IL RINNOVO NON VALE

Ventura, il rinnovo non vale: si tratta sulla buonuscita da 750mila euro

di Marco Bellinazzo

Giampiero Ventura (Ansa)

1' di lettura

Giampiero Ventura tecnicamente è il commissario tecnico dell’Italia fino al 30 giugno 2018. È vero che ad agosto 2017 ha firmato un nuovo accordo per il prolungamento del suo mandato da ct della Nazionale fino al 30 giugno 2020, ma quel contratto contiene una clausola di rescissione automatica in caso di mancata qualificazione al Mondiale russo. L’eliminazione dell’Italia rende di fatto nullo quell’accordo.

Per Ventura quindi ci sono due strade: dimettersi o restare aggrappato alla panchina azzurra. Nel primo caso il tecnico dovrebbe rinunciare all’ingaggio residuo previsto dall’intesa con la Figc. Poco più di sette mesi, da qui al 30 giugno 2018, che gli valgono circa 750mila euro di retribuzione netta. Nel caso invece di una «resistenza» del ct allora tocca alla Federazione decidere il da farsi.

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Il presidente Carlo Tavecchio oggi riunisce le varie componenti del Consiglio Federale. L’orientamento sembra essere quello di esonerare Ventura.
In questo caso, corrispondendogli quanto ancora gli spetta. A quanto pare Ventura avrebbe a sua volta incaricato i suoi avvocati di trattare con la Figc la buonuscita. Un assegno da 750mila euro per chiudere una delle pagine più tristi della storia del calcio italiano.

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