LE MISURE DELLA MANOVRA

«Vero/falso»: il nuovo foglietto di Di Maio con il quiz sulle cose fatte

di Riccardo Ferrazza

Luigi Di Maio

4' di lettura

Dopo il foglio pubblicato su Facebook con l’elenco delle promesse che il Governo avrebbe mantenuto nella “manovra del popolo” tutte siglate con un «fatto», Luigi Di Maio replica. Stavolta il vicepremier propone una lista in dieci punti nella forma di “vero/falso”. Un test, sostiene il capo politico del Movimento 5 Stelle, da sottoporre a «parenti e familiari» perché «stanno girando un po’ troppe “balle” di Natale».

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Si comincia con «aumento dell’Iva: falso» dice il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro. Nel testo del Ddl Bilancio, dopo l’accordo con la Ue, è infatti confermata la sterilizzazione degli aumenti Iva nel 2019 (che valgono 12,4 miliardi) ma sono stati innalzati quelli nel 2020 (23 miliardi), nel 2021 e 2022 (28,75). Se il prossimo anno non si intervenisse per sterilizzare gli aumenti Iva, l’aliquota ridotta (oggi al 10%) dal 2020 passerebbe al 13%, mentre quella ordinaria (oggi al 22%) passerebbe prima al 25,2% e poi al 26,5%.

«Taglio pensioni normali: falso» scrive Di Maio. In tema di previdenza la manovra contiene, oltre al taglio degli assegni più elevati (si veda il punto successivo), una stretta triennale sull’indicizzazione di tutti gli assegni superiori a tre volte il minimo (1.521 euro mensili). Una minore rivalutazione all’inflazione che riguarderà la maggioranza delle pensioni vigenti: il 58,6%.

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«Taglio pensioni d’oro: vero» si legge nel foglietto pubblicato su Facebook. La manovra introduce un contributo di solidarietà per i prossimi cinque anni sugli assegni pensionistici superiori ai 100mila euro lordi annui (pari a circa 5mila euro mensili al lordo). Si tratta di poco più di 24mila pensioni cui verrà applicata questa scansione di prelievo: 15% sopra i 100mila euro lordi; 25% sopra i 130mila euro; 30% dai 200mila euro; 35% dai 350mila euro; 40% oltre i 500mila euro (appena 23 casi).

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«Riduzione degli investimenti: falso» è il quarto punto. Nella versione finale del maxi-emendamento del Governo approvato ieri dal Senato è stato notevolmente ridimensionato il fondo istituto presso il ministero dell’Economia: per il 2019 si è passati dagli originari 2.750 milioni a 740 milioni; per il 2020 da 3mila del testo precedente a 1.260 milioni; per il 2021 i precedenti 3.300 milioni sono diventati 1.600 milioni. Il totale della perdita di risorse nel triennio ammonta così a ben 5,4 miliardi. Ma Di Maio, in una diretta Facebook, ribatte: «Non sanno fare i conti quelli che scrivono che abbiamo tagliato dagli investimenti». Perché «una parte di quei miliardi che erano appostati genericamente come investimenti, adesso sono appostati nel capitolo investimenti per dissesto idrogeologico e per adeguare dal punto di vista antisismico gli edifici pubblici, investimenti per piccole opere pubbliche».

«Si supera la Fornero: vero» afferma il vicepremier. Le nuove pensioni con “quota 100” (62 anni di anzianità e 38 anni di contributi), in realtà, non sono incluse nel testo della manovra. La misura verrà varata a gennaio con un decreto (parallelo a quello sul reddito di cittadinanza, si veda il punto successivo). Il governo tuttavia non ha ancora scritto il testo.

«Riduciamo platea reddito cittadinanza: falso» prosegue l’elenco del capo politico del Movimento 5 Stelle. Il reddito di cittadinanza è un sussidio integrativo fino al raggiungimento della soglia di 780 euro per un single riservato a chi non supera il limite Isee di 9.360 euro. Il Governo stima che verrà utilizzato dal 90% della platea potenziale di 5 milioni di persone. Una previsione che, sommata alla partenza slittata al 1° aprile, comporta un risparmio di due miliardi di euro rispetto ai 9 iniziali destinati alla misura”bandiera” dei Cinque stelle.

«Più tasse per assicurazioni e banche: vero». Si tratta per la verità solo di un rinvio per agevolazioni fiscali di cui gli istituti avrebbero dovuto godere dal prossimo anno.

«Taglio spese militari: vero». L’ammontare della riduzione andrà però verificato con la pubblicazione dei saldi della manovra.

«Aumento della tassazione del gioco d’azzardo: vero». Dalle nuove imposte sui giochi d’azzardo il Governo conta di incassare oltre 800 milioni. Cresce, infatti, il prelievo erariale unico sulle slot (1,35%) e sulle video lottery (1,25%). C’è però da sottolineare che l’aumento sarà pagato in parte dai giocatori stessi: la percentuale delle somme giocate resituite in vincite scende infatti dal 70 al 68% per le slot e dall’85 all’84% per le video lottery.

«Blocco delle assunzioni dei ricercatori: falso». All’ultimo punto del decalogo di Di Maio compare uno dei temi che ha cambiato più volte aspetto nella redazione della manovra. Nella vcersione finale del testo viene introdotta una proroga per tutte le graduatorie dei concorsi pubblici. Ma quelli più “vecchi” (anno 2010) scadranno già il 30 settembre.

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