santa sede nella bufera

Vaticano: arrestata a Milano Cecilia Marogna, personaggio-chiave del caso Becciu

La manager avrebbe ricevuto dalla Segreteria di Stato bonifici per mezzo milione, in parte finiti in acquisti di beni di lusso. Sarà estradata in Vaticano.

di Carlo Marroni

(ANSA)

2' di lettura

Svolta nel “caso Becciu”, un capitolo dello scandalo delle finanze vaticane partito da Sloane Avenue. E' stata arrestata dalla Guardia di Finanza Cecilia Marogna, la manager cagliaritana coinvolta nelle vicende che hanno riguardato il cardinale Angelo Becciu, l'ex Sostituto alla Segreteria di Stato, ormai dimissionato dal Papa da tutti gli incarichi. L'arresto è avvenuto a Milano per un ordine di cattura internazionale emesso dagli investigatori vaticani tramite l'Interpol. L'accusa nei confronti di Marogna sarebbe peculato per distrazione di beni.

I soldi ufficialmente destinati a missioni umanitarie finiti in beni di lusso

Il suo nome è emerso alcuni giorni dopo la decisione di Francesco verso Becciu, che ha perso anche i diritti del cardinalato. Marogna – che si è dichiarata esperta in relazione internazionali e avrebbe ricevuto dalla Segreteria di Stato bonifici per mezzo milioni per presunte operazioni legate ai sequestri di religiosi in Africa - sarà quindi estradata e messa a disposizione dell'autorità giudiziaria vaticana, che sta indagando sulla maxi inchiesta partita dall'acquisto dell'immobile di Sloane Avenue, Londra, costato 350 milioni.

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La società fantasma di Lubiana e la lettera di accredito di Becciu

Quindi sono i bonifici partiti dalla Terza Loggia della Curia ad essere nel mirino degli inquirenti, soldi che tra l'altro -come provato da un'inchiesta de Le Iene – sarebbero finiti in buona parte in acquisti di beni di lusso. Marogna era in possesso di una lettera firmata da Becciu che la accreditava come persona di sua fiducia, avrebbe ricevuto il denaro in diverse tranche tra il dicembre 2018 e il luglio 2019 sul conto corrente della Logsic, la società, con sede a Lubiana, di cui è amministratrice. Versamenti tutti con causale “contributo per missione umanitaria”. Peraltro, la stessa Logsic si sarebbe rivelata una società fantasma.

In merito alle indiscrezioni, secondo le quali il denaro ricevuto è stato poi speso anche in shopping, la donna in una intervista ha replicato: “Magari la borsetta era per la moglie di un amico nigeriano in grado di dialogare con il presidente del Burkina Faso”. Nella stessa intervista la donna ammette anche le conoscenze con il faccendiere Flavio Carboni e il massone dissidente Gioele Magaldi. Quanto invece ai rapporti con i Servizi, “sono di stima e collaborazione coi vertici”.

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