Santa Sede

Moneyval, Vaticano “promosso” per l’efficacia della lotta al riciclaggio

Barbagallo (Asif, Autorità di Supervisione Finanziaria): «Risultato ottimo, meritato»

di Carlo Marroni

(imagoeconomica)

4' di lettura

Il Vaticano supera l'esame sull'antiriciclaggio. Moneyval, l'organismo del Consiglio d'Europa che vigila sulla lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, dopo una lunga “ispezione”, si è espresso, e la Santa Sede ha ottenuto cinque giudizi di efficacia “sostanziale” e sei di efficacia “moderata”; in nessun caso è stato espresso un giudizio di efficacia “bassa”. Soddisfazione di Carmelo Barbagallo, da un anno e mezzo presidente dell'Asif, l'Autorità di Supervisione e Informazione Finanziaria, che ha guidato la delegazione vaticana durante il processo di valutazione.

Il giudizio alla vigilia dell'avvio del processo su Sloane Avenue

«Siamo molto contenti, è un risultato ottimo, meritato, anche alla luce del lavoro fatto durante il difficile periodo da cui venivamo fuori» dice, con chiaro riferimento alle ripercussioni del caso dell'immobile di Londra scoppiato nel 2019, i cui effetti hanno determinato molti cambi in ruoli-chiave dentro la Curia (compresa la presidenza dell'Asif, allora Aif), vicenda che a breve – forse già la prossima settimana – sarà oggetto dell'avvio del processo dentro le aule vaticane, che vede coinvolti diversi ex funzionari, finanzieri e forse anche il cardinale Angelo Becciu. Ma intanto l'obiettivo di superare l'esame internazionale sull'efficacia è stato raggiunto. Riassume Barbagallo: «Su ciascun punto di valutazione dell'efficacia, Moneyval esprime un giudizio, articolato su quattro livelli: efficacia bassa, moderata, sostanziale o elevata. La giurisdizione del Vaticano ha ottenuto cinque giudizi di efficacia “sostanziale” e sei di efficacia “moderata”; in nessun caso è stato espresso un giudizio di efficacia bassa. Abbiamo ricevuto valutazioni che, in alcuni casi, come per la Vigilanza e per il settore finanziario privato (che per il Vaticano equivale allo IOR), sono tra i migliori al mondo».

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«Cresciuta la sensibilità verso la trasparenza, il giudizio è il frutto di lavoro di anni»

Barbagallo, ex capo della vigilanza Bankitalia, chiamato da Papa Francesco nel momento più difficile della crisi innescata dal caso dell'acquisto del palazzo di Sloane Avenue – costato ad oggi 350 milioni, e i cui effetti hanno determinato anche a cascata dei cambi di legislazione interna – non commenta le vicende giudiziarie. Ma tutto questo ha determinato uno shock positivo per le finanze vaticane? «Io sono stato nominato a fine 2019, e non esprimo giudizi sulle situazioni precedenti, che non conosco direttamente. Posso solo dire che è chiaro come sia molto cresciuta la sensibilità verso i temi della trasparenza finanziaria, come comprovato, tra l’altro, dall’approvazione del codice degli appalti. Sappiamo che gli “scossoni” generano anche effetti positivi. Il giudizio di Moneyval è il frutto di un grande lavoro svolto negli anni, partito da lontano, da quando Città del Vaticano ne fa parte dal 2011. E’ frutto anche del recente processo di crescita e rafforzamento dell'Asif ».

«Riconosciuto il recupero di reputazione dello Ior»

L'autorità controlla i movimenti finanziari, che nel mondo vaticano riguardano solo lo Ior, unico soggetto vigilato. Ebbene su questo punto è arrivata una promozione “sostanziale”. Dice Moneyval, che la banca vaticana – un tempo al centro di inchieste che hanno scosso il mondo curiale - «ha attuato importanti cambiamenti al suo quadro di governance e ai processi di adeguata verifica. L'allineamento della politica della clientela con la missione della Santa Sede, che ha determinato la presenza solo di clienti con una stretta relazione con la Santa Sede e lo Stato Città del Vaticano e la Chiesa Cattolica, ha portato alla chiusura di circa 800 conti tra il 2013 e il 2015». Insomma, Nel complesso, lo Ior «ha una buona comprensione dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, valutati come medio-bassi (rischio residuo). C'è una particolare e positiva attenzione alla valutazione dei rischi geografici e i necessari miglioramenti ulteriori in tale ambito sono in via di attuazione». Commenta Barbagallo: »Un riconoscimento di fondo della recuperata reputazione dell'istituto».

Gli appunti sui rischi da parte degli “insider”

Certo, un punto delicato (e anche un po' debole) è rappresentato dal rischio degli “insider”, persone interne alle istituzioni vaticane, che possono compiere atti fraudolenti, come sembrerebbe (secondo le accuse, da provare) nel caso di Sloane Avenue. «In precedenza, il principale rischio sembrava derivare dal riciclaggio dei proventi di crimini di natura fiscale commessi all'estero da non residenti, i casi che hanno ricevuto un'ampia copertura mediatica sembrano aver sollevato l'attenzione sul potenziale abuso del sistema da parte di figure di medio e alto livello (insider) per benefici personali o di altro tipo (appropriazione indebita, frode e abuso d'ufficio) e riciclaggio» dice Moneyval. Per Barbagallo l'obiezione «ha natura essenzialmente formale, in quanto si richiede che l’analisi di questo rischio sia articolata meglio nel documento di ’Valutazione generale dei rischi’ redatto periodicamente dalla giurisdizione vaticana».

Le critiche di Moneyval in campo giudiziario

Qualche critica di Moneyval sul capitolo giudiziario: «La maggior parte delle indagini sul riciclaggio condotte dall'Ufficio del Promotore di Giustizia e dal Corpo della Gendarmeria derivano da rapporti dell'UIF o da altre segnalazioni dell'Ufficio del Revisore Generale o dell'istituzione finanziaria autorizzata dall'ASIF. Pochi, se non nessuno, casi di riciclaggio sono stati generati da indagini finanziarie parallele in reati nazionali che generano proventi». Indagini giudicate lunghe, e poche condanne, due per autoriciclaggio - una nel 2018 e una nel 2019. Entrambi questi casi erano coerenti con un rischio di riciclaggio identificato. «Moneyval afferma che sono necessarie azioni di potenziamento, ma si consideri anche che nessun paese valutato da Moneyval ha ottenuto voti migliori. Moneyval tra l'altro riconosce che la lunghezza delle indagini vaticane dipende in parte da quella delle giurisdizioni estere nel fornire rapidamente le informazioni rilevanti richieste ai fini del completamento delle indagini stesse” dice il presidente dell'Asif. Inoltre- aggiunge - il giudizio «non ha potuto tenere in piena considerazione per una questione di tempi di una sentenza arrivata a gennaio». Il riferimento è alla condanna a 8 anni, più un cospicuo risarcimento, per l'ex presidente dello Ior, Angelo Caloia.


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