SPIRITS

Vecchia Romagna resiste alla crisi e lancia una riserva speciale per i 200 anni

Nonostante il blocco dell'horeca (bar e ristoranti) la lunga tradizione e la solidità di Gruppo Montenegro, che ha chiuso il 2019 con un fatturato di 258 milioni, consentono una tenuta sul mercato

di Giambattista Marchetto

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La bottiglia dei 200 anni di Vecchia Romagna

3' di lettura

Anno 1820, il francese Jean Buton arriva in Emilia Romagna con un prezioso ricettario e si lascia contaminare dallo spirito creativo italiano. Fonda la prima distilleria a vapore italiana e dà vita al Cognac Buton, destinato quasi un secolo dopo ad esser rinominato Vecchia Romagna Buton Brandy. Nel rebranding voluto dal marchese Filippo Sassoli, quella che diventerà ed è ancora oggi un simbolo del made in Italy viene associata definitivamente all'immagine di Bacco e all'iconica bottiglia triangolare.

Una storia solida, ma anche le spalle larghe di Gruppo Montenegro (258 milioni di fatturato nel 2019), hanno consentito di assorbire l'urto della crisi-Covid con la chiusura del canale horeca (bar e ristoranti). «Siamo cresciuti molto bene tra giugno e ottobre, compensando una parte importante del danno subito nei mesi precedenti – conferma Alessandro Soleschi, marketing manager della divisione Spirits in Gruppo Montenegro -. La nostra preoccupazione, oltre alla sicurezza dei nostri dipendenti e agenti, è stata quella di lavorare con i clienti e sostenerli attraverso dilazione dei pagamenti, riduzione dell'ordine minimo di acquisto e condizioni commerciali favorevoli».

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Due secoli e non sentirli

Il “Metodo Vecchia Romagna”, disciplinato da duecento anni è un unicum. La combinazione di due tecniche di distillazione – quella discontinua “ad alambicco” di tipo Charentais, che permette una maggiore concentrazione di tutti gli aromi e profumi del vino d'origine, e quella continua “a colonna” che dona al distillato purezza e rotondità – trova poi una lenta nobilitazione nell'invecchiamento in botti e barrique di rovere e si compie nel blending delle acquaviti migliori. «Siamo orgogliosi che Vecchia Romagna sia oggi il brandy nato in Italia numero 1 al mondo – rimarca Soleschi -. Questo traguardo è frutto dell'unione tra la continua ricerca dell'eccellenza e un processo produttivo unico, che mantiene un importante approccio artigianale. La componente umana è infatti fondamentale, tanto nel blending quanto nell'invecchiamento dei distillati». E infatti il Master Blender e i responsabili delle cantine incidono sul risultato finale.Vecchia Romagna si rivolge principalmente a un target di uomini maturi, che amano brown spirits dal sapore intenso e di tradizione consolidata. «Rimanere fedeli alla ricetta originale ci consente di garantire la produzione di un brandy di eccellenza – chiarisce Soleschi –. Questo non ci impedisce di restare al passo con i tempi, aprendoci a target più giovani ed evolvendoci, esaltando gli elementi distintivi del brand e rivedendoli in chiave moderna». L'esempio è Riserva Tre Botti, lanciata nel 2019, «un eccellente brandy da meditazione la cui complessità aromatica non accontenta solo il palato degli intenditori, ma strizza l'occhio anche al mondo più giovane dell'alta mixology».

Dalla tradizione alla mixology

La mixology sarà sempre più importante nello sviluppo di Vecchia Romagna. «Possiamo contare su una forte tradizione – sottolinea Soleschi -. Il brandy era molto diffuso nella miscelazione all'inizio del secolo scorso. Basta pensare alle Polibibite futuriste anni '30 o sfogliare il Savoy book of cocktails del 1930». Il brand porta dunque il peso di 200 anni di “maestria” distillatoria nella sperimentazione dei cocktail. «Le note complesse e persistenti di Etichetta Nera e Riserva Tre Botti permettono di sperimentare l'enorme versatilità in miscelazione di un brandy unico come il nostro. Vecchia Romagna può diventare così ingrediente chiave nelle ricette più classiche o nei twist on classic», chiosa il manager.

Una Riserva speciale per i 200 anni

Dato che i 200 anni rappresentano un traguardo importante, il Gruppo ha deciso di celebrarlo con il lancio di una Riserva Anniversario. Frutto di un blend di rare acquaviti distillate in annate storiche differenti, la cui somma arriva a 200 (considerando gli anni di invecchiamento), la Riserva è dedicata agli intenditori, al naso è intensa, complessa e dotata di grande struttura e persistenza al palato.«Abbiamo voluto esaltare l'essenza e le caratteristiche di un brandy straordinario, nonché proporre qualcosa di eccezionale sul mercato dei brown spirit » conclude Soleschi .Per dare più risalto a questa Riserva, Vecchia Romagna ha scelto l'arte dei maestri vetrai di Salviati Venezia 1859, i quali hanno soffiato 200 bottiglie (nella forma triangolare distintiva) numerate e firmate singolarmente, opere d'arte uniche. L'astuccio in pelle italiana e il glorifier (lavorato a mano dal rovere delle botti in cui invecchia il brandy) completano questa edizione limitatatissima luxury.

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