Coronavirus

Variante Delta e caos vaccini, perché lo stato d’emergenza verrà prorogato dopo il 31 luglio

Palazzo Chigi confermerà i poteri speciali e le strutture dedicate (commissario e Cts) per contrastare l’epidemia

Coronavirus, Rt nazionale a 0.69: Molise a 0.34, Basilicata a 1.1

3' di lettura

Le preoccupazioni per la variante Delta che ha fatto risalire i contagi in Gran Bretagna, una campagna vaccinale ancora in corso e di nuovo alle prese con un caso Astrazeneca, il nodo approvvigionamenti e una terza dose di somministrazioni. È questa la prospettiva che il Governo deve affrontare nei prossimi mesi ed è il motivo per cui lo stato d’emergenza, in scadenza il 31 luglio, verrà prorogato.

I segnali dei ministri

Segnali diversi erano arrivati negli scorsi giorni da alcuni esponenti di Governo. Il ministro della Salute Roberto Speranza, in un’intervista alla Stampa, aveva detto: «Non abbiamo ancora deciso, ci sarà una valutazione, 45 giorni durante una pandemia sono un tempo notevole per poter fare previsioni. Ma sarebbe bello chiudere con lo stato di emergenza, dare un segnale positivo al Paese». E anche Maria Stella Gelmini, titolare per gli Affari regionali, aveva espresso lo stesso auspicio: «Non ne abbiamo ancora parlato in Consiglio dei ministri ma credo che i tempi siano maturi per chiudere la fase emergenziale e attrezzarci con gli strumenti ordinari».

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La proroga

Ma far scadere lo stato d’emergenza (in vigore dal 31 gennaio 2020 e prorogato per cinque volte) significherebbe rinunciare agli strumenti con cui è stata gestita finora la pandemia da coronavirus. Innanzitutto la possibilità di adottare Dpcm e decidere nuove eventuali restrizioni alla vita sociale nel caso si verificasse una nuova impennata dei contagi. Lo stato d’emergenza include poi le strutture straordinarie dedicate al contrasto del coronavirus: il Comitato tecnico scientifico e l’incarico del commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Francesco Paolo Figliuolo.

L’emergenza

Anche se mancano 45 giorni alla scadenza (prevista per il 31 luglio) a Palazzo Chigi considerano perciò scontata la proroga dello stato d’emergenza. La campagna vaccinale non ha ancora raggiunto la copertura di sicurezza: secondo le previsione di Figliuolo si arriverà alla cosiddetta “immunità di gregge”, con l’80% della popolazione vaccinata, a settembre. Imprevisti sono sempre possibili, come dimostra l’ultimo caso che ha riguardato Astrazaneca, con la necessità di sostituire il richiamo per gli under 60 con un altro vaccino.

Una situazione che riporta in primo piano la questione dell’approvvigionamento delle dosi: le Regioni hanno sollecitato un rinforzo delle scorte di Pfizer e Moderna. Anche se i contagi seguono una curva discendente, resta l’allerta sulla variante Delta che ha provocato uno slittamento del rientro alla normalità della Gran Bretagna. Insomma, non è certo arrivato il tempo di dichiarare finita la pandemia. Per questo il Governo prorogherà lo stato d’emergenza che potrebbe arrivare fino a fine 2021.

Salvini: io non prorogherei lo stato di emergenza

Come era accaduto in passato con il Governo Conte, il tema ha una forte rilevanza politica. Il leader delle Lega Matteo Salvini usa al momento toni pacati ma la sua posizione è chiara: «Non abbiamo ancora parlato con Draghi ma a mio avviso non ci sono i presupposti per trascinare lo stato di emergenza. Credo sarebbe un bel messaggio, come dire il peggio è passato».

Gelmini: mo ad abuso ma c’è il rischio variante

La ministra Gelmini è tornata sulla questione per precisare che «tutti vorremmo evitare lo stato di emergenza, come italiana auspico che se ne possa fare a meno quanto prima, ma dall’altro lato non possiamo correre rischi. La valutazione sulla proroga dello Stato di emergenza la farà il Governo con il supporto dei tecnici e del Cts: non si deve abusare della proroga perché sono poteri speciali utlizzati solo dove strettamente necessario, ma la variante Delta non deve essere sottovalutata. Errore che il Governo non farà».

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