I progetti degli imprenditori

Varese cerca la via del rilancio

Malpensa e area nord della provincia i nodi. Grassi (Univa): bene il 2021 ma sulle imprese ora incombe il caro-energia

di Luca Orlando

(ANSA)

3' di lettura

Iniziative a favore della genitorialità. Una transizione ecologica fattibile e non ideologica. Il rilancio di Malpensa. La valorizzazione dell’istruzione tecnica e scientifica, in parallelo alla spinta sulla transizione digitale. Una maggiore attenzione alla situazione dell'area nord della provincia.

Sono i punti chiave della proposta lanciata dal Presidente dell'Unione degli Industriali della Provincia di Varese (Univa), Roberto Grassi, per costruire una politica di sviluppo locale, a livello sia regionale, sia provinciale, che punti a fare del Varesotto un'area più moderna e attrattiva per gli investimenti e per le migliori risorse umane.

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Conferenza stampa di inizio anno che evidenzia anzitutto il quadro congiunturale del territorio. Se il quarto trimestre si è chiuso con il 62,2% delle imprese che ha dichiarato livelli produttivi in crescita le prospettive sono ora diverse. «I buoni dati del 2021 - spiega Grassi - rischiano di essere il passato se non interverremo prontamente. Oggi viviamo in un mondo che è completamente mutato. I rincari delle materie prime e soprattutto dell'energia stanno frenando il motore della ripresa che eravamo riusciti ad avviare. Nei numeri delle rilevazioni locali questo ancora non lo vediamo, ma i campanelli di allarme nazionali del Centro Studi Confindustria (mi riferisco al calo della produzione industriale del -1,3% a gennaio) si stanno sentendo a livello di sentiment e di segnalazioni anche nelle imprese della provincia di Varese».

I costi dell'energia - spiega - stanno mettendo in crisi le imprese del territorio. In alcuni settori, produrre sta diventando diseconomico e aziende di interi comparti rischiano di fermarsi, nonostante abbiano il portafoglio ordini pieno.

«Paghiamo oggi a caro prezzo l'assenza di una politica industriale energetica e scelte scellerate degli anni e decenni passati. Occorre invertire subito la rotta con un mix di interventi congiunturali e strutturali. A partire dall'abbattimento delle componenti parafiscali e fiscali per le imprese, al pari di quanto sta avvenendo in Germania. Aumentare la produzione nazionale di gas allocandola alle aziende a costi inferiori a quelli di mercato, come sta avvenendo in Francia. Far crescere la disponibilità di fonti di energia all'industria anche attraverso un incremento della capacità derivanti da fonti rinnovabili, i cui costi di produzione non stanno aumentando, e che dunque potrebbero essere garantiti a prezzi inferiori a quelli di mercato comandati dal gas».

Sul piano locale la proposta di Univa affronta cinque linee di intervento:  Innovazione e digitalizzazione; Welfare; Capitale umano; Transizione ecologica; Infrastrutture.

Alcune proposte concrete sono già contenute in un documento che Confindustria Lombardia ha fatto avere prima di Natale nelle mani del Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana: sostenere progetti di aggregazione delle filiere produttive, accompagnare la digitalizzazione di filiere strategiche come l'automotive, aumentare la sinergia a livello regionale tra gli incubatori di start-up. Investire ancora di più nell'istruzione professionale e tecnica, per contrastare la dispersione scolastica e per avvicinare le ragazze alle materie tecnico-scientifiche. Puntare al sostegno alla genitorialità dei lavoratori e delle lavoratrici.

Il capitolo infrastrutture ruota attorno al rilancio di Malpensa.

«Occorre partire dall'approvazione del Masterplan di Malpensa da parte della Regione per non frenare lo sviluppo dell'Area Cargo, così preziosa per lo sbocco dei nostri prodotti sul mondo».

Altra fonte crescente di preoccupazione è l'area Nord del Varesotto: «dobbiamo cominciare a lavorare oggi - spiega - per riuscire nei prossimi anni a far entrare l'Area Nord della provincia di Varese nei parametri ‘Zone C non predefinite' nelle prossime programmazioni. Ciò vuol dire garantire aiuti di Stato approvati dalla Commissione Europea per favorire lo sviluppo di zone in declino. Da tempo le Comunità Montane delle Valli del Luinese, della Valcuvia e della Valganna stanno vivendo un declino ed un progressivo depauperamento del tessuto produttivo in parte legato anche alla situazione di area di frontiera con la Svizzera. I parametri economici in quest'area iniziano a configurare una situazione meritevole di attenzione ai sensi degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale».

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