LA SCELTA

Vaticano, un gesuita-economista alla guida dell’Economia. La «fase-2» delle nomine di Bergoglio

Juan Antonio Guerrero Alves prende il posto di Pell, condannato in Australia. Dovrà aggredire il deficit di bilancio della Santa Sede, riducendo le spese

di Carlo Marroni


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4' di lettura

È un gesuita spagnolo il nuovo Prefetto della Segreteria dell’Economia della Santa Sede. Il Papa ha nominato padre Juan Antonio Guerrero Alves, 60 anni, attualmente uno degli assistenti del padre generale della Compagnia di Gesù, delegato per le case internazionali di Roma.

Guerrero prende il posto del cardinale George Pell, che da due anni e mezzo è in Australia dove è stato condannato per pedofilia ed è in attesa dell’esito dell’ultimo appello che è stato accolto due giorni fa dalla Suprema corte. Pell aveva lasciato Roma nel giugno 2017, e da allora la Segreteria per l’Economia è stata retta ad interim da monsignor Luigi Mistò, capo della sezione amministrativa.

Il dicastero è nato nel 2014 e aveva inizialmente la missione di centralizzare praticamente tutti i poteri economici dentro la Curia: dopo vari assestamenti e scontri interni il Papa ne ha ridotto il perimetro e definita la missione.

La Segreteria si deve occupare di redigere i bilanci della Santa Sede, preventivi e consuntivi (non vengo resi noti da tre anni) effettuare gli acquisti (l’obiettivo è la centralizzazione, con un’ottica di razionalizzazione) e gestire il personale.

Laureato in Economia a Madrid, già “economo” in Mozambico
Guerrero Alves, nato a Merida, è entrato nei gesuiti nel 1979, e diventato sacerdote nel 1992. Ha una sfilza di titoli accademici tipici di un gesuita, tra i quali spicca – per il suo nuovo incarico – quello della laurea in Economia presso l’Università Autonoma di Madrid (1986). È stato Professore di Filosofia sociale e politica presso la Università Pontificia Comillas (1994-1997 e 1999-2003), Maestro di Novizi dei gesuiti in Spagna (2003-2008), Superiore Provinciale della Provincia di Castiglia (2008-2014), Economo della Compagnia di Gesù in Mozambico (2015-2017) e Direttore del Collegio Sant’Ignazio di Loyola (2016-2017) nello stesso Paese. Dal 2017 è Delegato del Superiore Generale per le case e le opere interprovinciali a Roma e Consigliere Generale della Compagnia di Gesù. Come delegato è a capo di 360 gesuiti, provenienti da 69 province gesuitiche di tutto il mondo, che operano a Roma in università, collegi, Radio Vaticana e altri istituzioni.

Bergoglio nomina fuori dalla carriere tradizionali
La nomina di Guerrero rappresenta una ulteriore novità nella pratica di governo di Bergoglio, che da tempo ha inaugurato una “fase-2” del pontificato, serrando i ranghi e dando impulso forte a “uffici” rimasti un po’ indietro nella realizzazione della missione pastorale. Il gesuita è stato fino ad oggi estraneo ai percorsi di “carriera” tradizionali della Chiesa e della Curia. Per una carica di capo-dicastero in genere si arriva dalla struttura interna (un vice che diventa capo), dalla carriera diplomatica o da diocesi importanti. E anche il papa fino ad oggi aveva perlopiù agito su questo tracciato, a parte il recente caso della nomina a prefetto della Segreteria per la Comunicazione di Paolo Ruffini, laico, giornalista, ex direttore Rai e di TV2000. Con questa nomina Francesco spariglia di nuovo a apre a figure che portano negli uffici (spesso dilaniati da lotte interne) esperienze del tutto nuove. Anche il fatto che sia un gesuita è una particolarità: i membri della Compagnia di rado assumono incarichi in Curia o nelle diocesi: l’altro è Francisco Ladaria Ferrer, anche lui spagnolo, alla guida della Dottrina della Fede dopo la rimozione per scadenza naturale di Gerhard Muller.

Linea diretta con il Papa
Guerrero avrà una linea diretta con il Papa, che è alle prese con un deficit di bilancio fuori controllo, si dice di oltre 70 milioni di euro. Su questo aspetto aveva incaricato lo scorso maggio il cardinale tedesco Reinhard Marx, che guida il Consiglio per l’Economia, che a settembre aveva convocato un summit sulle spending review. Ora di questo si dovrà occupare Guerrero, che entra così nella ristretta cerchia dei “ministri” che hanno accesso diretto al Papa senza mediazioni, ma che lavorerà certamente a stretto contatto di gomito con il Segretario di Strato, cardinale Pietro Parolin, e il Sostituto Edgar Pena Parra.

«Spero di contribuire alla trasparenza economica»
«Come gesuita è una gioia ricevere una missione direttamente dal Papa. È un modo privilegiato per realizzare la mia vocazione», ha affermato padre Guerrero. «L’obbedienza che professo mi ha sempre portato su percorsi inaspettati, mi ha condotto dove non avrei mai osato provare e sono grato. L’obbedienza è, per me, un luogo privilegiato di incontro con il Signore» ha detto Guerrero a Vatican News, il giornale digitale della Santa Sede. «Desidero conoscere e iniziare a lavorare con l’équipe del Segreteria per l’Economia della Santa Sede - ha aggiunto -, familiarizzare con i criteri stabiliti dal Consiglio per l’Economia e collaborare alla realizzazione dei desideri di Sua Santità per questo Dicastero. Spero di contribuire alla trasparenza economica della Santa Sede e di fare un uso efficiente dei beni e delle risorse che sono al servizio dell’importante missione evangelizzatrice della Chiesa».

Per approfondire:
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