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Venezia, arriva il «Comitatone» contro le grandi navi. I costi veri del Mose

I ministri potrebbero incontrarsi venerdì 20. Ancora da definire gli approdi alternativi cui far ormeggiare le navi da crociera. I progetti per salvare la laguna

di Jacopo Giliberto


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(Waltraud Grubitzsch/picture-alliance/dpa/AP Images)

2' di lettura

Potrebbe svolgersi venerdì 20 il «Comitatone» , cioè la riunione del comitato interministeriale per la salvaguardia di Venezia . Questa volta l’argomento saranno le navi da crociera, che suscitano tanta preoccupazione nei turisti. Un mese dopo l’acqua alta disastrosa del 12 novembre, la ministra delle Infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli , starebbe pensando di convocare prima delle feste di fine anno una nuova riunione con i ministri interessati dalla salvaguardia della città, primi fra tutti le Infrastrutture e trasporti, l’Ambiente, le Finanze e i Beni culturali. La convocazione precedente del Comitatone si era svolta nell’immediatezza dell’allagamento prodotto dall’alta marea.

Percorsi alternativi
L’ordine del giorno della nuova riunione sarebbe in via di allestimento; ancora debole il materiale istruttorio per discutere sul tema caro a tanti intellettuali e a tanti turisti. L’obiettivo del Comitatone è individuare approdi alternativi alla Stazione Marittima cui oggi ormeggiano le cosiddette “grandi navi”, cioè le navi da crociera. Secondo De Micheli, le più grandi fra queste navi da aprile non dovranno più passare per la bocca di porto di San Nicoletto, il bacino San Marco e il canale della Giudecca e dovranno essere dirottate nelle banchine dei traghetti a Fusina oppure alla banchina Tiv a Marghera.

I costi veri del Mose
Intanto tra Venezia e Roma si discute quanti milioni serviranno per finire i lavori del Mose, del valore finale pari a 5,49 miliardi. In teoria servono ancora gli ultimi 303 milioni di euro di cui 140 serviranno alla costruzione degli impianti che dovranno sollevare le 78 paratoie per difendere Venezia dall’acqua alta. Se però si considerano tutti gli altri interventi più morbidi e meno invasivi per la salvaguardia di Venezia e della laguna ottenuti dagli ambientalisti, il fabbisogno sale a 461 milioni.

Interventi «morbidi»
Circa 413 milioni sono stati chiesti dai commissari del Consorzio Venezia Nuova e dal Provveditorato alle opere pubbliche per completare il progetto con le opere correlate: 119 per il Mose propriamente detto (70 milioni per risolvere le criticità emerse finora), 130 milioni per completare il Piano Europa delle compensazioni ambientali chieste dalla Ue, 97 milioni per creare la linea di manutenzione delle paratoie nell’area Pagnan (le operazioni di sverniciatura e riverniciatura sono troppo impattanti per l’Arsenale), 30 milioni per completare l’impermeabilizzazione di piazza San Marco.

Per approfondire:
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    Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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