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Vendite armi senza crisi:Lockheed Martin al top, Leonardo 12esima

Il mercato degli armamenti ha registrato un totale di 361 miliardi di dollari lo scorso anno. Resta dominato dai gruppi Usa, ma i cinesi continuano ad avanzare

di Giuliana Licini

La cultura Usa delle armi

3' di lettura

Il mercato degli armamenti non conosce crisi e resta dominato dai gruppi Usa, ma i cinesi continuano ad avanzare, riproponendo il confronto a distanza tra Washington e Pechino anche in questo cruciale territorio. Perdono posizioni, invece, i russi, mentre l’Italia è rappresentata al 'top' da Leonardo.
Nel 2019, secondo l’Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace (Stockholm International Peace Research Institute, Sipri), le vendite dei primi 25 gruppi mondiali di armamenti sono aumentate dell’8,5% a un totale di 361 miliardi di dollari. La graduatoria annuale assegna il primo posto alla Lockeed Martin, seguita da altri 4 gruppi statunitensi e su 25 società della lista ben dodici 12 sono Usa, con un fatturato complessivo pari al 61% del totale. Sono, invece, quattro i gruppi cinesi al ‘top’ e tre sono tra i primi 10, con un fatturato in aumento del 4,8% rispetto al 2018 e una quota del 16% dei ricavi totali del settore.

Modernizzazione esercito cinese spinge vendite produttori locali

I produttori cinesi – spiega Sipri - stanno beneficiando della vendita di armi al People's Liberation Army, l’esercito nazionale, che ha avviato un vasto programma di modernizzazione militare. Vendite in calo, per contro, per i due produttori russi ancora in graduatoria, che risentono della concorrenza domestica e del taglio alle spese statali. Dal ‘top 25’ è poi uscita la russa United Aircraft, che lo scorso anno ha perso 1,3 miliardi di dollari di fatturato e l’incidenza dei gruppi russi di armi si è così ridotta al 3,9% delle vendite complessive.

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L'italiana Leonardo al dodicesimo posto

I sei produttori dell’Europa Occidentale - tra cui Leonardo che è al 12esimo posto mondiale - rappresentano nell’insieme il 18% dei ricavi del settore. Per la prima volta entra nella classifica una società medio-orientale, la Edge degli Emirati Arabi Uniti, nata dalla fusione di 25 aziende più piccole lo scorso anno. In termini assoluti, la crescita maggiore delle vendite (5,1 miliardi di dollari, +11% sul 2018) è della Lockeed Martin, mentre l’aumento percentuale maggiore spetta alla francese Dassault Aviation Group (+105% a 5,76 mld), che grazie alle vendite internazionali del caccia Rafale fa così il suo ingresso nel ‘top 25’ per la prima volta. I gruppi più internazionali sono Thales e Airbus, presenti in 24 Paesi ciascuno, seguiti da Boeing (21 Paesi), Leonardo (21) e Lockheed Martin (19). Sui 49 Paesi che ospitano filiali dei principali gruppi di armamenti, 17 sono in nazioni a medio e basso reddito.

Lockheed Martin e Boeing in testa

Venendo all’intera classifica, al primo posto c’e’ dunque Lockheed Martin, con 53,23 miliardi di dollari di fatturato negli armamenti, pari all’89% delle vendite totali del gruppo. Boeing è seconda con 33,58 miliardi (44%), seguita da Northrop Grumman (29,22 mld, 86%), Raytheon (25,32 mld, 87%) e General Dynamics (24,5 mld, 62%). Al sesto posto figura la cinese Avic (22,47 miliardi, 34%), seguita dalla britannica Bae Systems (22,24 mld, 95%), da China Electronics Technology Group (15,09 mld, 46%), China North Industries Group (14,54 mld, 22%) e la top 10 si chiude con la statunitense L3Harris Technologies (13,92 mld, 77%). Seguono United Technologies, Leonardo (11,11 mld di fatturato negli armamenti, pari al 72% del fatturato totale del gruppo, secondo Sipri), Airbus (11 mld, 14%), Thales (9,47 mld, 46%) e la russa Almaz-Antey (9,42 mld e 98%). La graduatoria prosegue con Huntington Ingalls Industries (Usa), Dassault Aviation Group, Honeywell International, Leidos, Booz Allen Hamilton, General Electric, Edge, Rolls-Royce, China South Industries Group ed è chiusa da United Shipbuilding (Russia).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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