L’ENTE DI CONTROLLO

Vaticano: l’Aif riammessa nel «gruppo Egmont», il network mondiale della intelligence finanziaria

La decisione è stata comunicata dal presidente di Egmont Mariano Federici al presidente Aif, Carmelo Barbagallo

di Carlo Marroni

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(foto Ansa)

La decisione è stata comunicata dal presidente di Egmont Mariano Federici al presidente Aif, Carmelo Barbagallo


2' di lettura

L’Aif, autorità di informazione finanziaria della Santa Sede, è stata riammessa nel circuito informativo internazionale “Egmont Secure Web”, da cui era stata sospesa il 13 novembre scorso a seguito dell’inchiesta interna al Vaticano scaturita dalla vicenda dell’immobile di Sloane Avenue. La decisione è stata comunicata dal presidente di Egmont Mariano Federici al presidente Aif, Carmelo Barbagallo.

Barbagallo: riprende la collaborazione con le altre intelligence unit
«Si tratta di una decisione di grande importanza - ha dichiarato Barbagallo - che testimonia la confermata fiducia dei vertici di Egmont nei confronti del sistema di informazione finanziaria del Vaticano. La decisione fa seguito ai chiarimenti forniti dall’Aif ad Egmont in merito alle circostanze di natura eccezionale riguardo ai fatti che hanno dato luogo al provvedimento di sospensione, nonché alle rassicurazioni date dall’Aif che il trattamento delle informative ricevute dal circuito Egmont sarà, anche grazie alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il Promotore di Giustizia, del tutto coerente con le regole che disciplinano questo circuito. La decisione di revoca del provvedimento di sospensione consente di riprendere la collaborazione con le Unità di intelligence finanziaria degli altri Paesi in piena trasparenza e con spirito totalmente cooperativo».

A fine 2019 il cambio alla guida dell’ente di controllo
L’Aif, nata nel 2011, controlla i flussi finanziari della Santa Sede e quindi dello Ior. Era stata investita dall’inchiesta scattata nel giugno 2019 e che aveva portato a ottobre a perquisizioni e sospensioni di cinque dipendenti della Curia, tra cui il direttore Aif, Tommaso Di Ruzza (tuttora sospeso). In questo contesto il Papa a novembre (anche a seguito delle dimissioni di due consiglieri Aif) ha sostituito il presidente, scaduto dopo cinque anni esatti di mandato, lo svizzero Rene Brulhart. Al suo posto ha chiamato Barbagallo, già capo della vigilanza della Banca d’Italia. La sospensione dell’Aif dal gruppo Egmont era stata decisa dall’organismo per il sequestro di documenti da parte della magistratura vaticana, atto del tutto legittimo che non ha violato la riservatezza dei documenti. Su questo tema era intervenuto direttamente il Papa di ritorno dal viaggio in Giappone. Dopo un lavoro diplomatico di Barbagallo la querelle è stata risolta. Ora il Papa dovrà decidere sul direttore e sul consiglio, se reintegrarlo o nominarlo ex novo.

Per approfondire:
Papa: sulle finanze vaticane, «per la prima volta abbiamo scoperchiato la pentola»

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