cambio ai vertici dei servizi sanitari

Vaticano, Doglietto nuovo direttore del Fondo assistenza sanitaria

Il nuovo direttore è primario della Divisione di Chirurgia digestiva del Gemelli da quando è stata istituita nel 1996 e docente alla Facoltà di Medicina e chirurgia

di N.Co.

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La Basilica di San Pietro in Vaticano

Il nuovo direttore è primario della Divisione di Chirurgia digestiva del Gemelli da quando è stata istituita nel 1996 e docente alla Facoltà di Medicina e chirurgia


2' di lettura

Cambio al vertice dei servizi sanitari vaticani. Il Papa ha nominato Giovanni Battista Doglietto direttore del Fondo assistenza sanitaria del Vaticano. Lo ha reso noto il Bollettino della sala stampa vaticana. Doglietto subentra a Stefano Loreti, affiancato già da oltre un anno.

Chi è Giovanni Battista Doglietto

Doglietto è nato nel 1948 a Sparone, in provincia di Torino. È stato al Policlinico Gemelli il primo aiuto del prof. Francesco Crucitti, il chirurgo che operò Giovanni Paolo II dopo l’attentato del 13 maggio 1981. Primario della Divisione di Chirurgia digestiva del Gemelli da quando è stata istituita nel 1996 e docente presso la Facoltà di Medicina e chirurgia, è autore di oltre 500 lavori scientifici, la maggior parte su argomenti di chirurgia dei tumori dell’apparato digerente. Ha seguito Papa Wojtyla nei suoi ricoveri al Gemelli.

Cosa è il Fondo di assistenza sanitaria

Il Fondo di assistenza sanitaria è un fondo mutualistico di assistenza sanitaria per il personale del Vaticano. «Nel 2017, al termine di un quinquennio caratterizzato da dinamiche di crescita dei costi non sostenibili nel lungo periodo, è stato avviato dal nuovo Consiglio di amministrazione un processo di riforma - spiega il presidente del Fas, monsignor Luigi Mistò, in un’intervista a Vatican News - improntato a criteri di efficienza, trasparenza e utilizzo virtuoso delle risorse economiche disponibili, al fine di garantire la sostenibilità futura del Fondo senza incidere in alcun modo sulla qualità delle prestazioni erogate agli iscritti». Grazie a questa riforma, ha spiegato Mistò, «nello stesso 2017 sono stati ottenuti risparmi per circa 3,6 milioni di euro rispetto al precedente esercizio, e nel 2018 un ulteriore risparmio, rispetto al 2017, di 1,4 milioni di euro. Questo ha consentito nella sostanza la restituzione alle amministrazioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano di oltre 5 milioni di euro».

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