la missione a caracas

Venezuela, Casini torna a Roma con due deputati oppositori di Maduro

Si tratta degli onorevoli Mariela Magallanes e Americo De Grazia, entrambi del movimento Causa R, moglie e figlio di italiani, il secondo ferito nell'assedio all'Assemblea nazionale. I due hanno ricevuto anche una telefonata del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che gli ha dato il benvenuto a Roma.

di Marzio Bartoloni

Venezuela, studenti pro e contro Maduro sfilano a Caracas

Si tratta degli onorevoli Mariela Magallanes e Americo De Grazia, entrambi del movimento Causa R, moglie e figlio di italiani, il secondo ferito nell'assedio all'Assemblea nazionale. I due hanno ricevuto anche una telefonata del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che gli ha dato il benvenuto a Roma.


2' di lettura

Una missione per il dialogo e la mediazione. E nel segno del dialogo è il risultato che ha centro Pier Ferdinando Casini nella sua visita a Caracas da presidente dell'Unione interparlamentare, dalla quale è tornato portando a Roma con un volo decollato ieri sera dal Venezuela due deputati con doppia cittadinanza, venezuelana e italiana, che si erano rifugiati l’8 e 9 maggio nella nostra Ambasciata perché accusati di cospirazione e privati dell'immunità.

Si tratta degli onorevoli Mariela Magallanes e Americo De Grazia, entrambi del movimento Causa R, moglie e figlio di italiani, il secondo ferito nell'assedio all'Assemblea nazionale. I due hanno ricevuto anche una telefonata del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che gli ha dato il benvenuto a Roma.

La mediazione con Maduro e Guaidò
«Sono parlamentari - spiega Casini - che conosco da lunga data e che mi stanno a cuore come mi sta a cuore il Venezuela». «Abbiamo condiviso queste ore nell'Ambasciata - aggiunge - e li ho visti in uno stato d'animo altalenante: gli piange il cuore a lasciare il Venezuela, ma sono felici di riabbracciare i propri cari che nel frattempo sono andati in Italia». La missione di Casini ha portato anche alla riapertura di uno spiraglio di mediazione tra il presidente venezuelano in carica, Nicolás Maduro, e l'autoproclamatosi Juan Guaidó, riconosciuto da 57 paesi eppure inchiodato al suo ruolo di presidente di un Parlamento in scadenza. Durante la sua permanenza questa settimana in Venezuela, Casini ha avuto contatti a 360 gradi sulla crisi esistente con esponenti sia del governo (il presidente Nicolas Maduro e il ministro degli Esteri Jorge Arreaza), sia con l'opposizione radicale (il presidente del Parlamento riconosciuto presidente ad interim da una cinquantina di Paesi, Juan Guaidò), sia inoltre con quella moderata che ha aperto un Tavolo negoziale con le autorità venezuelane.

Il caso del parente di Guaidò nel carcere Helicoide
Il presidente onorario dell'Unione interparlamentare Casini ha inoltre incontrato a più riprese (a Caracas e Maracaibo) la comunità italiana residente, prestando molta attenzione alle difficoltà di coloro che dispongono di risorse ridotte. Infine, oltre che della sorte di Magallanes e De Grazia, Casini si è interessato molto anche al caso di Juan Antonio Planchart, che è parente di Guaidò e che è stato arrestato il 24 marzo 2019 per essere rinchiuso nel carcere «Helicoide» dei servizi di intelligence venezuelani Sebin. Planchart, a cui è stata diagnosticata una forma tumorale al collo, potrebbe essere trasferito per cure mediche in Italia in un prossimo futuro. Una ipotesi, si è appreso, che il presidente Maduro sta valutando. «Ho spiegato a tutti il senso della mia richiesta umanitaria per la liberazione dei due deputati di origine italiana e tutti ne hanno compreso le motivazioni. La situazione economica e sociale del Paese è gravissima, la situazione politica è paradossale: il governo di Maduro vuole tenere nuove elezioni per l'Assemblea nazionale, dove hanno vinto i suoi oppositori, e Guaidò e i parlamentari vogliono che si tengano nuove elezioni presidenziali, che aveva vinto Maduro».

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