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Vendite su Safilo, il 2016 delude e il 2017 parte male

di Chiara Di Cristofaro

2' di lettura

Brusco scivolone per Safilo Group in Borsa, dopo i dati deludenti del 2016 e le previsioni poco confortanti per l'inizio del 2017. Nonostante la frenata del management sui possibili effetti per Safilo dell'accordo tra Lvmh e Marcolin, il titolo lascia segna una delle peggiori performance del listino milanese. Secondo quanto ha dichiarato la ceo di Safilo, Luisa Delgado a Radiocor Plus, Safilo non subirà nessun contraccolpo, almeno nel breve-medio periodo, dall'accordo che nei mesi scorsi ha siglato il colosso francese del lusso, Lvmh, con Marcolin, costruendo una joint venture di cui avrà il controllo, probabilmente con l'intento di fabbricare in casa gli occhiali delle proprie griffe, sulla falsariga della strada già intrapresa da Keing, il gruppo che controlla Gucci, marchio i cui occhiali fino all'anno scorso erano prodotti e distribuiti proprio da Safilo.

«Noi abbiamo un buon portafoglio di marchi e siamo messi bene anche con i brand del gruppi Lvmh - ha spiegato Delgado - Ad esempio la stessa Dior ha anticipato a fine 2016 il rinnovo della licenza fino a 2020. Inoltre produrremo gli occhiali Fendi fino al 2022, Givenchy fino al 2021 e Marc Jacob fino al 2024. La stessa Celine, il cui contratto non è stato rinnovato, la produrremo per tutto il 2017». Insomma, ha sottolineato ancora Delgado, «nell'immediato non cambierà niente per Safilo».

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Il mercato si concentra però sui conti presentati dal gruppo, che hanno deluso le aspettative e non lasciano ben sperare per il 2017. Gli analisti di Equita (che hanno un giudizio hold sul titolo con target price a 6,2 euro) sottolineano in una nota che l'ebotda adjusted di 88,8 mln di euro (-13,3%) è stato inferiore alle attese (che erano di 94,8 mln) mentre il rosso di 142,1 mln a causa di oneri non ricorrenti è inferiore alle stime che erano per un utile di 24,6 mln. L'Ebitda, scrive Equita nella nota, è peggiore delle attese per la flessione del gross margin causata dall'uscita di Gucci, dalla debolezza del retail e dall'effetto cambio. La posizione finanziaria netta è migliore delle attese grazie al circolante, «ma di bassa qualità con maggiori debiti commerciali e il magazzino salito di circa 20 mln rispetto all'anno prima».

Per il 2017, oltre allo stop della licenza Gucci, «il management ha segnalato un problema rilevante nel passaggio a Sap di logistica e magazzino avviato a inizio 2017 e che lascia prevedere un calo del 15-20% delle vendite dei brand continuativi (ex-Gucci) con impatti su margini e cashflow. Il management sta lavorando per recuperare parte delle vendite perse anche se difficilmente a nostro avviso saranno recuperabili tutti i 35-45 mln che stimiamo persi nel primo trimestre. Questo porta ulteriore pressione sulla redditività 2017 attesa già in forte calo per Gucci». Equita vede ancora pressione sul titolo «per l'ennesima delusione operativa e per il peggioramento dell'outlook 2017».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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