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Venezia, le grandi navi da crociera andranno a Marghera

Tavolo tecnico con l’autorità portuale per coordinare tempi e modi del trasloco. Senza danneggiare il traffico commerciale e industriale. Che in Laguna vale 12 volte quello turistico

di Jacopo Giliberto


Perché Venezia è nella morsa delle grandi navi da crociera

3' di lettura

Servirà più tempo, almeno l’inverno, per togliere dal centro storico di Venezia le più grandi fra le navi da crociera. Andranno a Marghera senza passare più per il salotto buono del turismo, cioè quel bacino San Marco su cui si fronteggiano su rive opposte il Palazzo Ducale e la chiesa candida di San Giorgio. Ma il trasloco non si farà nei tempi accelerati che erano sperati. Sarà questo il contenuto del tavolo tecnico indetto per govedì 22 agosto a Venezia dall’Autorità del porto per coordinare il trasloco delle navi.

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L’obiettivo trasloco
Il Governo (uscente) spinge per togliere subito, già in settembre, quelle navi ingombranti lontano dalla vista infastidita dei milioni di turisti che affollano Venezia. Ma non sarà possibile farlo con quella fretta che è desiderata da politici e da «comitati del no» dopo un incidente che aveva suscitato eco internazionale, quando ai primi di giugno per un’avaria la grande Msc Opera aveva abbordato una nave per crociere fluviali, e da un incidente rischiato e non avvenuto, quando ai primi di luglio la Costa Deliziosa aveva scarrocciato verso la riva spinta da un fortunale in laguna.

Lavori e gare
Il rinvio di almeno tre mesi sarà dovuto alla necessità di progettare e realizzare i nuovi approdi a Marghera. Il porto di Venezia è l’intera laguna: a Marghera le banchine commerciali e industriali, a Fusina lo scalo dei grandi traghetti con il Levante, il terminal petrolifero a San Leonardo, i pescherecci a Chioggia, le crociere nella Venezia storica. L’obiettivo è traslocare a Marghera le navi da crociera maggiori, quelle oltre le 40mila tonnellate di stazza, senza interferire con il traffico più importante, quello industriale e commerciale. Il valore economico generato a Venezia dalle crociere si aggira sui 500 milioni l’anno, il valore del porto commerciale e industriale è una dozzina di volte maggiore, nell’ordine dei 6 miliardi. Non c’è competizione.
Per attrezzare i banchinamenti per i nuovi ospiti servirà una spesa stimabile sugli 1-1,5 milioni per gli allestimenti, la segnaletica navale, gli impianti per dividere il traffico delle navi passeggeri da quelle cariche di merci pericolose, e altri adeguamenti. Per fare ciò sarà necessario bandire le gare come prescrive il Codice degli appalti, e scorciatoie potrebbero essere inopportune.
La riunione in programma giovedì 22 agosto dovrà confrontare le diverse necessità organizzative e logistiche per tutte le istituzioni e le imprese che lavorano nella complessità di un terminale crocieristico, come le dogane, la polizia di frontiera, la finanza, la sanità marittima, i fornitori, il catering, le compagnie di navigazione e così via.

Collocazioni
Il luogo ideale è ospitare le navi maggiori nelle banchine libere vicine a ferrovia e autostrada, che sono lontane da impianti pericolosi. Difficile invece traslocare le navi vicino agli impianti chimici Arkema o dove ormeggiano i traghetti, scomodando il traffico industriale e commerciale.
Intanto il Porto di Venezia vuole pianificare la crescita dell’industria crocieristica in modo più sostenibile attraverso un’alleanza strategica con gli altri maggiori porti passeggeri d’Europa. Non a caso le nuove navi da crociera destinate alle pregiate rotte europee e mediterranee, i cui porti sono collocati in aree di valore storico e ambientale, dovranno mirare alla sostenibilità e a dimensioni più accurate mentre le navi più convenzionali e ingombranti tendono a spostarsi su bacini tipici di un turismo meno esigente, come il Sudafrica o l’Asia.

Clima e rischi
Il livello del Mediterraneo potrebbe salire in media fino a 20 centimetri entro il 2050 e fino a 57 centimetri entro il 2100. Fra gli scenari più critici la laguna di Venezia, dove si stima che nel 2100 il livello medio del mare sarà più alto rispetto a oggi tra i 60 e gli 82 centimetri. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Water dai ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), dell’olandese Radboud University e della Sorbona di Parigi.

Navi a batteria
Arriveranno presto le navi da crociera a pile? La compagnia di navigazione Aida Cruises, marchio tedesco del gruppo Costa, le cui navi spesso ormeggiano a Venezia, ha firmato un accordo di collaborazione con la norvegese Corvus, fra i maggiori fornitori mondiali di batterie marine. L’intesa di collaborazione studierà come istallare sulle navi accumulatori agli ioni di litio con i quali alimentare i motori elettrici delle eliche di propulsione. L’avvio delle operazioni sulla prima nave Aida è previsto l’anno venturo.

Riproduzione riservata ©
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    Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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