l’anniversario

Vent’anni di Radio 24: notizie e parole che guardano al futuro

Sono passati 20 anni da quando Radio 24 ha iniziato a trasmettere, dagli studi di via Richard, finestre affacciate sul Naviglio a Milano, dando forma al progetto del Gruppo 24 Ore di portare sul mezzo radio l’informazione di qualità, con particolare attenzione a economia, politica, società

di Andrea Biondi

Radio 24 compie vent’anni

Sono passati 20 anni da quando Radio 24 ha iniziato a trasmettere, dagli studi di via Richard, finestre affacciate sul Naviglio a Milano, dando forma al progetto del Gruppo 24 Ore di portare sul mezzo radio l’informazione di qualità, con particolare attenzione a economia, politica, società


4' di lettura

Vent’anni. Era il 4 ottobre 1999. Sono passati 20 anni da quando Radio 24 ha iniziato a trasmettere, dagli studi di via Richard, finestre affacciate sul Naviglio a Milano, dando forma al progetto del Gruppo 24 Ore di portare sul mezzo radio l’informazione di qualità, con particolare attenzione a economia, politica, società. Poche concessioni alla musica, aggiornamento sulla situazione finanziaria al minuto 24 di ogni ora, due volte al giorno programma dedicato a risparmi e investimenti, strisce di informazione su traffico, aerei, traghetti, ferrovie e gli immancabili Gr: marchio di fabbrica, ogni mezz’ora. Questa era l’emittente news & talks del Sole 24 Ore, partita sotto la direzione di Elia Zamboni e per la quale, in definitiva, il vero tratto distintivo è rimasto sempre lo stesso: la parola.

Radio 24 compie vent’anni

Una parola declinata anche nell’interazione con il proprio pubblico. Sin dall’esordio, infatti, dichiaratamente Radio 24 ha aperto le porte agli ascoltatori, per farli entrare in tutte le trasmissioni manifestando le proprie opinioni oppure presentando domande di interesse generale. In fondo il “grande orecchio” stilizzato, marchio dell’emittente del Gruppo 24 Ore, esprime proprio questo: un’emittente che deve imporsi all’ascolto, ma che nello stesso tempo vuole porsi all’ascolto dei propri utenti.

Ora quegli ascoltatori, quel novero di aficionados, è cresciuto fino a superare i 2,3 milioni nel giorno medio, con una crescita su base annua del 4,9%, a testimonianza del lavoro di una radio proiettata in un futuro sfidante per il mezzo radio, ma con opportunità importanti date innanzitutto dagli sviluppi tecnologici. Basti pensare alle opportunità date dal web. O anche ai podcast, industria da poco meno di mezzo miliardo nel 2018 e che dovrebbe salire oltre il miliardo entro il 2021, secondo un nuovo rapporto dell’Interactive Advertising Bureau (IAB) e PwC. Basti solo per un attimo pensare anche alle opportunità legate a piattaforme vocali e smart speaker di nuova generazione. Realtà come Audible, Amazon e Google saranno player con cui fare i conti, ma anche trovare terreni per partnership e possibilità di sviluppo.

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Tutto questo in un mercato che, in Italia, si sta polarizzando con gruppi che da Mediaset, alla Rai, a Gedi a Rtl stanno ponendosi con una presenza sempre più strutturata in un contesto che comunque mostra segni di vitalità: la cara vecchia radio, nel suo insieme, ha messo agli atti un semestre con ascolti in crescita e utenti nel giorno medio che, stando alle ultimi indagini di Ter (Tavolo Editori Radio), sono aumentati di 270mila unità, salendo in totale a quota 34,8 milioni.

È in questo quadro che la radio del Gruppo 24 Ore, diretta da Fabio Tamburini, direttore anche del Sole 24 Ore e di Radiocor plus, si è posizionata per l’autunno puntando a rafforzare l’investimento sull’informazione e sulla narrazione di qualità, con nuovi conduttori e nuovi programmi. Si inizia già alle 6.30 con “24Mattino”, affidato a Simone Spetia affiancato, nella fascia della rassegna stampa, da Paolo Mieli per un commento sulle notizie e sui temi del giorno. Dalle 8 alle 9 la doppia conduzione è con Maria Latella, che intervista i protagonisti della vita politica ed economica del Paese. La conduzione di “Effetto Giorno” è affidata a Alessio Maurizi, in onda sempre alle 13 e nel pomeriggio dal lunedì al venerdì alle 15, spazio a Matteo Caccia con il nuovo programma “Linee d’ombra – Storie dei nuovi vizi capitali”. Alle 16 si vira verso l’attualità internazionale con “Nessun luogo è lontano” di Giampaolo Musumeci.

Confermati, nel palinsesto dal lunedì al venerdì, tutti gli altri programmi di successo come “Uno nessuno 100Milan” di Alessandro Milan e Leonardo Manera; “Due di denari” di Debora Rosciani e Mauro Meazza; “Obiettivo salute” di Nicoletta Carbone; “Melog” di Gianluca Nicoletti; “Tutti convocati” con Carlo Genta, Pierluigi Pardo e Giovanni Capuano; “Focus Economia” di Sebastiano Barisoni; “La Zanzara” di Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

Al sabato alle 7.15, in Radio 24 trova spazio la trasmissione “L’economia delle piccole cose”, a cura di Anna Migliorati. Nel fine settimana “Reportage” in onda alle 8.15 del sabato e della domenica e a seguire “Si può fare”, affidato a Laura Bettini insieme a Carlo Gabardini. Sempre il sabato “Il cacciatore di Libri” di Alessandra Tedesco è in onda alle 15.30 e alle 21.00 “I figli di Enea”, storie di nuovi italiani, di Valentina Furlanetto. Alle 21.30 “Off Topic”–Fuori dai luoghi comuni. Tutte presenti le novità introdotte lo scorso anno, in particolare “Passione domenica”, con la programmazione della domenica pomeriggio dedicata a ciò che più amiamo fare nel tempo libero, a cui si aggiunge alle 14.30 “Diario di un giorno. Passione per gli altri” di Cristina Carpinelli.

Questo lo schieramento e l’offerta di una radio che ha deciso di festeggiare i vent’anni insieme con la propria community di radioascoltatori. E a questo appuntamento di oggi, Radio 24 si è avvicinata così con un contest per la creazione di un nuovo logo e di un nuovo claim. La risposta del pubblico, di quella che ormai è diventata una community, è stata eloquente: 45mila contributi arrivati in redazione, da bozzetti a matita, a lavori grafici di agenzie professioniste. Da qui uscirà il nuovo brand visual della radio, che sarà svelato stasera durante una serata a invito presso lo studio Novanta in via Mecenate a Milano. Non un epilogo, ma un nuovo inizio.

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