COMPRAVENDITE

Vendere casa su internet abbatte i costi

Crescono le start up di brockerage online. Pochi costi fissi che abbattono la spesa del proprietario

di Paola Dezza

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(sdecoret - stock.adobe.com)

Crescono le start up di brockerage online. Pochi costi fissi che abbattono la spesa del proprietario


4' di lettura

Chi vuole vendere casa oggi ha uno strumento in più. Completamente digitale. È il settore del brokerage online che sostituisce le agenzie immobiliari fisiche, del tutto o in parte, e che permette di avviare una trattativa di vendita in digitale. Con costi molto più contenuti rispetto ai metodi classici. È un mondo che cresce a ritmi esponenziali e costringe a rivedere le stime degli investimenti al rialzo.

Il proptech, la tecnologia applicata al settore immobiliare, ovvero tutte le innovazioni basate sul digitale relative al mondo della progettazione, costruzione, gestione e commercializzazione degli immobili, ha visto nascere mille società nel mondo negli ultimi cinque anni e i volumi previsti a 20 miliardi di dollari a fine 2018 sono invece arrivati a oltre 27 miliardi nel quarto trimestre 2019.

«A correre più di tutti in Italia è il segmento del brokerage, le agenzie immobiliari digitali» dice Stefano Bellintani, docente del Politecnico di Milano. Negli anni sono nate realtà come Homepanda, Homstate, Housefy, RockAgent, Agencasa, Dove.it, Gromia, Immo-neo, Skycasa. Lavorano in digitale per poi appoggiarsi, non tutte, in un secondo momento a una rete fisica di agenti sul territorio. «Questo cluster del proptech è il più promettente – dice Bellintani –, vivacizza il mercato e innesca la competizione con il mondo delle agenzie fisiche. Un trend in accelerazione anche per via del Covid-19. Le start up puntano a intercettare tutti quegli scambi di immobili che già non passano dalle agenzie». C’è quindi spazio per tutti.

Due sono le leve, fa sapere Bellintani, sulle quali contano le nuove società: la mancanza di costi fissi per gli uffici fisici di agenzia, quindi un modello di business più snello, e il prezzo. Il cliente che vende la casa con queste società ha in genere un costo fisso basso per i servizi che acquista (sotto i 700 euro), ma la classica commissione di intermediazione (dal 2 al 4%) grava sul compratore o sull’affittuario. Altrimenti il business non starebbe in piedi. C’è anche chi si spinge a riconoscere un premio a chi vende, in termini di percentuale sul valore dell’immobile. È il caso questo di Skycasa.

«Siamo nati nel 2018 – dice Alessandro Alberta, fondatore di Homepanda –. Il nostro servizio è standardizzato e ha la stessa qualità su tutto il territorio. Chi vende con noi sostiene un costo fisso di 599 euro, anche pagabile in tre rate». La start up pone l’accento sulle strategie di marketing per “catturare” eventuali venditori. «Una volta avuto il contatto esaminiamo se c’è un reale interesse a vendere – continua –, poi un agente fissa un incontro per acquisire il mandato. Il risultato è assicurato. Gli agenti sono liberi professionisti che lavorano sul territorio». Molti ritengono che ci vuole, infatti, un contatto umano o comunque una consulenza.

Diversa la strategia di Homepal, sito che alla nascita ha messo l’accento sul legame con Facebook e che vende in media cento case al mese, con 80mila annunci pubblicati di vendita sul sito. «Siamo una agenzia immobiliare online che permette di chiudere una transazione con un risparmio importante per il venditore – spiega Andrea Lacalamita, fondatore di Homepal –. Il costo massimo per il venditore arriva a 690 euro con il contratto “venduto garantito”, cifra che viene restituita se l’immobile non viene venduto nel periodo di tempo definito (45 giorni ad esempio a Milano e Roma). Chi compra ha un costo dell’1,5% sul valore dell’asset, la metà della commissione di una agenzia tradizionale. Siamo una agenzia regolarmente registrata. Svolgiamo tutto online e al telefono, solo la visita è fisica ed è diretta tra proprietario e compratore. La nostra forza è il database di dati sui prezzi delle zone. Ma anche il rapporto con Facebook, dove gli amici del venditori possono dare un feedback sull’appartamento».

Molte società hanno servizi a disposizione di clienti e agenti: dai software di valutazione del prezzo basati sui big data fino alle app per gestire il calendario visite all’immobile e annunci “evoluti” con tour virtuali possibili grazie alle nuove tecnologie 3D.

«Un servizio allo studio che vogliamo offrire presto ai clienti è il controllo della soddisfazione dell’esperienza – dice Alessio De Rosa a capo di Agencasa –, attraverso una serie di informazioni su quanti vedono l’appartamento, quanti lo salvano tra i preferiti, quante visite vengono effettuate e quante si convertono in proposta». Per De Rosa resta sempre importante il ruolo dell’agente, per questo vengono assunti. Lo spazio per le agenzie digitali è ampio, dato che possono contare su pochi costi di struttura e volumi ampi di giro d’affari rispetto a una piccola agenzia su strada. «Riusciamo a essere più flessibili e resilienti se le trattative sono lunghe» dice, sottolineando che chi vuole vendere casa con Agencasa paga solo il servizio da zero a 590 euro e solo alla vendita della casa. Ovviamente l’acquirente paga una provvigione in linea con il mercato. «I numeri di fine anno incorporano la pesante pandemia – dice De Rosa –. Prima del Covid viaggiavamo sui 100mila euro di fatturato al mese e saremmo potuti arrivare a 1,5 milioni a fine anno con l’ingresso in qualche altro mercato estero, obiettivo che abbiamo dovuto posticipare. Pensiamo comunque di raddoppiare il risultato dell’anno scorso».

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