Chiusa l’inchiesta

Veneto Banca, i pm: una associazione per delinquere. Accuse all’ex ad Consoli

Secondo l’ufficio i pm il top manager, assieme ad altri dirigenti e responsabili di vari reparti, avrebbe strutturato un sistema volto a raggirare la clientela attraverso la vendita a “condizioni inique” di azioni ed obbligazioni

default onloading pic

Secondo l’ufficio i pm il top manager, assieme ad altri dirigenti e responsabili di vari reparti, avrebbe strutturato un sistema volto a raggirare la clientela attraverso la vendita a “condizioni inique” di azioni ed obbligazioni


1' di lettura

La Procura della Repubblica di Treviso, negli atti di chiusura delle indagini sul crac e l’azzeramento dei titoli di Veneto Banca, ha formulato l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa nei confronti di sei indagati, fra cui l’ex amministratore delegato, Vincenzo Consoli. Secondo l’ufficio i pm il top manager, assieme ad altri dirigenti e responsabili di vari reparti, avrebbe strutturato un sistema volto a raggirare la clientela attraverso la vendita a “condizioni inique” di azioni ed obbligazioni.

Danni per 107 milioni
Ogni protagonista della rete, sostiene ancora l’accusa, era consapevole della ingiustificata sopravvalutazione dei titoli, ceduti a prezzi «almeno il 40%» superiori ad una stima ragionevole, almeno a partire dal 2012. La circostanza, in 4 anni, avrebbe provocato danni totali ai sottoscrittori di oltre 107 milioni. La Procura ha inserito anche le contestazioni per il meccanismo delle “baciate”, le azioni acquistate tramite finanziamenti erogati dallo stesso istituto di Montebelluna.

Operazioni baciate per 350 milioni
Sono state le ispezioni di Bankitalia del 15 aprile e del 9 agosto 2013 a portare all’attenzione dei pm il dissesto di Veneto Banca, con i 350 milioni di euro di finanziamenti “baciati”, garantiti solo a chi aveva sottoscritto contratti Acr e a chi era in una condizione di conflitto di interessi.

Le ispezioni della Vigilanza
Materiale in cui si conclude con un «giudizio in prevalenza sfavorevole», che pone l'accento su «frequenti finanziamenti (...) in favore di esponenti che versano in conflitti di interesse», ma anche e soprattutto verso soggetti che utilizzavano parte di quei finanziamenti per acquistare azioni della banca.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti