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Velasca verso i 25 milioni di ricavi. Accelera nel retail e cerca un partner

La ex start up compie 10 anni e rafforza la distribuzione fisica con un totale di sette corner in Rinascente a Milano, Roma, Firenze e Torino. Il co-fondatore Jacopo Sebastio: «Cerchiamo un partner finanziario o industriale per arrivare a 100 milioni di fatturato in 5 anni»

di Marta Casadei

3' di lettura

Da start up che vende online calzature made in Italy da uomo ad azienda di calzature, accessori e abbigliamento per uomo e donna con 18 punti vendita monomarca in Italia e all’estero e ricavi che a fine anno dovrebbero toccare i 25 milioni di euro, in crescita sui 19 milioni del 2022. La parabola di Velasca - ex start up fondata nel 2013 da Enrico Casati e Jacobo Sebastio e oggi azienda con 90 dipendenti - racconta di un’idea interessante che nel tempo si è evoluta e ha saputo adattarsi alle esigenze del mercato senza però tradire i propri capisaldi: prodotti made in Italy, prezzi accessibili rispetto ai competitor grazie a un modello di business privo di intermediari.

Sette corner in Rinascente in quattro città chiave

L’azienda “nativa digitale” oggi deve all’e-commerce circa il 55% del fatturato (con punte del 70% circa negli Usa dove Velasca ha solo una boutique, a New York) e ha deciso di investire ulteriormente nella rete di vendita fisica siglando un accordo con Rinascente per sette nuovi corner in quattro città italiane (Milano, Roma, Torino e Firenze). «Questi corner sono una sorta di test che abbiamo voluto fare: sono spazi in concession, quindi con personale Velasca e con un layout scelto da noi per rendere l’esperienza più simile possibile a quella nelle nostre botteghe. Per noi è una sorta di test: ci permette da un lato di essere più vicini alla nostra community e dall’altro di attivare nuovi clienti che poi, nel caso dei turisti, potranno essere raggiungibili digitalmente».

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I sette nuovi corner in Rinascente si aggiungono ai 18 negozi fisici di Velasca: 15 dedicate a calzature uomo, donna e abbigliamento maschile in Italia – tra Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo e Brescia – e tre all'estero con Parigi, Londra e New York. «A distanza di un anno dalla piena ripresa del mondo retail abbiamo tutti negozi a breakeven, con una marginalità del 20% circa: la validazione della nostra impronta strategica» commenta Sebastio. Il business dell’azienda è ancora sbilanciato sull’Italia: «Assorbe il 60% dei ricavi, contro il 40% dell’estero dove i due mercati chiave sono Usa e Francia con una quota di mercato del 10% ciascuno. Vorremmo ribaltare queste percentuali e crescere oltre confine, anche in mercati molto promettenti come la Germania e il Nord Europa».

Allo studio il total look femminile

Quattro dei corner nei department store Rinascente sono dedicati alla community femminile a testimonianza del successo che il brand - sbarcato nel segmento donna da quasi due anni - sta avendo. E che ha spinto l’azienda a lavorare su un progetto di abbigliamento femminile che affiancherà quello maschile lanciato a fine 2022: «L’abbigliamento maschile sta avendo un successo interessante, assorbe circa il 15% del fatturato con punte del 20% in alcuni mercati - spiega Sebastio -. Per la donna siamo al lavoro su qualcosa di leggermente diverso: una collezione di capi iconici di stampo maschile, come il blazer, ripensati per un pubblico femminile». Al momento sono allo studio alcuni prototipi e la collezione potrebbe essere sul mercato nella primavera-estate 2024.

Obiettivo: 100 milioni di ricavi tra 5 anni

Nel futuro dell’azienda, che dal 2022 è società benefit e punta a ottenere la certificazione B Corp, c’è la ricerca di un partner finanziario - «magari un family office che abbia un orizzonte più ampio di un fondo di private equity» - o industriale che, dopo 5 round e 12 milioni di euro di finanziamenti raccolti fino a oggi da Velasca, possa contribuire alla crescita in termini sia economici sia di competenze: «Non siamo più una start up: siamo un’azienda profittevole e vorremmo portare l’azienda da 25 milioni a 100 milioni di ricavi in cinque anni», chiosa Sebastio.

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