maltempo

Venezia conta i danni, è tregua a Firenze ma deraglia treno in Val Pusteria

In arrivo misure di sostegno per l’agricoltura colpita dal maltempo. Ancora 2.300 famiglie senza luce in Alto Adige . Mille pini distrutti dalla tromba d’aria a Grosseto


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(ANSA)

3' di lettura

Mentre a Venezia si aggiorna la conta dei danni dopo la fine dell’emergenza marea e la piena dell’Arno a Firenze è ormai passata, gli effetti residui del maltempo lanciano ancora strascichi soprattutto in Emilia e nelle valli dell’Alto Adige. Nella Val Pusteria ancora isolata, è deragliato a causa di una frana il treno era partito da Fortezza e diretto a Brunico.Non si segnalano feriti ma sono bloccati per motivi di sicurezza tutti gli accessi: la strada statale tra San Sigismondo e San Lorenzo. Bloccate anche la Strada del Sole, come anche le strade interpoderali. «Restate a casa, ogni auto in più crea caos», chiede su Facebook ill sindaco di San Lorenzo in Sebato, Martin Ausserdorfer.

Sono ancora in 2300 senza luce in Alto Adige
Cala leggermente il numero di utenze colpite dal blackout in Alto Adige. Sono attualmente - comunica la protezione civile altoatesina - 2.300 gli
altoatesini senza luce. I soccorritori sfruttano la breve tregua di maltempo per rimettere a punto la loro attrezzatura, i loro mezzi e i sistemi
di comunicazione. In serata nuove precipitazioni da sud, che si estenderanno su tutta la provincia di Bolzano.

I problemi restano in Emilia
Certo, proseguono nel Bolognese gli interventi dei Vigili del Fuoco dopo l'ondata di maltempo che ha fatto esondare diversi corsi d'acqua. Nella zona di Budrio, una delle più colpite con oltre 200 persone evacuate per l’esondazione del fiume Idice, sono una ventina gli interventi in corso per la messa in sicurezza di edifici e soccorso di animali. Molte aziende hanno riaperto stamani e sono alle prese con i danni causati dagli allagamenti. «Budrio ha passato una giornata tremenda, che rimarrà nella sua storia e sicuramente nella mia memoria» ha scritto all’alba su Facebook il sindaco della cittadina, Maurizio Mazzanti, ringraziando vigili del fuoco, Protezione Civile regionale, forze dell’ordine e il personale del Comune.

Danni dalla tromba d’aria a Feniglia
La tromba d’aria nella riserva naturale di Duna Feniglia nel comune di Orbetello (Grosseto) che ha provocato ingenti danni al patrimonio
forestale. A calcolare i danni è il Reparto carabinieri per la
Biodiversità: «L’evento - spiegano i Cc Forestali -
ha interessato una superficie complessiva di circa 8 ettari di
pineta: ad una prima stima sono state sradicate e stroncate
circa 1.000 piante di pino domestico».

Stato di calamità per l’agricoltura
Per le imprese agricole colpite dal maltempo sono in arrivo misure di sostegno. «Anche l'agricoltura è duramente colpita dal maltempo di queste ore. Stiamo seguendo con preoccupazione le esigenze dei diversi territori e siamo pronti a collaborare con le Regioni maggiormente colpite per il censimento dei danni e per dichiarare lo stato di eccezionale avversità atmosferica - ha fatto sapere la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova - Servirà ad attivare gli strumenti del Fondo di solidarietà nazionale, a partire dalla sospensione delle rate dei mutui e dei contributi previdenziali per le imprese agricole». «Incontreremo già nei prossimi giorni - ha precisato ancora Bellanova - l'Abi per un’azione comune anche su questo fronte, perché dobbiamo aiutare le aziende a superare l'emergenza. I danni in agricoltura non mancano in particolare nelle isole veneziane dove l’acqua salata ha invaso i campi coltivati.

Nella laguna la marea ha invece risparmiato il mondo del vino. Il direttore del Consorzio Vini Venezia Stefano Quaggio ha spiegato che i «vigneti che preservano la rappresentanza genetica della vite a Venezia per ora sono salvi, compreso quello dei Carmelitani scalzi e quello di Torcello». Intanto, nell’emergenza c’è chi riesce a tirare un respiro di sollievo: «Mi considero un miracolato» dice Michel Thoulouze, imprenditore vitivinicolo dell'azienda “Orto di Venezia”, proprietario di una tenuta di 11 ettari nell’isola di Sant'Erasmo. «Se l’acqua cresceva ancora di cinque centimetri - racconta ancora Thoulouze - ci sarebbero stati danni importanti. Invece ne ho riportato pochi. Ora - aggiunge il viticoltore che ha riportato in auge vitigni antichi con tecniche tradizionali - voglio essere vicino a chi ha avuto danni ed ho deciso di regalare una Magnum ai ristoratori di Venezia, meno fortunati di me».

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