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Vendite al dettaglio giù del 20% in Europa e Usa, la Cina è in ripresa. Lo dice il TomTom

L'analisi del team di esperti di Ubs Evidence Lab fatta sui dati di congestione del traffico: in Usa dalla seconda parte di marzo è scesa a un quarto del 2019, in Europa la media è del 40% rispetto a dodici mesi fa e così per l'Italia. La conseguenza è una stima sul crollo delle vendite nelle fasi del lockdown

di Andrea Fontana

(Pixtal / AGF)

2' di lettura

Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti e nei principali Paesi europei dovrebbero scendere di almeno il 20% rispetto a un anno fa nei mesi di lockdown per coronavirus, una stima possibile grazie allo studio del traffico attraverso i navigatori satellitari. E' la previsione che fa Ubs Evidence Lab, il team di esperti nella raccolta e analisi dati creata dall'istituto svizzero che da qualche settimana sta scrutando attraverso diversi dati non convenzionali (le ricerche su Google, l'utilizzo del trasporto pubblico, i flussi migratori interni alla Cina) come l'economia mondiale convive e convivrà con il Coronavirus.

Traffico: la riduzione più forte in Francia, Italia al 40% rispetto a 2019
In base ai dati acquisti dai sistemi TomTom in oltre 30 Paesi e più di 300 città nel mondo, lo studio segnala che a fine marzo e nella prima parte di aprile la congestione stradale negli Stati Uniti (80 le città considerate) è un quarto di quella del 2019 mentre in Europa è in media un terzo di un anno fa: il calo più consistente si verifica in Francia (solo il 19% rispetto a un anno fa) mentre la Germania è la meno penalizzata (60%). A un livello intermedio tra questi due estremi, quindi intorno al 40%, si collocano Regno Unito, Italia e Spagna. Giappone e Taiwan, dove le restrizioni per l'emergenza sanitaria sono inferiori, mostrano una contrazione del traffico rilevato del 50%. In ripresa le attività in Cina e con esse i movimenti raccolti dai TomTom (70-80%).

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Le conseguenze per l'import-export cinese
Questi dati si traducono in una forte flessione delle vendite al dettaglio a partire dalla seconda parte di marzo, un calo che Ubs stima nel 20% circa per Usa ed Europa rispetto a un anno fa nei periodi in cui il lockdown sarà efficace. La conseguenza di ciò dovrebbe essere un minor import di queste aree dalla Cina pari al 25%. Se le misure restrittive resteranno in essere fino a inizio maggio e saranno seguite da una riapertura graduale, il II trimestre del 2020 potrebbe mostrare una restrizione del 20% dell'export cinese.

(Il Sole 24 Ore Radiocor )

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