IL RAPPORTO DELL’AIF

Vaticano: sulla «frontiera» scende l’utilizzo del contante

di Carlo Marroni


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Guardie svizzere sfilano davanti alla sede dello Ior (Reuters)

2' di lettura

Il dato è ormai tendenza: cala ancora l’utilizzo del denaro contante nei movimenti al confine tra la Città del Vaticano e il resto del mondo, e in particolare quindi con l’Italia. Nel 2018 sono state rilevate 1.239 dichiarazioni (che vanno effettuate al di sopra dei 10mila euro anche per strumenti al portatore) per complessivi 26 milioni, di cui 7,4 in entrata e 18,6 milioni in uscita: erano 32 nel 2017 e quasi 60 milioni nel 2011. I dati emergono dall’ultimo rapporto dell'Aif (Autorità di Informazione Finanziaria) presentato in sala stampa dal presidente Renè Brulhart, e dal direttore, Tommaso di Ruzza.

Calano le segnalazioni di attività sospette, aumenta la collaborazione internazionale, e arrivano le prime condanne, come quella di fine 2018 per l’imprenditore edile Angelo Proietti per autoriciclaggio. È stata la prima condanna per questo reato da parte del Tribunale vaticano per un cittadino italiano.

In calo le segnalazioni di attività sospette, più vigilanza preventiva
Nel 2018 l’AIF ha ricevuto 56 segnalazioni di attività sospette dagli enti vigilati. Queste segnalazioni – scrive il rapporto - confermano la tendenza, già registrata nel 2017, «verso una maggiore qualità ed una più consapevole attuazione di un approccio basato sul rischio». Inoltre la tendenza è legata anche alla stabilizzazione e normalizzazione del sistema di segnalazione, e all’intensificazione delle misure preventive adottate dallo stesso Ior, la “banca vaticana”. «Sono del resto concluse le attività di revisione e chiusura di alcune categorie di conti, nonché l’adesione degli utenti a programmi di adesione volontaria in Paesi esteri che avevano provocato un picco nel numero di segnalazione di attività sospette nel biennio 2015-2016». Delle 56 segnalazioni, 50 sono da enti vigilati, 4 da autorità vaticane, 2 da altri soggetti. nel 2017 erano 150, 207 nel 2016, 544 nel 2015. Undici sono stati invece i rapporti all’Ufficio del promotore di giustizia, in leggero aumento rispetto agli 8 del 2017, ma in calo rispetto ai 24 del 2016 e ai 22 del 2015.

I potenziali reati quasi tutti di soggetti “esterni” al Vaticano
Rispetto a queste segnalazioni l’AIF ha trasmesso 11 Rapporti all’Ufficio del Promotore di Giustizia, registrando un incremento nella proporzione tra Rapporti inviati e segnalazioni ricevute. «La quasi totalità dei potenziali reati di natura finanziaria sullo sfondo coinvolgono soggetti stranieri o condotte intraprese in, o in connessione con, giurisdizioni estere. I principali potenziali reati presupposto sono grave frode internazionale, inclusa frode fiscale, e abuso di mercato».

Aumentati gli investimenti sulla sicurezza informatica allo Ior
Le strutture IT (hardware e software) e i sistemi di sicurezza informatica sono stati ulteriormente rafforzati per assicurare «un più elevato livello di integrità, sicurezza e riservatezza nell’archiviazione e elaborazione dei dati». In particolare, a partire da marzo 2018, lo Ior ha iniziato la regolare trasmissione delle SAS tramite il sistema goAML, su licenza dell’Office of Information and Communications Technology (ICT) dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, che ha avuto un ulteriore adeguamento «per meglio rispondere alle peculiari esigenze analitiche delle attività di informazione (intelligence) finanziaria svolte dall’AIF».

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