SANTA SEDE e futuro del pianeta

Vaticano, parte ad Assisi la «Davos francescana» sul futuro dell'economia sostenibile

Il summit voluto da Bergoglio era slittato per il Covid dallo scorso marzo. Arrivati nella città umbra duemila giovani economisti e imprenditori da 120 paesi. Relazioni anche di premi Nobel ed economisti di fama mondiale. Sabato il messaggio del Papa.

di Carlo Marroni

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(AFP)

Il summit voluto da Bergoglio era slittato per il Covid dallo scorso marzo. Arrivati nella città umbra duemila giovani economisti e imprenditori da 120 paesi. Relazioni anche di premi Nobel ed economisti di fama mondiale. Sabato il messaggio del Papa.


3' di lettura

Assisi è immersa nel silenzio mentre arriva l'invasione pacifica degli oltre duemila giovani economisti e imprenditori di tutto il mondo, mischiati a premi Nobel e accademici celebri. Convocati dal Papa per ridisegnare un futuro possibile dell'economia a misura di uomo e d'ambiente. Una sfida che sapora di utopia, ma che nel mezzo della tragedia della pandemia può essere un trampolino di idee possibili. Si è aperta il 19 novembre la prima della tre giorni di The Economy of Francesco, evento internazionale con al centro il Sacro Convento della città umbra, che avrebbe dovuto svolgersi in presenza e che si apre ora anche in streaming. Un summit che già da tempo è stato ribattezzato la “Davos francescana”, pensando sia al Santo che al Pontefice, e in particolare alle sue encicliche Laudato Si’ (2015) e Fratelli Tutti (2020).

Duemila giovani da 120 paesi, quasi la metà donne

Una chiamata alla quale hanno risposto da tutto il mondo. Dalla Guyana, dove c'è chi difende i diritti delle culture indigene sapendo che da lì passa il progresso, dai giovani del Sud Africa che guardano ai bisogni dei poveri perché è nella lotta alle disuguaglianze che si costruisce la fraternità, dall'Uganda dove, investendo nel microcredito, si conquista il diritto di far sentire la propria voce e di far crescere così una società più inclusiva e attenta alle donne. C'è l'Argentina di Papa Francesco con una fabbrica di cioccolatini che guarda al bene degli operai più che al profitto. Tremila candidature sono arrivate da 120 Paesi: studenti, dottorandi, ricercatori, imprenditori di start-up, i cosiddetti “changemakers”, coloro che sono capaci di creare cambiamenti con un forte impatto sociale e quindi, in questo caso, promotori di attività economiche che mirano al bene comune. Un tessuto sociale attivo, entusiasta e ricco di proposte in ambiti diversi dalle nuove tecnologie, all'intelligenza artificiale, dal consumo responsabile alla tutela dell'ambiente. Duemila i giovani - : il 56% sono uomini e il 44% donne all'evento – ricorda Vatican News - organizzato con il contributo del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, della diocesi di Assisi, dell'Istituto Serafico, del comune di Assisi e con il supporto di Economia di Comunione.

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Tra i relatori Jeffrey Sachs e il premio Nobel Yunus

Gli incontri online hanno visto la partecipazione di importanti relatori internazionali. Ad aprire le conferenze è stato l'economista Jeffrey Sachs, con “Perfecting Joy: three proposals to let life flourish”. Nel corso dell'evento è stata presentata la proposta di un Child Flourish Index, un indice per valutare il benessere dei bambini. Lo stesso prof. Sachs si è detto disponibile a collaborare al progetto: «Il Network per lo Sviluppo Sostenibile che dirigo ha elaborato diversi indici che riguardano la felicità, sulla base di dati e indicatori che riguardano anche il benessere infantile. Abbiamo bisogno di modalità pionieristiche e alcune di queste possono essere molto utili. Ci sono modalità nel mondo interconnesso che ci consentono di ottenere oggi queste informazioni da elaborare per poi proporre soluzioni agli operatori politici». La conclusione sabato con il messaggio di Papa Francesco. Previste conferenze con relatori tra cui il premio Nobel Muhammad Yunus e ancora, tra gli altri, economisti ed esperti quali Kate Raworth, Vandana Shiva, Stefano Zamagni, Mauro Magatti, Juan Camilo Cardenas, Jennifer Nedelsky, Sr. Cécile Renouard

Luigino Bruni: “Fino ad oggi siamo cresciuti distruggendo il pianeta”

Alla vigilia dell'incontro Luigino Bruni, professore alla Lumsa e responsabile scientifico dell'evento, ha rilasciato un'intervista a Vatican News. «La crescita è una delle parole chiave di quest'incontro, ma è anche una parola ambivalente, perché non tutte le crescite sono buone, come sappiamo. Anche i tumori possono crescere: ma non sono certo un fenomeno positivo» ha detto. Quindi «ci può essere una crescita che va bene: la crescita del benessere, dei beni relazionali, dei beni comuni… Ma non tutte le crescite sono buone in assoluto. Noi, ad esempio, siamo “cresciuti”, negli ultimi quarant'anni, distruggendo il pianeta, perché non mettevamo in conto gli effetti della crescita. Eravamo tutti contenti di un PIL che cresceva del 3 o 4% l'anno. Peccato che mentre cresceva stavamo distruggendo l'ambiente naturale attorno a noi. Quindi certamente bisogna crescere, ma bisogna anche pensare allo sviluppo, a tante altre parole che non sono soltanto di tipo quantitativo. Perché quando si parla di crescita c'è sempre l'enorme problema che la si misura solo in numeri, in quantità, mentre tante dimensioni della vita umana si misurano in “qualità”. Un concetto che non rientra nelle contabilità nazionali ma che è essenziale».


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