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Venture capital, Rancilio Cube scala in alleanza con altri family office

L’erede della storica azienda di macchine da caffè ha creato un nuovo veicolo di investimento da 27 milioni di euro

di Alessia Maccaferri


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2' di lettura

Dalla fabbrica di Parabiago al venture capital internazionale. Il salto sembrerebbe quantico, invece è scritto nella storia di Luca Rancilio, erede dell’azienda di macchine da caffè che ora con il family office Rancilio Cube scala di dimensioni, ampliando l’opportunità ad altri investitori. L’operazione finanziaria consiste nella scissione degli asset di venture capital collezionati in sei anni di attività in un nuovo veicolo di investimento.

Si chiama Cube3 e ha deliberato un aumento di capitale di 11 milioni di euro, portando il valore complessivo a 27 milioni. L’operazione di Luca Rancilio ha convinto la famiglia Cassina-Pezzoli, Luigi e Tiziano Doppietti, Nico Ventures (Marco Nicosia), Rancilio Farm (Roberto Rancilio), R301 (Alessandro Rivetti), Finn Holding (Claudio Tavazzani), Mlts (Emilio Tommasi), Vis Capital (Giovanni Tremonti) e CubOne srl.

Oltre che ai numeri, i nuovi soci hanno apprezzato la dimensione internazionale. Cube3 può contare su un panel di circa 80 investimenti (molti diretti ma anche 17 fondi), per un’esposizione del 18% in Italia, 33% in Europa e del 49% negli Stati Uniti e Israele. Quando Luca Rancilio ha creato nel 2015, assieme alla sorella Silvia e alla madre Adele, il family office con le risorse derivate dalla vendita dell’azienda fondata dal nonno Roberto, ha portato nella finanza lo stesso sguardo internazionale, che aveva quando andava a cercare nuovi mercati per le macchine da caffè. «Perché un paese come l’Italia non può ambire a una scala di investimento più vasta e con un impatto maggiore?», si chiede Rancilio, 49 anni. Con questo spirito è andato a scovare occasioni ovunque. Nel 2016 ha partecipato - unico italiano - a un round di Lyft con un milione di dollari (exit l’estate scorsa); e ancora ha partecipazioni in Deliveroo, SpaceX, Airbnb, N26. E lo ha sempre fatto direttamente, da solo, costruendo network di relazioni, portando in dote la propria reputazione e quella dell’Italia.

La strategia è paziente e guarda con interesse ai nuovi paradigmi, dalla sharing economy all’impatto sociale e ambientale, come la startup italiana Treedom, piattaforma virtuale che permette di piantare alberi veri. O come Triodos Organic Growth, fondo sul cibo biologico gestito dalla società finanziaria Triodos di ispirazione steineriana. «Voglio contribuire con i capitali a far crescere l’innovazione nelle imprese» aggiunge Rancilio.

Il consiglio di amministrazione e investment committee di Cube3 è composto da Luca Rancilio, Alessandro Rivetti, Alessandro Piccioni (Nexi) e Giulia Pezzoli (Ares). Marta Pradella e Massimo Ruffoni completano il team operativo. Advisor della società sono Gilad Engel (partner del fondo Target Global), John Denniston (ex partner del fondo americano Kleiner Perkins), Irene Mastelli (Phenix Capital), Matteo Sarzana (Deliveroo), Riccardo Pozzoli (Delirus Capital), Patrick Elmer (iGravity) e Matteo Novelli (Borletti Group).

PER SAPERNE DI PIÙ:

Rancilio, l’angel investor per imprese innovative e di impatto

Riproduzione riservata ©
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    Alessia MaccaferriCaposervizio Nòva 24 - Il Sole 24 Ore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: innovazione sociale, impact investing, filantropia, fundraising, smart cities, turismo digitale, musei digitali, tracciabilità 4.0, smart port

    Premi: Premio Sodalitas (2008), premio Natale Ucsi (2006), European Science Writer Award (2010)

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