L’intervista

Verona (Bocconi): digitale e sostenibilità nuove parole chiave grazie al Pnrr

Giovedì 2 dicembre l’inaugurazione del nuovo anno accademico. Il rettore giudica importante l’accordo su intelligenza artificale con gli altre 3 atenei milanesi

di Maria Piera Ceci

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

«Le parole chiave di quest’anno sono digitale e sostenibilità, che sono anche le parole chiave del Next Generation Eu e del Pnrr». Così il rettore della Bocconi Gianmario Verona, Alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno accademico prevista per giovedì 2 dicembre. «Lo sono perché in questo momento storico la società e l’economia si stanno trasformando ed è fondamentale affrontare queste trasformazioni sviluppando le competenze nella direzione di questi due importanti vettori. Il digitale in Bocconi rappresenta un’infrastruttura importante e ora apriamo un dipartimento dedicato alla computer science. La sostenibilità poi è un valore che c’è da sempre in Bocconi, ateneo fondato da un imprenditore che ha voluto restituire alla società un regalo: la prima laurea in economia e commercio. Regalo che stiamo portando avanti in questi anni con i significati di sostenibilità e inclusione, ma anche sostenibilità ambientale».

Di recente è stata stretta un’alleanza fra Bocconi, Bicocca, Statale e Politecnico per la nascita di un polo di ricerca e formazione su Intelligenza artificiale e Machine Learning. In cosa si sostanzierà questa alleanza fra le quattro università milanesi?
È una cosa bellissima. Abbiamo università eccellenti a Milano, che si pone come capitale in Europa non solo dal punto di vista industriale, ma anche del fashion. I dipartimenti delle nostre università che si occupano di computer science e intelligenza artificiale sono stati accettati come unità di questo importante centro europeo. L’intelligenza artificiale è presidio in questi anni soprattutto di Cina e Stati Uniti. L’Europa deve venir fuori e Milano può avere un ruolo fondamentale in questo processo, grazie alle competenze che sono maturate in città.

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Internazionalizzazione, uno dei cardini della Bocconi in tempi però difficili, con una pandemia che non riusciamo a metterci alle spalle. Quali le difficoltà che vive la Bocconi e come le affronta?
Gli studenti sono la parte di popolazione che si è vaccinata di più, di conseguenza stiamo facendo lezione in presenza, ma anche in streaming. Gli studenti e i docenti (ormai un terzo del nostro corpo docente è internazionale) non sono spaventati. Tutte le grandi città stanno affrontando disagi a causa della pandemia, ma la cosa positiva che noto è che l’internazionalizzazione prosegue, le domande degli studenti internazionali proseguono. La prima nazionalità in Bocconi fra gli studenti che arrivano da altri Paesi è la Francia, seconda la Germania, terza la Cina, quarta la Turchia. Ormai quasi un quarto dei nostri studenti è internazionale. Una città Milano che diventa sempre più internazionale e la Bocconi sta cercando di essere un vettore di questo processo.

Studenti delle superiori frastornati da due anni di scuola a singhiozzo e con gap formativi ormai certificati. Qualche consiglio agli studenti e alle famiglie di fronte alla scelta dell’università, in un periodo difficile, in cui anche l’orientamento si fa più faticoso?
In realtà viviamo in un’epoca digitale e le famiglie devono iniziare a informarsi (cosa che in Italia avviene poco) già dal terzo e quarto anno di scuola superiore. L’orientamento degli atenei è molto proattivo, si trovano tante informazioni online e bisogna essere attivi nel cercarle. La nostra scuola però ha bisogno di riforme per essere più finalizzata al cambiamento che stiamo vivendo. Il ministro Cingolani ha parlato dell’importanza del potenziamento delle discipline Stem e tecniche nelle scuole medie e superiori. Speriamo che il Pnrr porti anche a una riforma che aiuti le famiglie a far sì che i propri figli continuino con gli studi, perché il futuro sarà sempre più legato a competenze che richiedono di affrontare la complessità del mondo moderno.

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