TRA PROTESTE E ARRESTI

Venezuela in fiamme, riparte la mediazione papale

di Roberto Da Rin

(REUTERS)

1' di lettura

Ancora morti e una manifestazione al giorno. Il Venezuela di Nicolas Maduro vacilla e riparte una mediazione papale già avviata alcuni mesi fa. Sono 26 i morti registrati nelle ultime settimane. L'inviato di Papa Francesco è il cardinale Pietro Parolin che ha preteso alcune condizioni per riprendere il dialogo con il governo venezulano: autorizzazione all'invio di assistenza sanitaria internazionale, un calendario elettorale certo, la restituzione delle prerogative al Parlamento e la liberazione di tutti i prigionieri politici. Condizioni finora non accettate da Caracas.

Il ministro degli Esteri del Venezuela ha minacciato il ritiro dall' Osa, l' Organizzazione degli Stati americani. Ieri sedici Paesi dell'Osa hanno chiesto la convocazione urgente di una sessione straordinaria del Consiglio permanente dell'organismo, per esaminare la criticità della situazione venezuelana.
Intanto la Procuratrice generale del Venezuela, Luisa Ortega Diaz, ha denunciato irregolarità in molti degli arresti effettuati dalle forze di sicurezza durante le proteste antigovernative che si susseguono nel Paese dall'inizio di aprile.

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Diaz ha menzionato il caso di 38 persone arrestate dalla Guardia Nazionale nello stato di Nueva Esparta, che comprende le isole venezuelane al largo del mare Caraibico. I morti di piazza, avvenuti nelle scorse settimane, sono attribuibili, - secondo le prime indagini – ai “colectivos”, piccoli gruppi di paramilitari vicini al governo.

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