nuove perdite

di Marco Bellinazzo

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(ANSA)

Definito il calendario della stagione 2020/21 con l’avvio nel weekend del 19 settembre, ma si profila uno scontro Stato-Regioni sulla riapertura delgli impianti e il rischio di accumulare nuove perdite


3' di lettura

Fissato il calendario di Serie A adesso l'”emergenza” si sposta sugli stadi con la necessità dei club di riaprirli al pubblico e quella di protocolli di sicurezza che il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e il Cts ritengono di non poter allentare in vista dell'autunno e con una curva dei contagi poco rassicurante. A ciò si aggiunge il ruolo delle Regioni, che hanno competenza in materia e che in alcuni casi stanno già spingendo per una riapertura. Il Governo però ritiene che la competenza delle Regioni sia limitata ai grandi eventi (come accaduto nel basket per la Supercoppa italiana, in partiacolare in Emilia Romagna nei giorni scorsi) e non ad attività “ordinarie” come il campionato.

Allianz Stadium

La Regione Piemonte, ad esempio, ha già chiesto di autorizzare l'apertura dell'Allianz Stadium, dato che la Juventus ha predisposto il piano di sicurezza necessario per far tornare i tifosi. Il documento è già stato trasmesso dalla Regione a Roma per il via libera del Cts. «Tornare alla normalità si può, con grande rispetto delle regole per la prevenzione dei contagi - ha spiegato il governatore Alberto Cirio a margine dell'inaugurazione del nuovo laboratorio per i test Covid - L’obiettivo del club è esser pronti per la prima partita». Analogo piano di sicurezza, ha aggiunto il governatore Cirio, «è in fase di elaborazione anche da parte del Torino per quanto riguarda l’Olimpico Grande Torino e la società granata ha già avuto alcuni incontri con gli uffici regionali».

I danni economici

Dopo i circa 90 milioni di danni subiti dai club di Serie A per la chiusura degli stadi nella scorsa stagione, una partenza con impianti ancora sbarrati al pubblico in autunno potrebbe determinare altri ammanchi sostanziosi. Nella stagione 2018/19 la Serie A aveva fatturato grazie agli stadi nel suo complesso 300 milioni di euro, con una tendenza peraltro all’incremento del numero di spettatori che dura da alcune stagioni. Significa circa 8 milioni a giornata. Ipotizzando perciò una chiusura fino alla prima sosta delle nazionali a ottobre dopo 3 giornate, dunque, il danno da mancati incassi potrebbe essere di circa 25 milioni, considerando peraltro che l'avvio del torneo prevede alla seconda giornata Roma-Juve e alla terza Juve-Napoli e Lazio-Inter. Ipotizzando invece una chiusura integrale fino alla 7 giornata vale a dire fino alla pausa per le nazionali dopo l’8 novembre (la Serie A ridiscende in campo il 22 novembre) si profilano invece danni per altri 56 milioni. Senza considerare che le campagne abbonamenti da cui i club traggono linfa vitale grazie agli incassi anticipati restano sospese, aggiungendo incertezza su incertezza.

Abbonati e Dilettanti

Alcuni giorni fa non a caso il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli e il presidente del Coni Giovanni Malagò hanno suggerito di poter far disputare le partite con i soli abbonati ove possibile. La Figc ha intanto deciso per la riapertura di tutti gli stadi relativamente alle competizioni sotto l’egida della Lega Nazionale Dilettanti. In Serie D sarà possibile far accedere fino a 1000 spettatori a seconda della capienza di ogni singolo impianto sportivo, rispettando alla lettera le disposizioni previste dal protocollo già stilato. Il nodo da sciogliere per la riapertura riguarda soprattutto il problema di evitare assembramenti alle uscite. Permettere solo agli abbonati o magari solo a una quota che occupi il 25% degli impianti potrebbe consentire di mettere a punto e sperimentare percorsi di deflusso sicuri.

Il calendario

La prima giornata, in programma nel weekend del 19 e 20 settembre, propone Milan-Bologna, Parma-Napoli, Verona-Roma e Fiorentina-Torino, con il posticipo di Atalanta (in trasferta con la Lazio) e Inter (a Benevento) che hanno ottenuto dalla Lega il rinvio. I big match, oltre a quelli già citati, sono in agenda con questa cadenza: Milan-Roma alla quinta, Atalanta-Inter e Juve-Lazio alla settima, Napoli-Milan all'ottava giornata, alla nona Napoli-Roma, alla dodicesima Inter-Napoli e Juve-Atalanta, alla tredicesima Lazio-Napoli, alla quattordicesima Milan-Lazio e Juve-Fiorentina. Alla sedicesima Milan-Juve seguita da Roma-Inter alla diciassettesima, alla penultima giornata Inter-Juve.Per quanto riguarda i derby il primo sarà Inter-Milan il 18 ottobre. Alla stracittadina di Milano in programma alla quarta giornata, seguirà alla sesta, il primo novembre, Sampdoria-Genoa. Il 6 dicembre, decima giornata, il derby della Mole tra Juventus e Torino. A chiudere il quadro Lazio-Roma il 17 gennaio.

Soste e Coppa Italia

Saranno sei i turni infrasettimanali e tre le soste previste. I turni infrasettimanali: mercoledì 16 dicembre, mercoledì 23 dicembre, mercoledì 6 gennaio 2021, mercoledì 3 marzo, mercoledì 21 aprile e mercoledì 12 maggio. Tre le soste, tutte in concomitanza degli impegni delle squadre nazionali: domenica 11 ottobre, domenica 15 novembre, domenica 28 marzo 2021. Definito anche il calendario della Coppa Italia che si disputerà di mercoledì: primo turno eliminatorio il 23 settembre, secondo turno 30 settembre, terzo 28 ottobre, quarto 25 novembre, ottavi di finale 13 e 20 gennaio 2021, quarti il 27 gennaio, semifinale andata 3 febbraio, semifinale ritorno 10 febbraio, finale il 19 maggio.

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