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Venture capital record: in Italia supera il miliardo investito

Nel corso del 2021 sono state realizzate 334 operazioni per un totale di 1,243 miliardi di euro, secondo un analisi di EY

di Monica D'Ascenzo

Cervelli in fuga, tornare in Italia come startupper

4' di lettura

Un anno record che fa superare al venture capital il miliardo investito in Italia. Una soglia , non solo psicologia, importante per iniziare a ”giocare” nel campionato del resto dei Paesi europei con un ecosistema per le startup più sviluppato.

Con 334 operazioni il 2021 si è chiuso con investimenti in startup per 1,243 miliardi di euro, in crescita del 118% rispetto ai 569 milioni di euro del 2020. Il dato emerge dall’EY Venture Capital Barometer 2021, lo studio realizzato da EY per analizzare l'andamento degli investimenti di venture capital nelle startup e scaleup italiane, che è il primo a confermare le stime fatte dagli esperti durante lo scorso anno. Lo studio ha messo in evidenza come i round con investimento superiore ai 20 milioni di euro siano più che raddoppiati rispetto all'anno precedente: 12 round per un totale di 657 milioni di euro di investimento nel 2021, rispetto ai 6 da 245 milioni di euro del 2020.

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GLI INVESTIMENTI DI VENTURE CAPITAL IN ITALIA
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Certo i numeri italiani sono ancora lontani dalle best practices europee come la Germania, che nel 2021 ha registrato investimenti complessivi in venture capital in crescita a tripla cifra, passando da 4,5 miliardi di euro a 16,2 miliardi di euro. «Vediamo segnali incoraggianti per un'ulteriore fase di crescita e di maturità del sistema. In molte economie europee la crescita degli investimenti in innovazione attraverso startup sta avvenendo a ritmi superiori a quelli che osserviamo in Italia. Questo è dovuto a molti fattori, tra cui una più ampia disponibilità di risorse attivabili, non solo di provenienza pubblica, e un sistema di infrastrutture e servizi più capillare. Diverse iniziative, anche connesse al Pnrr, perseguono obiettivi che possono consentire al Venture Capital di raggiungere un nuovo livello» sottolinea Marco Daviddi, strategy & transactions markets leader Europa occidentale di EY.

Le operazioni in Italia

Nello specifico l’analisi relativa al mercato italiano ha evidenziato un incremento notevole del numero di deal delle società in fase pre-seed/seed dai 53 del 2020 ai 233 deal del 2021. Notevole anche l’incremento di round in fase late venture capital e growth equity che superano di gran lunga la media storica e testimoniano una significativa maturazione delle startup. Le cinque operazioni che hanno raccolto i finanziamenti più consistenti sono Scalapay con due round da circa 140 milioni e 40 milioni; Newcleo, che ha raccolto circa 100 milioni; Casavo, che ha totalizzato complessivamente 90 milioni in due round); Everli con un investimento di 85 milioni e BrumBrum finanziata per 65 milioni.

Dal punto di vista settoriale, in testa alla classifica il settore foodtech con oltre 260 milioni di euro raccolti, rappresentato da alcuni dei round più di successo dell’anno quali Everli, Cortilia e Tannico; a seguire si riconferma d'interesse per gli investitori il fintech con circa 255 milioni di euro raccolti, rappresentato quasi interamente dal risultato di Scalapay. Conquista il terzo posto il settore energy con circa 164 milioni di euro, grazie all'operazione conclusa da Newcleo (startup che sviluppa tecnologie per la produzione di energia nucleare pulita). Al quarto e quinto posto, rispettivamente con circa 147 e 99 milioni di euro, i settori proptech e health & lifescience. Foodtech, fintech, energy, proptech e health & lifescience rappresentano circa il 75% della raccolta totale dell’anno.

Le exit

L’altra faccia della medaglia del mercato sono le exit. L'Europa, nel 2021, ha mostrando un forte sviluppo da questo punto di vista con oltre 100 miliardi di dollari valorizzati in exit e la creazione di 49 nuovi “unicorni” quotati, secondo i dati di State of European Tech. In Italia il mercato sembra ancora immaturo anche se qualche segnale positivo è stato registrato a partire dalle Ipo sull'Euronext Growth Milano con 44 quotazioni completate contro le 21 del 2020. «Le exit sono una componente fondamentale di un ecosistema di startup maturo, in quanto permettono la redistribuzione della liquidità verso gli investitori rilanciando il volano degli investimenti con un effetto moltiplicativo. Su questo, l'Italia dimostra ancora una certa immaturità nella valorizzazione delle proprie imprese in fase di scale up e conseguentemente nel numero di eventi di liquidità. Ma il percorso tracciato nel corso del 2021 e in questo primo mese del 2022 lascia spazio a un cauto ottimismo per il nostro Paese» commenta Gianluca Galgano, EY startup and venture capital leader.

L’impatto della sostenibilità sul venture capital

Nel corso del 2021 sono state censite 66 operazioni di investimento in startup con strategia e focus aziendale sui temi della sostenibilità, per un totale di circa 290 milioni di euro, pari a circa il 25% del totale. Nel corso del 2020 nel medesimo settore si erano registrate 21 operazioni, per un totale di circa 118 milioni di euro. «Il 2021 sarà certamente ricordato per il modo in cui l’Esg e le questioni di sostenibilità sono arrivate in cima alle agende degli investitori finanziari e dei fondi di Pe; i fondi di venture capital non sono e non saranno da meno, con sempre maggiore focalizzazione e veicoli di investimento dedicati alle sfide ambientali e sociali dei prossimi anni. Anche dalla necessità di supportare il processo di modernizzazione e transizione sostenibile di aziende e filiere produttive ci aspettiamo spinte importanti per la futura ulteriore crescita del venture capital in Italia», chiude Marco Daviddi.


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