Nuovo allarme

Variante sudafricana: cosa sappiamo finora e perché fa così paura

L’allarme è stato lanciato rapidamente dagli scienziati africani. La variante ha diverse mutazioni che potrebbero essere associate a maggiore contagiosità e capacità di evadere la risposta immunitaria. Oms: poche settimane e capiremo l’impatto. Istituto sudafricano: vaccini proteggono da forme gravi

Articolo aggiornato il 26 novembre alle ore 10:59

La nuova minaccia

5' di lettura

Una nuova variante del Covid-19 minaccia il contrasto globale al coronavirus, quella emersa in Sudafrica, capace di molte mutazioni e per questo potenzialmente resistente agli anticorpi e ai vaccini. L’allarme è stato lanciato dagli scienziati africani in una conferenza stampa giovedì e il Regno Unito è stato il primo paese a chiudere i confini a 6 Paesi del sud dell’Africa.

Seguito da Israele, Germania e Italia: l’ordinanza firmata da Speranza ferma l’ingresso nel nostro paese a chi negli ultimi 14 giorni è stato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini.

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Poi altri paesi europei. La Commissione europea, ha annunciato von del Leyen, proporrà, in stretto coordinamento con gli Stati membri, di interrompere i voli dalla regione dell’Africa meridionale.

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La paura in Borsa

La paura ha già contagiato le Borse europee, dopo che le asiatiche hanno chiuso in calo con i timori degli investitori per l’impatto sull’economia della nuova variante: netto calo per Tokyo (-2,5%), in rosso Hong Kong (-2,3%), Shanghai (-0,5%), Shenzhen (-0,2%), Seul (-1,5%) e Mumbai (-2,2%). Profondo rosso anche per le piazze europee, a fine mattinata tutte con cali abbondantemente oltre i 3 punti.

L’annuncio degli scienziati sudafricani

Ieri alcuni scienziati hanno annunciato di aver rilevato in Sudafrica una nuova variante di Covid-19 con un gran numero di mutazioni attribuendo a questa un’impennata dei contagi esponenziale, un aumento dei casi di dieci volte da inizio mese.

«Purtroppo abbiamo rilevato una nuova variante che è motivo di preoccupazione in Sud Africa», ha detto il virologo Tulio de Oliveira in una conferenza stampa convocata d’urgenza.

Il Sudafrica ha una bassa percentuale di vaccinati, il 28% della popolazione, come si può vedere dai dati internazionali di Lab24. Oms ha più volte sottolineato la necessità di vaccinare anche nei paesi in via di sviluppo per contenere il contagio nel mondo e le possibili mutazioni legate alla circolazione virale.

La variante, denominata scientificamente B.1.1.529, «ha un numero molto elevato di mutazioni», ha detto lo scienziato.

Al momento le mutazioni sono 32 e questo preoccupa rispetto alla sua capacità di essere maggiormente infettiva e capace di evadere la risposta immunitaria naturale e quella indotta dai vaccini.

Lo scienziato ha aggiunto «una piccola buona notizia», ovvero che la variante viene individuata dai tamponi molecolari, quindi può essere trovata in fretta ee questo è un aiuto per gli scienziati.

Il primo caso in Israele

La variante è stata rilevata anche in Botswana e a Hong Kong tra alcuni viaggiatori provenienti dal Sud Africa, ha aggiunto. È stata trovata anche in Israele: lo ha annunciato il ministero della sanità aggiungendo che il caso si riferisce a un israeliano di ritorno dal Malawi.

Sempre secondo il ministero ci sono altre 2 persone sospettate di essere state infettate con la nuova variante ma si stanno aspettando i test finali. Tutti e 3 i coinvolti risultano essere vaccinati.

Tullio de Oliveira ha sottolineato come il fatto che sia stata trovata per la prima volta in Sudafrica non voglia dire che si è originata lì. Il paese è infatti uno di quelli che fa molti sequenziamenti, come l’Inghilterra.

Perché gli scienziati sono preoccupati

Giovedì molti scienziati, in particolare inglesi, hanno scritto su twitter le loro prime riflessioni sulla nuova variante. Ne riportiamo alcune.

Christina Pagel, direttrice del Clinical Operational Research Unit dell’University College London (Ucl), ha spiegato in un thread che la B.1.1.529 «potrebbe avere un significativo vantaggio sulla Delta.

«Cosa sia esattamente questo vantaggio e come si ripartisca tra fuga immunitaria e maggiore trasmissibilità non è ancora noto. Sappiamo che B.1.529 ha molte più mutazioni di altre varianti e che ha mutazioni viste in altre varianti che sono associate sia ad una maggiore trasmissibilità che alla fuga immunitaria. Sono il numero e il tipo di mutazioni che preoccupano i virologi e gli immunologi».

