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Vendite a piene mani su Tim in Borsa: il rischio è lo stop al progetto rete unica

Il Governo avrebbe ormai abbandonato l'idea di combinare gli asset di Telecom con quelli di Open Fiber

di Chiara Di Cristofaro

(alphaspirit - stock.adobe.com)

2' di lettura

Giornata di passione per Telecom Italia: in Borsa, dopo non aver fatto prezzo in apertura ed essere entrata in contrattazione in calo del 9%, il titolo continua a scivolare e i volumi di vendita sono importanti rispetto alla media. A pesare, le ipotesi di uno stop al progetto di rete unica nazionale. Anche le azioni risparmio sono nettamente penalizzate.

Secondo Bloomberg, il presidente del Consiglio Mario Draghi sarebbe intenzionato ad abbandonare il progetto della rete unica nazionale controllata da Telecom, mentre Repubblica scrive che il Pnrr inviato all'Ue non cita la rete unica, il che sancisce l'addio al progetto. Il piano del Governo, scrive il quotidiano, ha sostanzialmente archiviato il progetto della rete unica. Per gli analisti di Bestinver, se sarà confermata "si tratta di una notizia negativa per Telecom visto che la vendita di Open Fiber a Cdp e Macquire è stata percepita dal mercato come il primo passo verso la creazione della rete unica". Anche se "riteniamo che un progetto di co-investimento tra EOF e Telecom sarebbe comunque vantaggioso per Telecom, perché potrebbe consentire a Telecom di risparmiare Capex, questa soluzione non appare ottimale rispetto alla realizzazione della singola rete, che ridurrebbe la concorrenza".

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Nel Pnrr, si parla di "sfidanti obiettivi definiti in sede europea e nella consapevolezza che le reti a banda larga ultraveloce sono una General Purpose Technology", con Repubblica che sottolinea appunto il plurale "reti" e la mancanza di accenni al progetto di rete unica nazionale. Il tema era anche una possibile opposizione dell'Antitrust Ue al progetto, tutt'altro che aleatoria. Secondo Repubblica, anche l'Agcom stava seguendo con "qualche allarme" il progetto della rete unica.

Colao, per banda ultra larga faremo gare , no temi societari

Le parole di Vittorio Colao, ministro per la Transizione digitale, sembrano confermare l'approccio del Governo favorevole a soluzioni diverse dalla rete unica per le infrastrutture tlc del Paese. "Credo che il ruolo giusto della politica sia quello di pensare agli interessi dei cittadini", quindi a portare la banda ultra- larga a loro e "farlo in maniera equilibrata. Le questioni societarie le devono valutare le società e l'Antitrust", ha detto Colao nel corso del webinar "Il Piano - L’economia della prossima generazione". "Noi - ha chiarito il ministro - vogliamo portare a tutti la banda ultra-larga, indipendentemente da dove si trovano e lo faremo con delle gare in concorrenza tra gli operatori. Il nostro obiettivo, ha concluso Colao, è indipendente dagli assetti societari".

Gli analisti di Intermonte osservano comunque che le indicazioni inserite nel Piano di ripresa e resilienza non precludono accordi di co-investimento o consorzi relativi alle cosiddette zone grigie (quelle su cui è previsto nel breve termine la copertura del segnale da parte di un solo operatore privato), intese necessarie - secondo il broker - per evitare lo spreco di risorse. Per Intermonte, nonostante la posizione del Governo italiano, sembra forte l'interesse di vari soggetti a unire le forze nella rete unica.

Sul fronte dei numeri, va ricordato che Telecom comunicherà i dati del trimestre la prossima settimana ed è attesa, dice Bestinver, una performance stabile dei ricavi domestici del fisso, mentre i ricavi domestici da mobile dovrebbero ancora subire l'impatto della mancanza del roaming e dal massiccio utilizzo dei Giga nel primo trimestre 2020.

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