rigenerazione urbana

Venezia, sull’isola di Sant’Elena case ai residenti e stop agli hotel

Approvata dal Comune l’operazione promossa da Invimit

di Paola Pierotti

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(Getty Images)

Approvata dal Comune l’operazione promossa da Invimit


3' di lettura

Residenzialità e servizi per la comunità all’Isola di Sant’Elena: un laboratorio di rigenerazione urbana a Venezia promosso da Invimit Sgr spa. Il consiglio comunale ha approvato la scorsa settimana l’adozione della variante al Piano degli interventi, che prevede la ristrutturazione urbanistica degli ex cantieri Actv, anche attraverso il coinvolgimento di soggetti privati.

«L’obiettivo del provvedimento – si legge in una nota del Comune – è di sostenere la residenza stabile a Venezia, realizzando nuovi edifici a uso abitativo e attrezzature pubbliche (una superficie di almeno 6.500 mq sarà destinata ad esempio a impianti sportivi, per la realizzazione di una palestra ad uso della scuola e dei cittadini, ndr), ed esclude la possibilità di insediamento di qualsiasi attività di tipo ricettivo e turistico».

Si tratta di un ambito di trasformazione (con due aree chiamate “ex Piazza D'Armi”, di proprietà di Invimit e in minima parte del Demanio, e “Darsena”, interamente demaniale) tra i più importanti della città lagunare, per le dimensioni rilevanti, per l’alto grado di trasformabilità e per la loro localizzazione. «Questo progetto di riqualificazione – commenta Giovanna Della Posta, ad di Invimit Sgr – rappresenta la sintesi di una visione sociale ed economica degli investimenti immobiliari, possibile grazie alla collaborazione delle istituzioni locali e degli investitori. Oltre a recuperare un territorio, tutelando anche l’artigianato locale, è l’impatto sociale il vero ritorno dell’investimento».

Siamo nel sestiere di Castello in un’area utilizzata nel corso del Novecento come una delle piazze d’armi veneziane, che ha ospitato fino a poco tempo fa il cantiere per il rimessaggio e la manutenzione dei mezzi del trasporto pubblico locale. Uno spazio costituito da una grande darsena di circa 70.500 mq e da un’area a terra di circa 56.500 mq. L’ex Piazza D'Armi e la Darsena saranno sviluppati separatamente tramite Piano Urbanistico Attuativo (Pua) o Permesso di costruire convenzionato, sulla base di un progetto unitario del singolo ambito.

Il progetto pilota per la riconversione funzionale dell’ex Piazza d'Armi è stato realizzato dagli Architetti Mar e durante la seduta del Consiglio comunale è stato approvato un emendamento con cui si invita «Invimit Sgr spa a valutare attentamente la possibilità di procedere allo sviluppo delle successive fasi di progettazione attuativa per l’ambito dell’ex Piazza d’Armi tramite concorso di idee o di progettazione, in considerazione della rilevanza pubblica degli interventi previsti, che riguardano una delle più importanti aree di trasformazione e riqualificazione della città».

Si prevede la demolizione dei volumi edilizi esistenti e la costruzione di nuove volumetrie. «L’intervento – spiegano da Invimit – si traduce in un impianto volumetrico a destinazione prevalentemente residenziale, integrato con piccole attività commerciali, artigianali ed esercizi pubblici al piano terra, e completato dal polo sportivo».

In prima battuta intanto verranno coinvolte, attraverso un bando di gara, le imprese che dovranno occuparsi delle bonifiche ambientali del sito, propedeutiche al progetto di valorizzazione. Invimit si occuperà dello sviluppo dell’area sino alla valorizzazione urbanistica. «I costi di realizzazione – precisano da Invimit – saranno strettamente legati alle scelte progettuali che verranno adottate dal developer che farà quindi gli investimenti necessari per lo sviluppo. Il coinvolgimento di investitori privati avverrà nel rispetto dei principi di trasparenza e leale concorrenza, perseguendo gli obiettivi di riqualificazione previsti nell’ambito dell’iter urbanistico in corso».

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