«Se si rivelerà un falso allarme, allora potremo diminuire la risposta tra qualche settimana - continua -. Ma questa è la nostra finestra per agire. Come con la variante Delta (e B.1.1.529 sembra diffondersi più rapidamente), aspettare la certezza rischia di significare aspettare troppo a lungo».

Emma Hodcroft, cofondatrice di Nextstrain, un real-time tracker dell’evoluzione dei patogeni all’università di Berna, scrive: «Non possiamo prevedere perfettamente il comportamento dei virus dalle mutazioni. Anche l’attività di laboratorio non rispecchia perfettamente ciò che accade nella vita reale. Altre varianti allarmanti non sono riuscite a diffondersi in passato. Abbiamo bisogno di più dati».

Inoltre: il Sudafrica «ha recentemente avuto casi relativamente bassi - questo può lasciare un vuoto in cui una nuova variante può diffondersi più facilmente - probabilmente non ha dovuto competere con Delta. In altri luoghi, dove Delta imperversa, potrebbe non succedere lo stesso».

Oms: poche settimane e capiremo l’impatto

L’Oms ha affermato che sta «monitorando da vicino» la variante segnalata e ha convocato oggi una riunione tecnica dove dovrebbe essere designata come variante di «interesse» o di «preoccupazione».

L’epidemiologa Maria Van Kerkhove, esperta dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha detto: «Ci sono al momento meno di 100 sequenze complete disponibili. Non sappiamo molto al riguardo ancora. Quello che sappiamo è che ha un ampio numero di mutazioni e la preoccupazione, quando hai così tante mutazioni, è che questo possa avere un impatto su come il virus si comporta. Adesso i ricercatori si stanno mettendo insieme per capire dove sono queste mutazioni e cosa potenzialmente potrebbero significare per i nostri strumenti diagnostici, le nostre terapie e i nostri vaccini. È positivo che queste varianti vengano scoperte. Significa che abbiamo un sistema in campo. Ci vorranno poche settimane per noi per capire quale impatto ha questa variante».

«C’è un sacco di lavoro in corso», ha assicurato l’esperta, spiegando che si tratta di «una variante sotto monitoraggio» e che il gruppo tecnico Tag-Ve (Technical Advisory Group on Sars-CoV-2 Virus Evolution) sta discutendo «se farla diventare una variante d’interesse o di preoccupazione. E se fosse questo il caso - ha aggiunto van Kerkhove - le daremo un nome con una lettera dell’Alfabeto greco». Dovrebbe divenire, in questo caso, la variante Nu.

Istituto Sudafrica: vaccino protegge da forme gravi anche con variante

Una prima risposta che sembra rassicurare sulle capacità degli attuali vaccini di intercettare anche questa variante viene dalle autorità sanitarie sudafricane. «Una parziale elusione della risposta immunitaria è probabile, ma è altrettanto probabile che i vaccini offriranno ancora alti livelli di protezione contro il ricovero e la morte». È questo uno dei passaggi salienti della pagina di domande e risposte sulla nuova variante B.1.1.529 approntata dal National Institute for Communicable Diseases (NICD) sudafricano, l’istituto pubblico di riferimento sulle malattie infettive. «Attualmente non sono stati riportati sintomi insoliti a seguito dell’infezione con la variante B.1.1.529 e, come con altre varianti - afferma l’Istituto - alcuni individui sono asintomatici».

Pfizer: risultati su nuova variante entro 2 settimane

La Pfizer intanto sta studiando la nuova variante di Covid-19 e conta di avere i primi risultati «al più tardi entro due settimane». Lo fa sapere un portavoce del gruppo farmaceutico. «Pfizer e BioNTech si stanno preparando da diversi mesi fa ad adeguare il loro vaccino in meno di sei settimane e a somministrare le prime dosi entro 100 giorni», se una variante si dimostra resistente.

In Sudafrica casi decuplicati

Mercoledì scorso il numero di infezioni nel Paese ha raggiunto quota 1.200 nelle 24 ore, rispetto alle 106 di inizio mese. Prima del rilevamento della nuova variante, le autorità avevano previsto che una quarta ondata avrebbe colpito il Sudafrica a partire dalla metà di dicembre, sostenuta dai viaggi in vista delle festività natalizie.

L’Istituto nazionale per le malattie trasmissibili (Nicd) gestito dal governo ha affermato che 22 casi positivi della variante B.1.1.529 sono stati individuati nel Paese a seguito del sequenziamento genomico.

Il Nicd ha anche affermato che il numero di casi rilevati e l’indice di positività stanno «aumentando rapidamente» in tre delle province del Paese, tra cui Gauteng, dove si trova la capitale economica Johannesburg e quella amministrativa Pretoria.

Recentemente è stato identificato un focolaio a grappolo, concentrato in un istituto di istruzione superiore a Pretoria, ha aggiunto il Nicd. L’anno scorso, sempre in Sudafrica, era emersa la variante Beta del virus, presto soppiantata per trasmissibilità dalla Delta, originariamente rilevata in India.

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