DOPO LE REAZIONI DI ISRAELE E USA

Varsavia rivede la legge sull’Olocausto: niente carcere per chi associa la Polonia al Nazismo

di Luca Veronese

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Giovani israeliani con le bandiere del loro Paese al Memoriale di Treblinka, in Polonia, nel luogo dove tra il 1941 e il 1944 i Nazisti tedeschi uccisero circa 900mila ebrei dopo averli rinchiusi nel campo di sterminio


3' di lettura

La Polonia ha modificato, in un pomeriggio e in modo inatteso, la legge sull’Olocausto cancellando la norma che prevedeva la punizione con il carcere fino a tre anni per chi associasse le istituzioni polacche ai crimini commessi dai Nazisti del Terzo Reich. La riforma della controversa legge, approvata nel gennaio scorso e in vigore da marzo, è stata presentata a sorpresa in Parlamento su iniziativa del premier Mateusz Morawiecki con l’obiettivo di migliorare le relazioni di Varsavia con Israele e con gli Stati Uniti che si erano espressi con durezza contro «la negazione della Shoah e della storia» voluta dai nazionalisti al governo in Polonia. E la stessa Unione europea aveva fatto pressioni sui leader polacchi perché si arrivasse a un testo più condivisibile.

Se è scontata l’approvazione da parte delle due camere del Parlamento polacco, resta meno chiaro lo spostamento degli equilibri interni che ha portato la destra ultra-nazionalista di Jaroslaw Kaczynski a tornare sui propri passi a pochi mesi di distanza. Alcuni analisti vedono, in questa mossa, una crescita dell’influenza di Morawiecki, considerato un moderato più aperto verso l’Occidente, rispetto alla vecchia guardia di Legge e Giustizia. Mentre si sarebbe già aperta la battaglia interna al partito per la successione a Kaczynski, il grande capo che non compare in pubblico da settimane a causa di problemi di salute.

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Morawiecki ha comunque affermato che la legge «era e rimane una battaglia per la verità durante la Seconda Guerra Mondiale e dopo il conflitto». E del resto l’impianto complessivo e lo spirito della legge non è stato messo in discussione: è stata cancellata la pena dententiva ma rimangono le multe per chi «pubblicamente e contro i fatti attribuisca alla Nazione polacca o allo Stato polacco la responsabilità o la corresponsabilità di crimini compiuti dal Terzo Reich tedesco oppure i crimini contro l’umanità contro la pace nonché altri crimini durante la guerra» e rimangono le pene pecuniarie per chi parli di «campi di sterminio polacchi» per indicare quelli costruiti dai nazisti nel territorio occupato, riferendosi ad esempio ad Auschwitz.

«Con questa legge abbiamo riaffermato un principio, ma il senso della modifica consiste nel venire incontro alla realtà internazionale», ha aggiunto Morawiecki chiedendo ai parlamentari di approvare l’emendamento. «Uno scrittore o un editore - ha affermato ancora il premier di Varsavia - negli Stati Uniti o in Germania oggi ci pensa due volte prima di pubblicare un articolo nel quale siano contenute le espressione “SS polacche”, “Gestapo polacca”, “lager polacchi”, perché sa che rischia un processo e una multa fino a 100 milioni di euro»

«Uno sviluppo positivo nella giusta direzione», così dallo Yad Vashem, il Centro israeliano per la Memoria della Shoah, hanno definito la modifica da parte del Parlamento polacco della legge sull’Olocausto. «Crediamo che la maniera corretta di combattere le errate ricostruzioni storiche sia quella di rinforzare un’aperta, libera, ricerca e le attività educative». «Educatori e ricercatori- hanno aggiunto da Gerusalemme - non devono essere impediti nel cercare di districarsi nella complessa verità delle relazioni polacco-ebraiche prima, durante e dopo la Shoah».

Nella Shoah furono sterminati oltre sei milioni di ebrei. I nazisti uccisero più di tre milioni di ebrei della comunità polacca, la più grande all'inizio del secondo conflitto mondiale con circa 3,2 milioni di residenti. Secondo le stime dell’Holocaust memorial museum di Washington l’esercito tedesco uccise almeno altri 1,9 milioni di civili polacchi, non ebrei. Lo stesso Yad Vashem Holocaust ha riconosciuto come “giusti tra le Nazioni” per il coraggio nel contrastare l’Olocausto 6.706 polacchi, nessun altro Paese ne ha tanti. Ma numerose ricerche hanno dato prova anche della partecipazione di cittadini polacchi alle atrocità del Nazismo.

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