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Vaticano: stretta del Papa su pedofilia, ora si procede “d’ufficio”

di Carlo Marroni

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Ansa


2' di lettura

Nuova stretta del Papa nella lotta alla pedofilia nella Chiesa. A un mese dal summit contro gli abusi Francesco ha promulgato tre testi sulla protezione dei minori e le norme penali per i colpevoli che avranno efficacia per lo Stato della Città del Vaticano estesa anche alla Curia romana. «Si tratta di leggi, norme e indicazioni molto specifiche innanzitutto per i destinatari: riguardano infatti soltanto lo Stato Vaticano, dove opera un gran numero di sacerdoti e religiosi, ma ci sono pochissimi bambini. Pur essendo stati pensati e scritti per una realtà unica al mondo, nella quale la massima autorità religiosa è anche il sovrano e legislatore, questi tre documenti contengono indicazioni esemplari che tengono conto dei più avanzati parametri internazionali», scrive Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media della Santa Sede in un commento su Vatican News, l’organo ufficiale di informazione.

Ora è codificato per gli ecclesiastici il “dovere di segnalare”
Nel Motu proprio, l'unico dei tre testi per il quale era indispensabile la firma papale, Francesco esprime dei desideri, tra i quali che «maturi in tutti la consapevolezza del dovere di segnalare gli abusi alle Autorità competenti e di cooperare con esse nelle attività di prevenzione e contrasto», affermando così un significativo principio. Un altro paletto viene fissato: ai minori vengono equiparati i cosiddetti adulti vulnerabili: «È vulnerabile ogni persona in stato d'infermità, di deficienza fisica o psichica, o di privazione della libertà personale che di fatto, anche occasionalmente, ne limiti la capacità di intendere o di volere o comunque di resistere all'offesa». D'ora in avanti tutti i reati legati all'abuso sui minori, non soltanto quelli di natura sessuale, ma anche ad esempio i maltrattamenti, saranno «perseguibili d'ufficio» cioè anche in mancanza della denuncia di parte. La seconda novità sta nell'introduzione di una prescrizione di vent'anni che decorrono «in caso di offesa a un minore, dal compimento del suo diciottesimo anno di età». Qui non si parla di leggi canoniche, ma di leggi penali dello Stato della Città del Vaticano, dove non essendo mai stato adottato il Codice Rocco promulgato in Italia nel periodo fascista, ancora vige il Codice penale Zanardelli (adottato dopo il Concordato del '29) che per questi reati prevedeva prescrizioni mai superiori ai quattro anni dal compimento del reato stesso.

Le sanzioni per chi nasconde gli abusi
Un'altra significativa novità riguarda l'obbligo di denuncia e la sanzione per il pubblico ufficiale che omette di segnalare all'autorità giudiziaria vaticana abusi di cui è venuto a conoscenza, fatto salvo il segreto della confessione. Ciò significa che tutti coloro che, nello Stato e per estensione nella Curia romana, ma anche tra il personale diplomatico al servizio delle nunziature, svolgono il ruolo di pubblico ufficiale (oltre il 90 per cento delle persone che lavorano in Vaticano o per la Santa Sede) saranno sanzionati in caso di mancata denuncia.

Nella Direzione vaticana di Sanità e Igiene, sarà istituito un servizio di accompagnamento per le vittime di abusi, che sarà coordinato da un esperto qualificato. Le vittime avranno dunque qualcuno a cui rivolgersi per trovare aiuto, ricevere assistenza medica e psicologica, essere messe a conoscenza dei loro diritti e di come farli valere.

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