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Venezia, torna l’incubo 2010. Ancora emergenza giovedì e venerdì

Per i cittadini l’invito è a mettere in atto ogni forma di autotutela, e non vale solo per i veneziani. In difficoltà sono anche Chioggia, Caorle, la costa veneziana con Jesolo

di Barbara Ganz


Acqua alta record a Venezia: raggiunti i 187 centimetri

3' di lettura

L’emergenza non è finita. Per i cittadini l’invito è a mettere in atto ogni forma di autotutela, e non vale solo per i veneziani. In difficoltà sono anche Chioggia, Caorle, la costa veneziana con Jesolo dove «La Pineta è completamente devastata e alcuni stabilimenti sono letteralmente spariti», ha detto il presidente di Federconsorzi, Renato Cattai, lui stesso rimasto vittima dell’eccezionale mareggiata, con lo scantinato del suo hotel finito completamente sott’acqua, così come molti alberghi frontemare.

«Ci preoccupa lo scenario delle prossime ore: in montagna sono attese due tornate di nevicate, fino a 120 centimetri. Se si combinassero la neve sciolta dal clima caldo e lo scirocco potrebbero ripetersi le condizioni dell’alluvione 2010, quando il mare non riceveva più l’acqua dei fiumi », ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia nella sede della Protezione civile di Marghera. Allora erano stati colpiti 236 comuni .

La prova generale
Il disastro era comunque annunciato, tanto che la sala operativa era stata allesitita fin dal pomeriggio del 12 novembre.

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ricorda che già un anno fa, con la tempesta Vaia, «avevamo sfiorato il disastro, quasi una prova generale. Allora però il vento era arrovato quando l’acqua aveva già iniziato a calare; questa volta abbiamo raggiunto 31 centimetri in più: quello che basta a fare la differenza, perché si superano le barriere di difesa dei negozi, delle case, degli uffici».

Quello che accadrà ora «avrà gli occhi del mondo addosso, perché Venezia non è solo bellissima, è unica». In conferenza stampa anche il patriarca Francesco Moraglia: anche per lui le prime parole sono per la vittima della notte di “acqua granda”, un uomo di 68 anni morto folgorato. «Non avevo mai visto nulla del genere. Bisogna far capire che intervenire su questa realtà richiede dei tempi e dei costi che le altre città nemmeno conoscono». La cripta della Basilica di San Marco è stata allagata da 120 centimetri di acqua, con danni alle tombe dei patriarchi.

Altra emergenza in arrivo venerdì
La conta dei danni è appena all’inizio, mentre già si guarda al nuovo picco possibile per venerdì. Nel conteggio andranno anche i cinque battelli dell’Actv schiantati sulle rive, e che renderanno difficile il ritorno dei trasporti alla piena normalità. Inevitabili le polemiche sugli anni trascorsi - inutilmente - dalla piena del 1966: «Allora lo Stato aveva capito che Venezia aveva bisogno di una legge speciale - ha ricordato il sindaco - Serve uno sforzo di unità. Quanto al Mose, va finito al più presto, ma non basta: servono anche le opere accessorie come le fognature, va ripristinata la navigabilità dei canali e completato il sistema anti incendio. Questo serve a evitare lo spopolamento: nessuno può accettare di vivere qui con il rischio che questi eventi si ripetano senza fare nulla».

Un clima fragile
Il meteo e i disastri naturali sono costati dall’inizio 33 vittime su scala nazionale, in 174 eventi estremi, ha ricordato Angelo Borrelli, direttore del Dipartimento nazionale della Protezione civile, che ha spiegato le tappe dello stato di emergenza: «Stiamo lavorando perché già domani si possa arrivare alla dichiarazione necessaria per i primi stanziamenti».

E per Fabio Dattilo, capo del Corpo dei Vigili del fuoco, «il bilancio di vite umane a Venezia è stato limitato rispetto a quanto accaduto, grazie anche al pronto intervento». In coda c’è ancora qualche centinaio di interventi, 100-150 dei quali all’interno del centro storico, con la situazione più critica a Pellestrina, sommersa, dove è necessario svuotare un grande bacino d’acqua prima di poter restituire la corrente elettrica.

Le previsioni
A Venezia è atteso il premier Giuseppe Conte. Intesa Sanpaolo, per rispondere nel più breve tempo possibile alla situazione di emergenza nella città di Venezia, provincia e litorale, ha stanziato un plafond di 100 milioni di euro a sostegno delle famiglie e delle imprese che hanno subito danni.

In particolare il plafond è destinato alle famiglie, alle imprese, ai piccoli artigiani e commercianti che hanno subito danni, dando loro un sostegno finanziario dedicato. Inoltre Intesa Sanpaolo prevede la possibilità di richiedere la sospensione per 12 mesi delle rate dei finanziamenti in essere per famiglie e imprese, residenti nelle zone colpite.

Il Centro maree prevede, per il 14 novembre alle 10:50, una nuova acqua alta stimata in 120cm, ma il dato è suscettibile di variazioni in base alle condizioni meteo, del vento e del mare Adriatico.

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