Assemblea dell’Unione Industriali

Varese a caccia di un nuovo futuro

Il Presidente Roberto Grassi: «Sbagliato cullarsi sugli allori, dobbiamo cambiare per diventare più attrattivi per giovani e imprese»

di Luca Orlando

3' di lettura

«Torneremo ai livelli pre-pandemici solo nel 2022. E comunque anche a quel punto, saremo ancora e quattro punti al di sotto del nostro Pil 2008». Per Carlo Bonomi l’obiettivo di base resta la crescita. Lo ripete più volte davanti agli oltre 500 imprenditori riuniti allo scalo di Malpensa, luogo scelto dall’Unione industriali di Varese per svolgere la propria assemblea annuale.

Crescita che per l’Italia deve diventare «un’ossessione», crescita necessaria per poter gestire il debito aggiuntivo creato nella fase emergenziale - aggiunge il presidente di Confindustria - che si potrà realizzare solo sfruttando al meglio l’occasione del Recovery plan, partendo anzitutto dalle riforme.

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Non semplici da realizzare - aggiunge - se ogni partito, come accade ora ad esempio sui temi fiscali, «punta a mettere la propria bandierina». Al contrario, spiega Bonomi, occorre trovare un denominatore comune e l’idea del Patto per l’Italia lanciato in occasione dell’assemblea annuale di Confindustria va esattamente in questa direzione.

Rischi, dunque, in questa fase, ma anche opportunità. A partire dalla ritrovata autrorevolezza dell’Italia in Europa grazie a Mario Draghi, opportunità per «rivedere le regole d'ingaggio su temi europei come il patto stabilità e gli aiuti di Stato, che vengono visti molto diversamente dai Paesi membri».

Dall’incontro previsto nel pomeriggio tra il presidente del Consiglio e i sindacati Bonomi si aspetta «il meglio possibile», «Mi aspetto il meglio possibile» dall’incontro previsto per oggi tra il presidente del consiglio, Mario Draghi, e i sindacati. E se in Italia - aggiunge - non serve introdurre un salario minimo ma agire sui contratti di quei settori dove il salario è troppo basso, l’ipotesi di un tavolo tra Confindustria e sindacati è vista in modo «molto positivo».

«Da noi - chiarisce - i minimi salariali sono già all’interno dei contratti collettivi e non nascondiamo che ci sono alcuni settori dove le paghe sono molto basse».

Bonomi è a Malpensa, dove gli imprenditori varesini hanno deciso di tenere la propria assemblea annuale. Con una visione che parte da un obiettivo prioritario: realizzare uno scatto in avanti per cambiare, come territorio e come Paese.

È lo schema di gioco in cui si muove la relazione di Roberto Grassi, presidente degli industriali di Varese. Malpensa, dunque.

Luogo simbolico del dramma (quasi sette milioni di passeggeri persi nel 2020) e della faticosa ripresa dopo il picco della pandemia. Icona e punto di forza del territorio da cui si vuole partire cercando di disegnare un nuovo futuro.

Partendo anche dal lascito positivo dell’emergenza, ad esempio «l’insperato miracolo» di una Ue che punta alla solidarietà finanziaria e al debito comune, «scenario impensabile se si rammenta il dibattito pre-Covid».

Fondi Ue e ritrovata crescita che devono però rappresentare un’occasione di riscossa più ampia, frutto di una visione e di una strategia.

Che nel caso di Varese parta anzitutto dalla consapevolezza: dei punti di forza, così come delle aree critiche.

Per un’area certamente ricca di addetti hi-tech ma in coda per investimenti in tecnologie digitali; vocata all’export ma con numeri meno brillanti del passato, forte di una struttura multidistrettuale ma in frenata su alcune filiere chiave; favorita in termini di infrastrutture ma ancora non in grado di sfruttare appieno le proprie potenzialità, Malpensa in primis.

Cullarsi negli allori, per un’area che in 12 anni ha perso 14 posizioni in termini di valore aggiunto pro-capite, sarebbe dunque anzitutto irrealistico e Grassi propone un’azione ampia per costruire una rinnovata identità di territorio.

Un modo per diventare più attrattivi a tutto campo: verso le imprese, migliorando ambiente operativo e infrastrutture così come verso giovani e donne, con formazione e percorsi professionali adeguati sfruttando al meglio le risorse locali, tra Its e Liuc. L’idea è quella di costruire un unico piano di sviluppo per il territorio, ripopolandolo di imprese e persone giovani e qualificate. L’occasione arriva dal Pnrr, da concretizzare realizzando però con urgenza le grandi riforme che servono per far vivere questo Paese.

Sul piano concreto, la proposta di Grassi guarda anzitutto ad una Varese connessa, grazie ad esempio a progetti come quello di una zona logistica semplificata a Malpensa, in grado di spingere l’intero territorio con semplificazione e benefici fiscali.

Politiche avanzate di welfare, sostegni concreti alla genitorialità (A Varese in 10 anni i nuovi nati sono scesi del 26%, con un crollo ulteriore previsto nel 2020), incentivi e aiuti alle start up, spinta alla crescita dimensionale delle imprese.

«Un cammino ambizioso - spiega Grassi - con l'ambizione di correggere la lenta deriva a cui saremmo destinati accontentandoci del “qui ed ora”». Non da soli, tuttavia, con una chiamata all’azione che coinvolge tutte le forze sociali del territorio.

«Il volo “Malpensa-futuro” - conclude Grassi - è pronto all'imbarco. Le nostre imprese sono già a bordo».

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