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Varisco (Twinset): «Ricavi 2020 in calo fino al 30-40%»

Il lato positivo della crisi, dice l’amministratore delegato del marchio di moda donna, è la capacità di decidere in fretta e di diventare più flessibili

di Ilaria Vesentini

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Il lato positivo della crisi, dice l’amministratore delegato del marchio di moda donna, è la capacità di decidere in fretta e di diventare più flessibili


2' di lettura

Fabbrica e negozi chiusi, filiere produttive sempre più digitalizzate e veloci e scenari di vendita da ridisegnare completamente per la nuova era post-Covid 19 che giocherà sulla sinergia tra online e instore e nuove esperienze di acquisto in boutique più piccole con alle spalle una piattaforma e-commerce più sviluppata. È il quadro che tratteggia Alessandro Varisco, amministratore delegato di Twinset, il marchio modenese di total look femminile fondato da Simona Barbieri alla fine degli anni Ottanta e oggi un gruppo da 700 dipendenti e oltre 235 milioni di euro di fatturato, con una fabbrica avveniristica a Carpi e sede legale e show room a Milano, nonché una rete di 62 boutique in giro per il Paese oltre al sito di shopping online.

Dal punto di vista produttivo siete completamente fermi o avete chiesto una deroga, come previsto dai provvedimenti del Governo?
No, non abbiamo chiesto una deroga. La nostra azienda è chiusa da fine febbraio, addirittura prima che scattasse il lockdown imposto dal Governo e attendiamo il permesso di riaprire.

Quali misure avete adottato per i lavoratori?
Avendo chiuso l’azienda abbiamo utilizzato lo smartworking, uno strumento che era già di uso consueto e quindi non ha comportato passaggi traumatici per i nostri dipendenti, e abbiamo fatto ricorso anche agli ammortizzatori sociali.

Quali misure avete adottato per la gestione dei negozi? Avete chiesto ai proprietari deroghe per gli affitti?
Anche in questo caso, la chiusura prolungata ci ha indotto a chiedere deroghe dei pagamenti e riduzione dei canoni, siamo in trattativa con tutti loro.

Vi siete attrezzati con l’e-commerce? Se sì, praticando che tipo di sconti?
Abbiamo sempre tenuto attivo l’e-commerce, garantendo tra l’altro ai consumatori il free shipping fino al 3 maggio e ci aspettiamo che sarà proprio lo shopping online a ripartire e a crescere più velocemente, finita l’emergenza.

Potete fare una previsione di perdita di fatturato per il 2020?
La sensazione è che la perdita possa rientrare in una forbice tra il 30 al 40% del fatturato.

Qual è, volendo costringersi a vederlo, un lato positivo di questa crisi?
Nei momenti di crisi si deve mettere in discussione ciò che si è sempre fatto, nel mondo del business spesso siamo colpevoli di non sfidare mai la consuetudine. Il periodo di crisi ci permette di avere più coraggio e rapidità nel prendere decisioni strategiche volte al cambiamento. Il cambiamento riguarderà tutta la filiera, dalla catena di produzione che dovrà fare scelte molto più rapide e sfruttare il digitale per velocizzare i passaggi, fino al retail, dove ci si aspetta anche dopo l’emergenza un cambio di paradigma dell’esperienza di acquisto, con una mobilità ridotta, boutique destinate a diventare piccoli atelier dove conoscere e provare i capi ma con poco magazzino fisico e il digitale a supportare la vendita a distanza.

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