ribaltato il giudizio

Vaticano, Pell assolto in Australia dall'accusa di pedofilia

La sentenza dell'Alta corte ribalta la condanna a sei anni che il prelato stava scontando

di Carlo Marroni

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(AP)

La sentenza dell'Alta corte ribalta la condanna a sei anni che il prelato stava scontando


3' di lettura

Sentenza clamorosa dell'Alta corte australiana: è stato deciso il proscioglimento del cardinale George Pell, che stava scontando una condanna a 6 anni per abuso su minori. L'Alta Corte ha ribaltato la sentenza della Corte d'Appello emessa nell'agosto dell'anno scorso che confermava la decisione del Tribunale di Melbourne del dicembre 2018. Il porporato 78enne, che si è sempre dichiarato innocente, è ora libero: ha lasciato il carcere di Barwon per recarsi in un istituto religioso presso Melbourne.

Da lui sempre sostenuta l’innocenza
Le notizie che sono arrivate nel corso della notte dell'Australia dicono che i sette giudici della suprema istanza giudiziaria australiana hanno deciso il verdetto all'unanimità in base al fatto che c'è una ragionevole possibilità che il reato non sia avvenuto e che quindi ci sia una significativa possibilità che una persona innocente possa essere condannata. Pell, dopo la decisione dell'Alta Corte, ha ribadito di aver «costantemente sostenuto» la sua innocenza e che l'ingiustizia che ha ricevuto è stata ora sanata. Riferendosi alla persona che lo ha accusato per un fatto avvenuto negli anni ‘90, a quel tempo era un chierichetto della Cattedrale di Melbourne, il porporato ha detto di non nutrire alcun risentimento verso di lui. Quindi ha auspicato che la sua assoluzione non aggiunga altro dolore.

Il Vaticano ha sempre atteso le decisioni dei giudici
In tutta questa vicenda, la Santa Sede ha sempre preso atto delle decisioni dei giudici australiani, ribadendo il massimo rispetto per le autorità giudiziarie nei suoi vari gradi, ma restando in attesa di conoscere gli eventuali ulteriori sviluppi del procedimento. Ricordando in varie dichiarazioni che il cardinale ha sempre sostenuto la sua innocenza e il suo diritto a difendersi fino all'ultimo grado della giustizia, ha costantemente confermato la vicinanza alle vittime di abusi sessuali e l'impegno, attraverso le competenti autorità ecclesiastiche, a perseguire i membri del clero che ne siano responsabili.

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Fu primo Prefetto dell'Economia, periodo controverso
La figura di Pell è sempre stata un po' controversa dentro la Santa Sede. Le accuse verso di lui su queste vicende risalgono a molti anni fa, ma non si erano mai realmente concretizzate. Pell era stato molto attivo nelle “congregazioni” prima del Conclave del 2013 che aveva eletto Bergoglio a Papa, soprattutto sui temi legati allo Ior. Forse anche per questo suo interesse Francesco nel 2014 lo aveva nominato Prefetto della neonata Segreteria per l'Economia, chiamandolo a Roma. Nel corso di un anno circa Pell aveva assunto un grande potere, debordando anche dal suo perimetro, arrivando addirittura ad accusare altri dicasteri di avere sostanzialmente dei fondi neri (dichiarazioni che furono oggetto di una smentita della Sala Stampa, la prima dello storia verso un cardinale capo-dicastero). Un attivismo che via via lo ha emarginato, e che è andato di pari passo con le sue posizioni ultraconservatrici in dottrina, associandolo al gruppo di “opposizione” da destra del Papa sui temi della famiglia (si ricordi le vicende del Sinodo e la celebre “lettera dei 13” che accusa il Papa di voler pilotare l'assise). Ma Bergoglio, anche quando le accuse dall'Australia era deflagrate, ha sempre evitato di emettere condanne preventive. Solo dopo la sentenza d'Appello ha nominato un suo successore alla guida della Segreteria, il gesuita spagnolo Guerrero Alves.

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