festival del cinema

Venezia, Crisi greca: una tragedia moderna nell’ultimo film di Costa-Gavras

Gli ingredienti della tragedia greca ci sono tutti anche se adattati e rivisti. Ci sono gli errori del passato, le ambizioni e le speranze del nuovo Governo della sinistra radicale di Syriza, la crudele logica della trojka, le ipocrisie di Bruxelles. Fino alla resa alle banche creditrici

di Gerardo Pelosi


Venezia festeggia Almodovar, con Phoenix, Bellucci, Mastronardi

3' di lettura

VENEZIA- Gli ingredienti della tragedia greca ci sono tutti anche se adattati e rivisti. Ci sono gli errori del passato, le ambizioni e le speranze del nuovo Governo della sinistra radicale di Syriza, la crudele logica della trojka, le ipocrisie di Bruxelles. Fino alla resa alle banche creditrici.

Ma, dietro a tutto, sullo sfondo il vero protagonista è il popolo che soffre, che non ha neppure i soldi per curarsi. Un coro silenzioso ma presente, forte, che non conosce ambiguità di sorta. Tutti ricordiamo la forza delle immagini di “Zeta, l'orgia del potere” sulla dittatura dei colonnelli greci. Ebbene Costa-Gravas esercita tutto il suo talento per raccontare il “soft power” non meno spietato delle grandi istituzioni finanziarie internazionali e dei Palazzi di Bruxelles nel film “Adults in the room” tratto dal libro dell'ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis sui 162 giorni al Governo e sulla trattativa per il debito greco.

GUARDA IL VIDEO / Emmanuelle Seigner sirena scollata a Venezia

Un grande doloroso sirtaki, un ballo che avvicina e poi subito allontana tutti i protagonisti di quei mesi, quasi una battuta di pesca dove Tsipras e Varoufakis sono i pesci e i pescatori si chiamano Merkel, il suo ministro delle Finanze Wolfgang Schauble, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e quello dell'Eurogruppo Joroen Dijsselbloem. Un po' mollano la presa e un po' tirano l'amo con il risultato di sfiancare un governo e un popolo. C'è un momento nel film in cui la presidente del Fondo monetario, Cristhine Lagarde interpretata con misura dall'attrice francese Josiane Linson confessa a un suo collaboratore: “avranno pure torto ma questi sono bravi”.

LEGGI ANCHE / Venezia, il “J'accuse” di Roman Polanski: una bellissima pellicola sull'affare Dreyfus

Traspare da tutta la ricostruzione del negoziato tra gennaio e luglio 2015 una certa simpatia umana della Lagarde (la nuova presidente dell Bce) nei confronti di Varoufakis e della sua resilienza mentre le nevrosi infantili dei ministri del Nord guidati da Schauble, a un certo punto, le fanno dire la frase che da' il nome a libro e film: “Qui ci vorrebbero degli adulti nella stanza”. E che dire della simpatica civetteria da cineasta di Costa-Gravas che ha fatto interpretare il ruolo di presidente dell Bce Mario Draghi a un volto da duro come quello di Francesco Acquaroli che il pubblico italiano ha imparato ad apprezzare come il “Samurai” di “Suburra” capobanda criminale del litorale di Ostia? E le poche battute di Draghi nel film sono tutte contro la Grecia e per riaffermare l'ultimatum: o si approva il MOU (Memorandum of Understandig) o si va alla Grexit e all'uscita dall'euro.

La storia poi e” nota. Il referendum voto' a maggioranza il No al piano di austerità della Troika. Ma Tsipras alla fine accetta il piano e Varoufkis esce. Dei 241 miliardi di euro dei tre programmi di salvataggio dal 2010 al 2017 il 95% e' andato alle banche europee soprattutto tedesche e francesi e solo il 5% alle casse di Atene. Le ultime elezioni greche hanno poi punito Syriza e il Tsipras che aveva fatto l'accordo con Bruxelles. C'è da preoccuparsi per il fatto che Juncker dica oggi che Giuseppe Conte sara come Tsipras? Prima radicale e poi alleato? Vedremo.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...