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Venchi rilancia sule nocciole Igp Piemonte grazie a un accordo di filiera

In campo i produttori di Ascopiemonte per garantire controlli di qualità costanti e una maggiore sostenibilità grazie a lavorazioni a km 0

di Filomena Greco

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In campo i produttori di Ascopiemonte per garantire controlli di qualità costanti e una maggiore sostenibilità grazie a lavorazioni a km 0


2' di lettura

Un accordo di filiera tra Venchi e Ascopiemonte – organizzazione di Produttori di frutta a guscio con 540 soci e 2.500 ettari di superficie coltivata a noccioleto, – per valorizzare la fornitura a chilometro zero di nocciole Igp Piemonte Langhe e irrobustire il processo di lavorazione della materia prima in loco. Per il brand storico di Castelletto Stura si tratta di un passaggio industriale importante visto che le nocciole, rigorosamente piemontesi, sono utilizzate nel 50% della produzione.

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L’azienda – quasi mille addetti, 150 dei quali in produzione, 110 negozi monomarca nel mondo e un fatturato pari a 100 milioni – potrà acquistare la materia prima direttamente sulla pianta. L’accordo infatti prevede che i produttori si impegnino a conferire a Venchi l’intero raccolto di alcuni noccioleti, attenendosi ad un disciplinare condiviso che regolamenta i processi di raccolta, selezione, sgusciatura e stoccaggio del prodotto, con controlli sulla qualità durante tutta la filiera. Gli agricoltori dal canto loro si assicurano un livello di acquisto e di pagamento adeguato.

«Siamo “nocciolacentrici”– racconta Giovanni Battista Mantelli, uno dei tre soci della società – visto che in almeno la metà delle nostre produzioni utilizziamo pasta di nocciole o granella o nocciole intere. Abbiamo una grande attenzione per la nocciola come materia prima viste le sue qualità organolettiche, e per noi che produciamo cioccolato per la Dieta mediterranea è fondamentale avere la nocciola come perno».

L’accordo di filiera prevede controlli di qualità ai fini della certificazione e inoltre prevede che le attività di sgusciatura e caratura delle nocciole, solitamente svolte da realtà fuori dal Piemonte, possano invece essere realizzate a pochi chilometri dallo stabilimento produttivo, grazie all’investimento fatto dai fratelli Marullo a Farigliano, nel Cuneese. Un passaggio importante, per ridurre gli spostamenti su strada e garantire maggiore sostenibilità al processo produttivo.

Venchi è così la prima azienda ad utilizzare, insieme al disciplinare della Nocciola Piemonte Igp, la specifica della menzione geografica Langhe – una possibilità recentemente introdotta dalla Comunità Europea – che permette di identificare in maniera univoca un Cru di eccellenza per le nocciole coltivate nel sud del Piemonte.

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