RESPINTE QUELLE DI PD E FORZA ITALIA

Venezuela: passa la risoluzione di maggioranza, non il riconoscimento di Guaidò

di An.C.


Venezuela, Moavero: elezioni inficiate, Maduro senza legittimità

3' di lettura

Nuove elezioni presidenziali, nei tempi più rapidi, libere, credibili e in conformità con l’ordinamento costituzionale. Ma nessuna apertura nei confronti del presidente ad interim Juan Guaidò, che continuerà a non essere riconosciuto dall’Italia. Sono questi due elementi che emergono dopo il via libera della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi sulla situazione in Venezuela. La risoluzione, risultato di un accordo fra M5s e Lega, ha ottenuto il via libera della Camera con 266 voti a favore, 205 contrari e nove astenuti (i deputati di Leu). Successivamente è scattato il via libera del Senato, dove la maggioranza ha numeri più risicati (solo quattro voti di scarto).

Cosa prevede la risoluzione di maggioranza
Il testo impegna l’esecutivo giallo verde «a continuare ad attivarsi affinché siano tutelati la sicurezza e gli interessi dei connazionali residenti in Venezuela e delle aziende italiane operanti nel paese; ad assumere ogni iniziativa utile, anche in sede di UE, affinché sia affrontata in priorità l’emergenza umanitaria, e la crisi economica e sociale, garantendo il necessario flusso di aiuti nel rispetto del diritto internazionale; a condannare, con forza, ogni forma di violenza, repressione o conflitto armato in Venezuela; a sostenere gli sforzi diplomatici – anche attraverso la partecipazione a fori multilaterali al fine di procedere, nei tempi più rapidi, alla convocazione di nuove elezioni presidenziali che siano libere, credibili e in conformità con l’ordinamento costituzionale».

Sette le proposte respinte
Nessuna presa di posizione netta, dunque, o passaggio esplicito a favore di Juan Guaidò, che pertanto continua a non essere riconosciuto dall’Italia, nè una condanna espressa dell’operato di Nicolas Maduro. Considerato che i Cinque Stelle sono a favore di una posizione di non ingerenza, neutrale, e il Carroccio si è espresso, anche attraverso il suo leader Matteo Salvini, contro Maduro, il testo della mozione non pende né da una parte né dall’altra. Ma per una risoluzione che è stata approvata, sette sono state respinte. La maggioranza di queste, se fossero passate, avrebbero impegnato il governo a riconoscere Guaidò come presidente ad interim del Venezuela fino all'indizione di nuove elezioni presidenziali. Insomma con il via libera alla risoluzione di maggioranza l’ostacolo è stato, per ora, evitato.

Respinta la risoluzione Pd che riconosce Guaidò presidente
La risoluzione 6-00048 (Quartapelle Procopio ed altri), ad esempio, impegnava il governo «ad adottare la posizione assunta dalla maggioranza dei Paesi europei, ovvero il riconoscimento di Juan Guaidò come presidente ad interim del Venezuela fino all’indizione di nuove elezioni presidenziali, da svolgersi al più presto alla presenza di osservatori internazionali e a sostenere, in tutte le sedi, ulteriori iniziative che l’Alto Rappresentante dell’Unione europea (Federica Mogherini, ndr) riterrà opportuno intraprendere per garantire al più presto il ripristino della democrazia e dello stato di diritto».

Stop a quella LeU con impegno Governo a evitare interventi unilaterali
Stoppata anche la risoluzione 6-00049, presentata dal deputato di Leu Federico Fornaro, che avrebbe impegnato il Governo a evitare «interventi unilaterali che possano aggravare la crisi e portare a scenari di guerra civile, nel rispetto del principio di autodeterminazione dei popoli che non può essere messo in discussione con interventi unilaterali al di fuori delle risoluzioni dell'Onu e degli organismi internazionali».

Fermata quella che accusa Maduro per violazione dei diritti umani
La risoluzione n. 6-00050 (Caiata ed altri), anch’essa respinta, avrebbe impegnato il governo, oltre a riconoscere Guaidó come legittimo presidente ad interim del Venezuela, in modo da permettere il suo riconoscimento da parte dell'Unione europea - l’Italia si è opposta per due volte - anche a «denunciare espressamente l’azione di Maduro come violazione dei diritti umani nell’impedire l’arrivo di container carichi di aiuti umanitari americani di medicinali e cibo lungo la strada che collega il ponte Tiendinas con il Venezuela, bloccata da due grandi container e dal rimorchio di un camion messi di traverso».

Non passano quelle di Fi e Fratelli d’Italia
Non è passata nemmeno la risoluzione n. 6-00051 (Gelmini altri) che avrebbe impegnato l’esecutivo «ad assumere una posizione univoca, in linea con quella delle maggiori nazioni europee, per il riconoscimento del Presidente Guaidò quale legittimo presidente ad interim e garante del ripristino della democrazia in Venezuela». Sulla stessa linea della precedente la risoluzione, anch’essa respinta, di FdI(6-00053). Più sintetica delle altre, se fosse passata avrebbe impegnato il Governo «a riconoscere il presidente ad interim Guaidò affinché indica immediatamente nuove e libere elezioni presidenziali in Venezuela, che possano svolgersi con la garanzia degli osservatori internazionali».

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