il rilancio dell’agenda

Verifica, cronoprogramma a ostacoli fra urne, congressi e Def

I tavoli delle riforme dovranno fare i conti con il fittissimo calendario elettorale dei prossimi mesi: dalle suppletive alle regionali, al referendum

di Mariolina Sesto

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(ANSA)

I tavoli delle riforme dovranno fare i conti con il fittissimo calendario elettorale dei prossimi mesi: dalle suppletive alle regionali, al referendum


2' di lettura

Parte ufficialmente la verifica post elezioni emiliane. Il governo lancerà vari tavoli di confronto che grosso modo andranno dalle semplificazioni alla riforma fiscale, dalla lotta all’evasione al tema della sostenibilità ambientale. Ma il rischio dietro l’angolo è che i rinvii abbiano la meglio. E che i provvedimenti concreti abbiano un orizzonte temporale molto lungo. In teoria il cronoprogramma del governo ha un punto di approdo ben preciso: il varo del Def a metà aprile. Ma le 10 settimane che ci separano dal Def e quelle che lo seguiranno sono affollate di appuntamenti elettorali e di congressi di partito.

Dalle suppletive al referendum
Il timore principale è che un’infinita campagna elettorale nei prossimi mesi possa frenare il rilancio del governo e le riforme in programma. E non è forse un caso la scelta di dedicare un altro tavolo (fuori da Palazzo Chigi) al riassetto previdenziale, uno dei nodi più intricati. La prima data da cerchiare in rosso è il 23 febbraio: suppletive a Napoli dove bisogna rieleggere un senatore dopo la morte di Franco Ortolani del M5S. La domenica successiva è la volta del collegio Roma centro. Anche qui suppletive per sostituire Paolo Gentiloni approdato alla Commissione Ue. Un match di fuoco con candidati del rango di Roberto Gualtieri per il centrosinistra e Maurizio Leo del centrodestra. Ancora sette giorni e il treno suppletive si ferma l’8 marzo all’appuntamento umbro dove c’è da eleggere un senatore che sostituisca Donatella Tesei eletta presidente della regione. Ma non è finita qui perchè tre settimane dopo - il 29 marzo - arriva la fatidica data in cui si svolge il referendum sul taglio dei parlamentari. Fibrillazioni e nervosismi saranno fisiologici.

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La «transizione» dei partiti
Ancora più impegnativi i “passaggi “ in programma per i partiti azionisti di maggioranza. A metà marzo erano previsti gli stati generali del M5S, poi rinviati a dopo il referendum. Danilo Toninelli avverte tuttavia che si tratterà di un rinvio solo di qualche settimana, dunque appuntamento ad aprile. Sarà un appuntamento ad alta tensione, in cui il Movimento dovrà decidere quale strada prendere, con quali alleanze, con quale leader....E non è da sottovalutare il congresso delle Sardine a Scampia . Il 14-15 marzo il movimento di piazza potrebbe trasformarsi in un vero e proprio soggetto politico determinando a sua volta onde d’urto in tutto il sistema politico. Non più tardi di giugno, infine, dovrebbe svolgersi il congresso Pd. Anche in questo caso un appuntamento politico di prima grandezza con ricadute sia sul centrosinistra che sulla maggioranza.

Candidature e alleanze verso le regionali di primavera
Tra maggio e giugno, infine, si terrà un poderoso turno di elezioni regionali: Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Campania e Puglia. Sei regioni di peso, due di centrodestra e quattro di centrosinistra. La preparazione di questo voto è già iniziata e comporta per i partiti scelte non facili sia in termini di alleanze che di di candidature: M5S e Pd devono decidere se correre insieme e poi stabilire le eventuali candidature; Italia viva deve scegliere se e dove presentare suoi candidati. Scelte che andranno oltre l’ambito regionale e inevitabilmente influenzeranno la temperatura dei rapporti interni alla maggioranza. La verifica, insomma, è appena iniziata.

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