Rapporto annuale dell'Aif

Vaticano, in calo transazioni “sospette”. Ma aumenta la segnalazione sul riciclaggio

di Carlo Marroni

(ANSA )

2' di lettura

Si consolida la riforma delle finanze vaticane: la conferma (in parte) dai dati 2016 delle segnalazioni di attività finanziarie sospette dentro lo Stato del Papa, che sono diminuite rispetto al 2015 (207 nel 2016 contro le 544 del 2015), anche se il loro numero è stato comunque più elevato rispetto agli anni precedenti. La fotografia dello stato delle transazioni i uscita e in entrata dalle mura leonine è contenuto nel Rapporto annuale dell'Aif, l'Autorità di informazione finanziaria della Santa Sede, presentato oggi in sala stampa dal presidente René Brulhart e dal direttore Tommaso Di Ruzza.

Nei potenziali reati più coinvolti cittadini esteri
L'Aif, nato nel 2011 a seguito della riforma voluta da Benedetto XVI, ha visto rafforzati i suoi poteri da Papa Francesco, anche se ha perso due anni fa la potestà di controllo sull'Apsa, il dicastero che gestisce il patrimonio mobiliare e immobiliare della Santa Sede: il suo controllo è concentrato esclusivamente sullo Ior. Sempre nel 2016, tuttavia, sono stati inoltrati al Promotore di Giustizia – il pm vaticano - 22 rapporti finalizzati allo svolgimento di ulteriori indagini, su potenziali casi di riciclaggio, rispetto ai 17 dell'anno precedente, il che segnala quindi una incidenza molto più alta visto il calo delle segnalazioni sospette. «I principali potenziali reati presupposto identificati sono la truffa, inclusa la grave evasione fiscale, all'appropriazione indebita e la corruzione. Nella stragrande maggioranza dei potenziali reati sono coinvolti cittadini esteri per condotte tenute in giurisdizioni estere». Per esteri si intendono quelli non vaticani, quindi per esempio gli italiani.

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Aumenta collaborazione con autorità internazionali
Il Rapporto annuale esamina anche le attività e le statistiche per l'anno 2016 dell'Aif, l'Autorità competente della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano per la vigilanza e l'intelligence finanziaria in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, nonché per la vigilanza prudenziale. Fra i principali esiti del 2016 vi sono stati: una significativa promozione della cooperazione internazionale dell'autorità competente del Vaticano con le sue controparti straniere nel contrasto delle attività finanziarie illecite e un consolidamento del sistema di segnalazione di attività sospette e del quadro regolamentare. «La cooperazione internazionale è condizione preliminare per contrastare i crimini finanziari ed il Vaticano è pienamente impegnato su questo fronte», ha affermato Bruelhart. «Nel 2016 l'Aif ha registrato un incremento significativo della cooperazione bilaterale con le autorità competenti di altre giurisdizioni e continuerà ad essere un partner attivo per combattere le attività finanziarie illecite a livello globale». Il numero delle segnalazioni di attività sospette (Sas) da parte di diversi soggetti segnalanti è dunque diminuito ma indica «una sempre crescente ed effettiva attuazione delle procedure di segnalazione da parte degli enti vigilati», ha affermato Di Ruzza. «Parallelamente, le Sas mostrano un miglioramento in termini di qualità con un impatto positivo sui rapporti inoltrati dall'Aif al Promotore di Giustizia Vaticano, dai quali sono scaturiti procedimenti penali, e sulla cooperazione internazionale con Uif estere, che ha avuto un notevole sviluppo». Il numero dei casi di cooperazione bilaterale fra Aif e Uif estere sono cresciuti da 81 nel 2013, a 113 nel 2014, a 380 nel 2015, ed a 837 nel 2016.

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