caos a caracas

Venezuela, la procura: Guaidò non lasci il Paese

di Roberto Da Rin

Venezuela, Guaido' alza il tiro su Maduro

3' di lettura

È la cassaforte del Venezuela, si chiama Pdvsa, uno Stato nello Stato: il colosso energetico produce, raffina e vende petrolio, l'unico vero asset del Paese.
In questa escalation di violenza e scontri aperti, l'ultima tappa è il controllo di Pdvsa. Ultima tappa e al tempo stesso primo obiettivo. Il presidente Nicolas Maduro e l'autoproclamato presidente Juan Guaidò si scambiano durissimi attacchi verbali, centrati sulla gestione del gruppo energetico. Proprio nel giorno in cui la procura chiede che venga impedito al presidente autoproclamato di uscire dal Paese. Una decisione in merito deve essere presa dal Tribunale supremo di Giustizia, ma intanto è arrivata la risposta di Guaidò: «Non è che sottovaluto la possibilità di finire in prigione, ma disgraziatamente non c’è
nulla di nuovo sotto il sole: il regime non dà risposte ai venezuelani, l'unica risposta è la repressione e la persecuzione».

La giornata di martedì ha registrato anche l’appoggio a Juan Guaidò da parte di una magistrata di Yaracuy, nel nord del Paese, della deputata Arkiely Perfecto, deputata supplente in Venezuela per il partito Tupamaros , e la nomina degli ambasciatori da parte dell’Assemblea nazionale nelle capitali dei Paesi che hanno riconosciuto Guaidò.

Loading...

Lo scontro su Pdvsa
Maduro ha dichiarato che «prenderà tutte le misure legali, tecniche e commerciali per difendere gli interessi» del Venezuela negli Stati Uniti, dopo l'annuncio da parte del Dipartimento di Stato di sanzioni, definite «illegali, criminali, contro l'impresa venezuelana Pdvsa e la sua principale filiale di raffinazione Citgo, che opera in territorio statunitense». Poi ancora:
«Attento Venezuela! - ha ancora detto Maduro in un intervento televisivo - gli Stati Uniti hanno deciso di intraprendere il cammino di rubare l'impresa Citgo e si tratta di un cammino illegale».

Ciò dimostra che l'obiettivo statunitense sia quello di «portarci via le ricchezze, il denaro, il territorio, i mari, l'Esequibo (zona particolarmente ricca di materie prime, ndr.) e la Fascia petrolifera dell'Orinoco».
La reazione di Maduro segue l'annuncio dell'autoproclamato presidente «ad interim» del Venezuela, Guaidò, che affiderà all'Assemblea nazionale (An), nuove “importanti” azioni per “proteggere il popolo venezuelano e accelerare la transizione politica”. La prima decisione è quella di nominare nuovi vertici della compagnia petrolifera Pdvsa (Petroleos de Venezuela) e della filiale statunitense Citgo.

Quella di Guaidò è una mossa concertata con gli Stati Uniti: l'annuncio di sanzioni per bloccare gli asset di Citgo (le filiali di Pdvsa in territorio statunitense). In un comunicato diffuso lunedì notte Guaidò ha dato il via al programma di «presa di possesso progressiva e ordinata dei fondi della nostra Repubblica che si trovano all'estero».

Guaidò e gli Stati Uniti lavorano in palese sincronia: in un comunicato diffuso su Twitter, Guaidò ha aggiunto che «è necessario impedire che nella sua fase di uscita, e non contento di aver rubato tutto quello che hanno rubato dal Venezuela, l'usurpatore e la sua banda non decidano di raschiare il fondo del barile», in esplicito riferimento a Nicolas Maduro.
Guaidò informa che ha «ordinato il trasferimento dei conti della Repubblica» che ora saranno sotto il controllo delle “autorità legittime” per «evitare che vada avanti il saccheggio».

Il controllo di questi asset, ha sottolineato, sarà affidato al Parlamento venezuelano, come ordina la Costituzione, e si procederà al più presto alla nomina di nuovi dirigenti della Pdvsa e della sua filiale negli Stati Uniti, Citgo.
Il segretario del Tesoro americano, Steven Mnuchin, ha detto che il blocco dei fondi della Pdvsa in Stati Uniti «servirà per prevenire maggiori malversazioni dei fondi venezuelani da parte di Maduro e a preservare la proprietà del popolo venezuelano». Uno scontro internazionale che corre sul piano inclinato di una deriva pericolosa: un'aperta conflittualità tra Stati Uniti e Russia. Va ricordato che Mosca possiede il 49% di Citgo, raffineria venezuelana in terra americana.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti