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Vaticano: parte processo su appartamento Bertone, spunta una “lettera” del cardinale

di Carlo Marroni

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Immagine aerea della sede del tribunale vaticano (Ansa)


2' di lettura

Nella prima udienza del processo in Vaticano sulla presunta distrazione di fondi del Bambino Gesù da parte di Giuseppe Profiti e Massimo Spina - già presidente e tesoriere dell’ospedale pediatrico della Santa Sede - per la ristrutturazione dell’appartamento occupato dal cardinale Tarcisio Bertone, spunta una “lettera” dello stesso porporato, fino ad oggi sconosciuta. Una lettera che - secondo un avvocato difensore che ha parlato con i giornalisti, «a noi va bene».

Lo stesso cardinale potrebbe essere chiamato a testimoniare
In sostanza la lettera, secondo quanto riferito, nella sostanza escluderebbe le responsabilità di uno o di entrambi gli imputati: in caso fosse messo in dubbio il suo contenuto (ma non è stato specificato in che modo o in quale parte) allora lo stesso cardinale Bertone potrebbe essere chiamato a testimoniare, il che rappresenterebbe un fatto clamoroso.

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Non è chiaro chi abbia inviato la lettera al tribunale
Il pool di giornalisti presenti all’udienza nella piccola aula del Tribunale (lo stesso dei due Vatileaks) ha riferito quanto appreso: al momento non è chiaro se questa lettera sia stata inviata dallo stesso Bertone come una propria memoria alla corte del Tribunale - presieduto dal giudice Paolo Papanti-Pellettier - o se sia stata fornita da uno degli imputati, o acquisita in altro modo. Ma certamente rappresenta un elemento molto importante del processo, che riprenderà il 7 settembre (con udienza già fissata l’8 e il 9 settembre), mentre sarà in corso il viaggio del Papa in Colombia.

Distrazione di fondi per 422mila euro
Al centro del processo c’è la distrazione di fondi per 422mila euro della Fondazione Bambino Gesù destinati alla ristrutturazione dell’appartamento destinato dal Governatorato all’ex Segretario di Stato, vicenda che fu rivelata nell’ambito di Vatileaks-2 del 2015. La vicenda deve essere ancora chiarita in alcune sue parti, visto che secondo fatti emersi nel tempo i lavori sarebbero stati pagati due volte, almeno in parte. Si vedrà.

Nel corso dell’udienza preliminare di oggi è emerso che dei bonifici furono effettuati verso beneficiari nel Regno Unito (Lg Contractor e Castelli Re Holding, soggetti legati all’impresa che ha effettuato i lavori), fatto questo che ha fatto sollevare delle eccezioni di competenza vaticana, così come l’indirizzo della Fondazione, che è in area extra territoriale. Sta di fatto che la corte che respinto queste eccezioni confermando la propria piena giurisdizione, così come quella di far seguire il processo da giornalisti non presenti in aula ma collegati via streaming, come richiesto da due avvocati difensori d’ufficio, Blasi e Ottaviani.

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