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Velasca debutta nel total look uomo e punta a 19 milioni

L’azienda nata nel 2013 con le calzature artigianali ha lanciato una collezione di abbigliamento da uomo realizzata nei distretti italiani, dal Veneto alla Puglia. A novembre aprirà un monomarca in Brera dedicato al total look maschile

di Marta Casadei

Un total look Velasca

I punti chiave

  • L’azienda è nata quasi 10 anni fa e ha un modello di business direct to consumer
  • I prodotti sono realizzati interamente in Italia
  • Il 55% dei ricavi viene realizzato online, il resto nelle 18 botteghe

2' di lettura

Il lancio della collezione di abbigliamento da uomo segna un nuovo capitolo della storia di Velasca, azienda di calzature artigianali - e di accessori - made in Italy nata nel 2013.

La ex start up milanese, fondata da Enrico Casati e Jacopo Sebastio, era stata creata con l’idea di offrire scarpe classiche di alta qualità a un prezzo accessibile - si va dai 220 euro dei mocassini ai 290 euro dei Chelsea Boots da uomo - grazie all’assenza di intermediari (i retailer). E instaurando un dialogo diretto e omnicanale con il consumatore: via web, attraverso la piattaforma e-commerce e i social, ma anche “di persona” in negozio.

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«Abbiamo sempre detto che saremmo partiti dalle calzature - spiega Enrico Casati - e siamo contenti di aver dedicato a questo prodotto i primi nove anni della nostra storia: l’esserci specializzati nelle calzature ci ha permesso di costruire un marchio forte agli occhi dei clienti internazionali.La collezione di abbigliamento rappresenta una naturale evoluzione ». I capi - camicie, felpe, pantaloni e jeans, capispalla - sono realizzati in filati pregiati (lana, lino, cotone) in alcuni dei più importanti distretti manifatturieri d’Italia: «Siamo andati a cercare le eccellenze produttive, così come abbiamo fatto per le calzature: produciamo i capispalla e i jeans in Veneto, la maglieria in Emilia Romagna e Marche, le camicie tra Napoli e la Puglia e i pantaloni a Salerno».

Per ospitare la collezione - per ora solo da uomo: «Penso che un giorno arriveremo a fare la donna, ma non è in pipeline», dice Casati - aprirà a breve un punto vendita fisico dedicato al total look, in via Mercato 22 a Milano: «L’inaugurazione ufficiale è prevista il 3 novembre. Il negozio sarà dedicato all’abbigliamento e a una selezione di accessori e scarpe da uomo». Viceversa le altre “botteghe” Velasca - 18 incluse la boutique donna appena aperta a Torino e quella di prossima apertura a Roma - ospiteranno alcuni pezzi della collezione total look.

Il modello di business di Velasca, partito con l’e-commerce, è sempre stato improntato all’integrazione tra canali di vendita. Un’integrazione che i dati confermano essere reale: «Oggi realizziamo il 55% dei ricavi in negozio, ma la percentuale sale molto all’estero dove abbiamo per ora solo tre boutique: a Londra, Parigi e New York», spiega il fondatore. L’estero pesa per oltre un terzo sui ricavi di Velasca che punta a chiudere il 2022 «con un fatturato intorno ai 19 milioni di euro, in crescita rispetto a quello 2021 che abbiamo già raggiunto», dice Casati. Nel 2022 l’azienda ha raggiunto per la prima volta la redditività e ha modificato il proprio statuto diventando società benefit.

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