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Vendite su Mediaset e Tim: Agcom pronta a imporre uno stop a Vivendi

di Andrea Fontana

2' di lettura

Pesanti in Borsa Mediaset e Telecom Italia nell'atteso giorno della pronuncia Agcom sulla posizione di Vivendi nei due gruppi italiani. L'andamento dei due titoli ricalca la tendenza delle ultime settimane quando tra gli operatori ha preso corpo l'ipotesi di una decisione dell'Authority non favorevole al gruppo francese con la probabile necessità per quest'ultimo di ridurre almeno una delle due quote: da inizio aprile, Telecom ha perso oltre il 5%, Mediaset il 6,5% circa. A Parigi anche Vivendi è oggetto di vendite.

Dopo una istruttoria durata quasi quattro mesi, l'Autorità delle comunicazioni sembra pronta nella riunione odierna del consiglio a pronunciarsi sul fatto che Vivendi, detenendo il 24% di Telecom e il 28% di Mediaset, violi l'articolo 43 comma 11 del testo unico sul sistema radiotelevisivo(Tusmar) in materia di concentrazione tra tlc e media: anche se l'avvio della discussione in consiglio una settimana fa e il suo aggiornamento a oggi ha fatto pensare a una visione non univoca da parte dell'Autorità, le indicazioni degli ultimi giorni confermano comunque l'orientamento generale pur lasciando spazi ad aggiustamenti nella riunione odierna.

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L'Agcom è orientata ad attestare la violazione da parte di Vivendi e ad assegnare al gruppo francese un termine di dodici mesi per ripristinare il rispetto dell'articolo 43 senza tuttavia imporre una specifica soluzione. L'Autorità, nel corso dell'istruttoria, ha certificato che Tim realizza ricavi superiori al 40% del mercato nazionale delle comunicazioni elettroniche (una delle soglie "critiche" per la normativa sulla concentrazione) mentre in base al Sistema integrato delle comunicazioni Mediaset supera nettamente il 10% indicato nell'articolo 43: pertanto Vivendi non può attraverso controllate o collegate (sulla base delle due nozioni adottate nel provvedimento) detenere contemporaneamente quote superiori al 10% in Tim e Mediaset. Se questo fosse l'esito dell'istruttoria, secondo gli analisti finanziari, Vivendi potrebbe, oltre a impugnare il provvedimento, cercare comunque una intesa con Mediaset nelle prossime settimane. Dal canto suo è possibile che il gruppo di Cologno Monzese, forte della decisione Agcom, possa chiedere il congelamento dei diritti di voto superiori al 9,9% della quota Vivendi e puntare nell'assemblea di giugno a modificare lo statuto introducendo il voto maggiorato che rafforzerebbe la posizione dell'azionista di riferimento Fininvest.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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