ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùSANTA SEDE

Vaticano, Papa taglia la spesa pubblica. Ai cardinali stipendio ridotto del 10%

La riduzione a tutti i religiosi compresa tra l'8 e il 3%. Bloccati gli scatti di anzianità. La previsione per il 2021 è di un deficit dello Stato di 50 milioni a causa del crollo delle entrate

di Carlo Marroni

Coronavirus e povertà: a Palazzo Migliori l’hotel per i senzatetto di Papa Francesco

2' di lettura

Un taglio dello stipendio di tutti i religiosi del Vaticano, a partire dai cardinali. Che vedranno la loro retribuzione (attorno ai 50mila euro, fino a qualche tempo fa) ridursi del 10%, all'interno di una manovra di spending review molto profonda decisa dal Papa. Francesco con un Motu Proprio ha deciso il contenimento della spesa per il personale della Santa Sede, del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e di altri Enti collegati considerata la crisi finanziaria, aggravata dalla pandemia.

«Decisione per un futuro sostenibile»

«Ritenuto di dover procedere a riguardo secondo criteri di proporzionalità e progressività e con la finalità di salvaguardare gli attuali posti di lavoro» è stato deciso un taglio delle retribuzioni che toccherà, appunto, i porporati per il 10% e a scendere per gli altri superiori, ecclesiastici e religiosi. Per queste figure apicali vengono sospesi anche gli scatti di anzianità. Va detto che le spese dei cardinali dentro la Santa Sede sono perlopiù coperte, certamente vitto e alloggio. «Un futuro sostenibile economicamente richiede oggi, fra altre decisioni, di adottare anche misure riguardanti le retribuzioni del personale» del Vaticano, sottolinea Papa Francesco nel Motu proprio. Nel 2021 il Vaticano prevede di chiudere in “rosso” di 50 milioni, a causa del crollo delle entrate del 30%.

Loading...

Il prezzo del Covid: entrate crollate

«Considerato il disavanzo che da diversi anni caratterizza la gestione economica della Santa Sede considerato l'aggravamento di tale situazione a seguito dell'emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del Covid-19, che ha inciso negativamente su tutte le fonti di ricavo della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano», il Papa assume una decisione drastica, ma proporzionale e progressiva, sui costi per il personale che «costituiscono - come il Pontefice stesso ricorda - una rilevante voce di spesa nel bilancio della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano». La retribuzione degli altri Superiori, inquadrati nei livelli retributivi C e C1, è ridotta dell'8%. I salari di ecclesiastici e religiosi, inquadrati nei livelli retributivi C2 e C3 e nei dieci livelli funzionali non dirigenziali, sono ridotte del 3%.

Eccezione per chi versa in stato di difficoltà

Questi tagli non sono applicati «qualora l'interessato documenti che gli sia impossibile far fronte a spese fisse connesse allo stato di salute proprio o di parenti entro il secondo grado». Vengono poi sospesi per tutti fino ad aprile 2023 gli scatti di anzianità: oltre ai cardinali, ai superiori, agli ecclesiastici e ai religiosi, interessati dal taglio dello stipendio, la norma si applica anche al «personale con contratto di livello funzionale dal 4 al 10, entrambi inclusi, della Santa Sede, del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e degli Enti le cui retribuzioni siano corrisposte dalla Santa Sede o dallo Stato della Città del Vaticano». Le disposizioni si applicano anche al Vicariato di Roma, ai Capitoli delle Basiliche Papali Vaticana, Lateranense e Liberiana, alla Fabbrica di San Pietro e alla Basilica di San Paolo fuori le mura.


Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti